Danone, welfare agli stagisti

(foto Shutterstock)

Il gruppo alimentare è tra le primissime realtà in Italia ad allargare il programma ai tirocinanti

    Danone lancia un segnale positivo agli stagisti, una delle categorie che nel mondo del lavoro ha più bisogno di tutele, con l’obiettivo di valorizzare il loro operato, creare motivazione e offrire un supporto per soddisfare le esigenze personali.

    Grazie all’accordo siglato tra la multinazionale francese, che nella sede di Milano ha 500 dipendenti, e il sindacato Fai Cisl Milano Metropoli, ora gli stagisti che svolgeranno la loro esperienza in Danone e nelle altre società del gruppo (Mellin spa e Nutricia Italia spa) potranno usufruire dei benefici del welfare aziendale, solitamente riservati solo ai dipendenti.

    I lavoratori in stage avranno così a disposizione una somma massima di 2.000 euro all’anno da spendere per trasporti, viaggi, esperienze formative e altre voci indicate negli accordi. L’importo varierà in base alla durata del tirocinio, quindi per uno stage di sei mesi ammonterà a mille euro, che andranno ad aggiungersi al compenso previsto per lo stage.
    Oltre a questo, l’accordo prevede una informazione agli stagisti sugli strumenti del welfare e sul loro utilizzo.

    «Al di là degli importi significativi – secondo Gennaro De Falco, segretario della Fai Cisl Milano Metropoli – è fondamentale il segnale che si rivolge agli stagisti, di attenzione nei loro confronti e motivazione. Si tratta di uno dei primi accordi di questo tipo in Italia, in un’azienda che ha già dimostrato attenzione per il benessere dei propri dipendenti. Questo potrebbe essere un faro anche per altre imprese».

    L’augurio dei sindacati è che buone pratiche di responsabilità sociale d’impresa e inclusione si diffondano sempre di più, contribuendo a migliorare la qualità degli stage.
    I giovani, affermano i sindacalisti della Fai Cisl, «nello stage devono trovare arricchimento e mai sfruttamento o strane scorciatoie contrattuali. Noi crediamo nei tirocini affinché non siano mai lavoro sottopagato, ma siano vera occasione formativa e di un buon ingresso nel mondo del lavoro».

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