E’ la capacità di ascolto la prima competenza richiesta agli HR di domani

img 1: “Gli HR e l’importanza della capacità di ascolto”

(foto Shutterstock)

All’epoca dello smart working cambiano le competenza richieste a chi deve gestire le human resources. La ricerca di Randstad rivela le skills più desiderate

Il remote working porta necessariamente a rivedere anche le competenze che la leadership deve possedere per affrontare il cambiamento. Ad affrontare il tema, scoprendo novità non del tutto inaspettate, è la ricerca di Randstad Professionals, realizzata in collaborazione con l’Alta Scuola di Psicologia Agostino Gemelli dell’Università Cattolica

Le nuove competenze richieste ai leader 

Il contesto è quello del 2020, in piena pandemia, quando il 72% delle imprese ha introdotto, o aumentato, il lavoro da remoto per tutti, o una parte, dei dipendenti e collaboratori. Ben l’86% di esse ha continuato con questa modalità anche nel 2021, e si stima che i due terzi proseguano anche in futuro.

Va da sé che anche la leadership si sviluppa e svolge a distanza, in un clima completamente diverso dall’epoca precedente il Covid-19. E quali sono le caratteristiche richieste a HR director e manager nell’era dello smart working? Tanto per cominciare, la capacità di ascolto e l’empatia, caratteristiche considerate fondamentali rispettivamente dal 23 dei direttori HR. 

Ma non ci si ferma qui: sono richieste capacità di comunicazione efficace (24%) e di coinvolgere i collaboratori (19%), abilità di gestione e pianificazione (17%, +13% rispetto ai leader tradizionali), affidabilità e capacità di costruire legami di fiducia (12%, +7%) e attenzione alla misurazione dei risultati (11%, elemento risultato assente fra i leader tradizionali).

La ricerca condotta da Randstad Professionals, la divisione specializzata nella ricerca e selezione di middle, senior e top management di Randstad,  tra marzo e giugno 2021 ha intervistato 350 direttori HR italiani, in merito alle principali tendenze nelle human resources, considerando le nuove modalità di lavoro che si stanno diffondendo.  

Partendo dal presupposto che il 66% delle aziende che hanno adottato lo smart working durante la pandemia, continueranno in questa direzione, i nuovi manager devono adattarsi ad essere remote leader, quindi in grado di esercitare autorevolezza anche a distanza. 

Ecco perché diventa indispensabile sviluppare una capacità di comunicare sempre più efficace, ascoltandoli e motivandoli in modo da costruire una collaborazione che si fonda sulla fiducia e lealtà reciproche.  

Le iniziative dei remote leader in epoca Covid

Le principali iniziative che i nuovi leader hanno messo in atto per mantenere il senso di appartenenza all’azienda sono la rotazione delle presenze (58%), momenti di condivisione formali (52%) e informali (49%), monitoraggio e iniziative di engagement (31%) e proposte formative per la gestione del lavoro ibrido (22%). 

Più della metà ha avviato azioni per la condivisione degli obiettivi aziendali e personali con maggiore frequenza (50%), per la condivisione di feedback (55%) e per favorire il mantenimento dei legami fra colleghi (56%), mentre solo un quarto ha promosso momenti per il recupero delle energie (26%).

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