Supernatural, virtual fitness per aumentare l’inclusività

img 1: “Virtual fitness”

(foto Shutterstock)

Fare attività fisica in modalità virtuale fa sentire alcune persone meno diverse, e aiuta il clima aziendale

Quando si pensa alle persone che popolano le palestre si immaginano atleti in gran forma e belle ragazze snelle e attraenti. In realtà, in palestra va anche chi ha bisogno di perdere qualche chilo di troppo, o desidera tornare in forma, un po’ alla volta, e magari non ama fare determinati esercizi davanti ad altre persone. Ecco che arriva in soccorso il fitness virtuale, con l’app Supernatural.

Virtual fitness

Il 99,3 per cento della popolazione adulta non ama allenarsi in palestra. I gruppi di persone che praticano workout, condividendo l’esperienza sui social network, sono letteralmente esplosi durante la pandemia: la maggior parte è fortemente motivato, e particolarmente interessato anche all’alimentazione

Esiste, poi, una sorta di sottogruppo di atleti amatoriali che, invece, provano una sensazione di vergogna nell’immaginare sé stessi immersi nell’attività sportiva, al cospetto di altri. 

Ciò nonostante, sui social vanno costituendosi gruppi di persone accomunate proprio da questa percezione di disagio. Ad andare in loro aiuto, è nata la app Supernatural, che vanta un gruppo Facebook di ben 58 mila membri, e dà spazio di espressione e condivisione anche a questi atleti più timidi e riservati

Le storie di Joanne e Alex

Joanne vive a Manitoba, in Canada, dove gli inverni sono lunghi, bui e freddi. Ha scoperto Supernatural dopo aver saputo che stava diventando cieca. Dal momento che le lenti del Quest, il visore virtuale utilizzato dalla app, sono molto vicine, Joanne ha la sensazione di riuscire a vedere tutto in modo più chiaro, e racconta che i benefici di Supernatural superano di gran lunga l’affaticamento che la virtual reality potrebbe causare ai suoi occhi. Joanne non riusciva più ad andare da sola in palestra, e odiava fare affidamento su altri per muoversi.

Nella comunità di Facebook dedicata all’app c’è anche Alex, che è sovrappeso da tutta la vita, ed è arrivato a pesare oltre duecento chili. Racconta che, quando l’anno scorso lui e sua moglie hanno iniziato il processo per prendere in affidamento un bambino, si è subito reso conto che voleva essere presente per suo figlio. Da lì la decisione di fare qualcosa per sé stesso, e di affidarsi a Supernatural nonostante le grandi resistenze e il disagio all’idea di condividere la propria esperienza con altri.

Ci sono persone che stanno recuperando da disordini alimentari e che lodano il visore di Oculus perché gli impedisce di guardare il loro corpo mentre si allenano. Medici del pronto soccorso e mamme single si riuniscono per raccontarsi quanto sia difficile trovare il tempo per fare esercizio, mentre persone che vivono a decine o centinaia di chilometri dalla città più vicina si ritrovano in cerca di un senso di comunità.

La app Supernatural può essere usata anche nel contesto lavorativo, proponendola come alternativa possibile per praticare fitness in modalità VR, soprattutto alle persone più riservate. Un percorso di inclusione che rispetta le diversità e favorisce la salute delle persone. 

Leggi anche: 

‘Lavoro e salute, il cibo sostenibile ecologico e salutare’

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