Sostenere il benessere dei dipendenti oggi passa anche attraverso l'educazione finanziaria, grazie a strumenti più interattivi e partecipativi.
Abbiamo spesso affrontato il tema del benessere delle persone che lavorano all’interno di un’organizzazione, cercando di capire quali sono le principali sfide e come affrontarle.
In questo articolo ci concentriamo sull’importanza di sostenere e promuovere momenti di educazione finanziaria, tassello rilevante nella vita quotidiana del personale dipendente, anche attraverso l’utilizzo di soluzioni digitali.
Quando parliamo di educazione finanziaria ci riferiamo a tutti quei momenti di formazione volti ad acquisire competenze di carattere economico-finanziario che possono essere utilizzate durante la vita di tutti i giorni.
Consente, per esempio, di imparare a conoscere gli strumenti per la gestione ragionata e strategica del denaro, così da migliorare l’efficacia delle proprie azioni di risparmio, investimento e pianificazione.
Se inserita all’interno delle attività proposte dall’azienda, l’educazione finanziaria diventa una forma di sostegno al reddito di tipo indiretto.
Nonostante non concorra ad aumentare lo stipendio, aiuta le persone a utilizzare le risorse di cui dispongono in maniera più efficiente – incrementando in modo non diretto il loro potere di acquisto. Dei buoni strumenti di educazione economica diventano quindi un benefit welfare che si può offrire a chi lavora.
Una volta deciso di proporre una formazione sui temi del risparmio e della gestione economica, la sfida da vincere è raggiungere e coinvolgere il personale. Spesso, infatti, è difficile realizzare iniziative di formazione capaci di rivolgersi a tutta la popolazione aziendale, soprattutto quando le persone non hanno accesso agli stessi strumenti.
Prendiamo ad esempio una realtà dove la maggior parte della popolazione aziendale non lavora fisicamente in ufficio, come per esempio chi ha un impiego in fabbrica, chi è addetto/a alla produzione, o ancora il personale itinerante. In questi casi, le lezioni online potrebbero ridurre le possibilità di partecipazione. Secondo la ricerca “The State of Deskless Workforce Training” di Talent Cards, chi lavora senza una postazione fissa richiede una formazione che sia coinvolgente: più breve e fruibile con flessibilità, accessibile facilmente anche da dispositivi mobili.
L’engagement rappresenta una sfida: chiedere alle persone di mantenere alta la concentrazione durante le formazioni on demand, soprattutto quando richiedono più ore consecutive, è complesso. Studi internazionali confermano questa difficoltà: una statistica della Lancaster University, che ha coinvolto oltre duecento corsi online, ha rivelato che il tasso medio di completamento della formazione è di appena il 12%. È dunque imperativo lavorare sui contenuti proposti, in modo da renderli accessibili e utilizzabili in modo efficace da tutta la popolazione aziendale.
Lo studio più recente di Gallup conferma che il 41% delle persone non trova il tempo per la formazione aziendale, una criticità confermata anche da chi si occupa di HR. Ecco perché è sempre più importante trovare nuove strategie di engagement.
Uno strumento innovativo ed efficace da sfruttare è quello della gamification, cioè l’applicazione di una dinamica di gioco per aumentare la partecipazione attiva.
In cosa consiste, concretamente, la gamification? Si possono usare elementi tipici del gioco, come punti, classifiche, livelli da superare e assegnazione di badge, per stimolare la partecipazione e mantenere un buon livello di attenzione.
L’apprendimento diventa così più divertente e le persone sono a tutti gli effetti protagoniste della formazione. Sicuramente un approccio di questo tipo aumenta il tasso di completamento dei corsi e ha un impatto positivo sulla trasmissione delle informazioni.
Non è solo una questione di percezione: il report elaborato da Global Growth Insight conferma questa tendenza, evidenziando come fino all’85% dei lavoratori e delle lavoratrici dichiari livelli più alti di engagement quando sono presenti dinamiche di gamification.
Sfruttando proprio la grande potenzialità della gamification nei processi di apprendimento, B2You di Altroconsumo ha sviluppato una soluzione che accoglie le sfide della formazione, ovviando sia al problema della raggiungibilità del personale che del basso engagement. L’azienda propone infatti un’offerta formativa che include quiz interattivi e dinamici, fruibili anche dallo smartphone.
Partendo dalle esigenze reali delle persone, la prima fase di gioco consiste in un quiz sulle conoscenze finanziarie, con spiegazione associata ad ogni risposta, voto e profilo finale.
Lo step successivo richiede di scegliere un profilo tipo con il quale immedesimarsi (per esempio single con o senza figli, coppia con figli) e gestirne gli imprevisti, così da mettere in pratica la capacità di gestione delle finanze.In questa fase non esistono risposte giuste o sbagliate: ogni scelta produce conseguenze diverse e, se una decisione si rivela poco efficace, lo si comprende dal fatto che le situazioni successive diventano più complesse da affrontare.
Su questo modello si sviluppano diversi livelli della “piramide finanziaria”, fino ad arrivare a scenari in cui il giocatore deve gestire un risparmio accumulato oppure affrontare condizioni di eccessivo indebitamento.
L’ultimo gioco, infine, ha l’obiettivo di sfatare i falsi miti che girano sul mondo finanziario e che tutti e tutte hanno sentito nominare, in modo diretto ed immediato. Prevede domande con risposte del tipo vero / falso.
Utilizzando questi mezzi il personale può imparare divertendosi, acquisendo alla fine della formazione una piccola guida che riassume i temi affrontati.
Attraverso queste attività per l’azienda è inoltre possibile conoscere il livello di engagement dei/delle dipendenti, con statistiche su quante persone hanno completato il percorso, non hanno partecipato e/o si sono fermate al primo, secondo o terzo step.
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