Sicurezza sul lavoro, che cos’è l’RSPP

Sicurezza sul lavoro

(foto Shutterstock)

Tra le diverse figure responsabili della sicurezza sul lavoro, una delle più importanti è il Responsabile Sicurezza Prevenzione e Protezione

Il mondo della salute in azienda è costellato da sigle che abbiamo sentito nominare spesso, soprattutto durante i corsi sulla sicurezza: RSPP, HCCP, DVR, DUVRI, DPI, solo per citare quelle più famose e ricorrenti.

Si tratta di acronimi fondamentali nella disciplina che analizza tutti gli aspetti della prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro.

Che cosa significa RSPP? Sta per Responsabile Sicurezza Prevenzione e Protezione ed è uno dei protagonisti del sistema di sicurezza e prevenzione che tutela la salute dei lavoratori all’interno dell’azienda.

Quali sono le sue funzioni

Le attività e le finalità sono indicate nel nome: prevenzione e protezione. Cioè, è la persona responsabile di ridurre ed evitare gli infortuni e di proteggere i lavoratori e i collaboratori.

Il Testo Unico Sicurezza indica poi una serie di obblighi a suo carico. Questa figura responsabile deve:

  • individuare i fattori di rischio, valutare i rischi e individuare le misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro. Questa attività consiste, in primo luogo, nella redazione del DVR
  • elaborare, per quanto di competenza, le misure preventive e protettive del DVR e controllare che vengano rispettate
  • elaborare le procedure di sicurezza per le attività aziendali
  • proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori
  • partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, e alla riunione periodica
  • fornire ai colleghi tutte le informazioni previste per legge.

Chi può essere nominato

Questa figura può essere una persona interna all’azienda (anche lo stesso datore) oppure ci si può rivolgere a un soggetto terzo.

Bisogna sottolineare che la scelta non è libera e in alcuni casi è la stessa normativa a prevedere o a impedire le diverse possibilità.

Nei casi seguenti, infatti, l’RSPP deve essere interno ma non può coincidere con il datore:

  • aziende industriali con oltre 200 lavoratori
  • industrie estrattive con oltre 50 lavoratori
  • strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori
  • aziende industriali che producono sostanze pericolose
  • centrali termoelettriche
  • aziende di fabbricazione e deposito di esplosivi, polveri e munizioni
  • impianti e installazioni di prodotti radioattivi.

In tutte le altre casistiche, il ruolo può essere ricoperto direttamente dal datore di lavoro. Si pensi, ad esempio, al titolare di una ditta individuale o al socio amministratore di una società di persone.

Quali sono i requisiti

Che questo ruolo sia svolto da un dipendente o dal titolare, è necessario che la persona abbia alcuni requisiti specifici. È importante perché il ruolo deve essere svolto con piena consapevolezza e assunzione di responsabilità.

Vediamoli nel dettaglio:

  • titolo di studio non inferiore al diploma di scuola media
  • aver frequentato e superato corsi di formazione adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative
  • aver superato un corso specifico su
    • prevenzione e protezione nei luoghi di lavoro
    • organizzazione e gestione delle attività tecnico-amministrative
    • tecniche di comunicazione in azienda
    • relazioni sindacali.

La durata dei corsi varia a seconda delle dimensioni dell’azienda e dai contesti produttivi, da 16 a 48 ore.

In ogni caso, è sempre necessario seguire ogni 5 anni i corsi di aggiornamento per poter continuare a godere dei requisiti richiesti. 

Quanto dura la carica

Se la nomina è esterna, solitamente la durata viene decisa dalle parti al momento del conferimento dell’incarico.

Invece, nel caso di RSPP interno, molto spesso la carica è a tempo indeterminato.

 

Leggi anche:

Che cos’è il DVR?

Cosa si intende per sicurezza sul lavoro

È obbligatorio seguire i corsi sulla sicurezza?

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