Cinque lauree con più sbocchi lavorativi

(foto Shutterstock)

Dal rapporto AlmaLaurea 2022 il focus sulle facoltà e i corsi di laurea migliori per trovare lavoro: in testa Informatica, Medicina e Ingegneria

Puntuale come ogni anno, il rapporto AlmaLaurea 2022 ha analizzato lo stato di salute del mondo universitario italiano e in particolare il suo rapporto con il mercato del lavoro.

Tra i dati più significativi dell’indagine ci sono le statistiche sui livelli di occupazione dei laureati, che in buona parte confermano le tendenze emerse negli ultimi anni.

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Il rapporto Almalaurea 2022 

La XXIV indagine AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati ha coinvolto 660 mila laureati di primo e secondo livello, di 76 Atenei aderenti al consorzio interuniversitario. 

Nello specifico, si tratta di:

  • 287 mila laureati di primo e secondo livello del 2020, contattati a un anno dal termine degli studi;
  • 119 mila laureati di secondo livello del 2018, contattati a tre anni dal termine degli studi;
  • 114 mila laureati di secondo livello del 2016, contattati a cinque anni dal termine degli studi.

Sono inoltre stati intervistati 74 mila e 66 mila laureati di primo livello rispettivamente del 2018 e del 2016, che non hanno proseguito la formazione universitaria, contattati a tre e cinque anni dalla laurea.

A parità di altre condizioni, i più favoriti nella ricerca di un impiego sono i laureati del gruppo informatica e tecnologie ICT, così come quelli dei gruppi medico-sanitario e farmaceutico, ma anche ingegneria industriale e dell’informazione.

A questi, inoltre, si aggiungono i gruppi architettura e ingegneria civile, economia e discipline scientifiche.

Informatica e tecnologie ICT

A conti fatti, la performance migliore in termini di assunzione è quella delle lauree in Informatica e in Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione. A un anno dalla proclamazione, il 64% dei laureati con la Triennale in queste materie trovano un impiego.

Le prospettive aumentano per chi completa anche i due anni della Magistrale. In questo caso, Informatica è ai primissimi posti in assoluto per capacità occupazionale, con il 93,3% dei laureati che trova un lavoro entro 12 mesi dalla proclamazione.

Lo stesso risultato statistico – significativamente – è stato registrato anche da un corso di laurea strettamente collegato a quest’ambito di studi, come Ingegneria Informatica.

Medicina e farmacia 

Le facoltà medico-sanitarie in Italia garantiscono lavoro. Tra le lauree di primo livello, Fisioterapia, Ostetricia, Infermieristica e Medicina dello sport si collocano in vetta alla classifica per tassi di occupazione.

Il 78,7% dei laureati nei vari corsi di Fisioterapia trova un impiego a un anno dal conseguimento del titolo di studio. Infermieristica e Ostetricia seguono quasi a ruota, al quarto posto assoluto tra le triennali, portando al lavoro il 61,8% dei laureati di primo livello.

La gran parte degli iscritti a Medicina comunque punta alla laurea magistrale a ciclo unico, molto più redditizia professionalmente.

Alcuni corsi spiccano in termini percentuali: Scienze delle Professioni Sanitarie della Prevenzione ha dato lavoro al 97,1% dei laureati, Scienze infermieristiche e ostetriche al 95%.

Vicina alle percentuali di Medicina c’è poi Farmacia, i cui corsi di laurea raggiungono percentuali di occupazione intorno all’80%.

Ingegneria industriale e dell’informazione 

Corso di studi impegnativo ma dalle ottime prospettive professionali, la laurea di in Ingegneria è da sempre vista come un ottimo trampolino di lancio per il mondo del lavoro.

Nelle prime posizioni della classifica assoluta si piazza la già citata Ingegneria informatica, seguita da Ingegneria dell’automazione (93,1%), Ingegneria navale (92,9%), Ingegneria meccanica (91,2%) e Ingegneria delle telecomunicazioni (90,7%). 

Di poco staccate troviamo Scienza e ingegneria dei materiali (89,8%), Ingegneria elettronica (89,3%), Ingegneria aerospaziale e astronautica (87,3%) e Ingegneria chimica (87,2%), seguite da Ingegneria elettrica (86,2%), Ingegneria gestionale (86,1%), Ingegneria energetica e nucleare (85,7%) e Ingegneria della sicurezza (85,0%).

Architettura e Ingegneria civile

Un po’ contenute dalla crisi dell’edilizia e delle costruzioni ma pur sempre buone, sono le percentuali dei laureati in Architettura o in Ingegneria Civile.

Nel caso di Architettura, va segnalata la bassa percentuale di assunzioni a un anno dal conseguimento del titolo, che riguarda poco più di un terzo dei laureati (35,3%). A cinque anni dalla laurea però si rivela essere una delle lauree con il tasso di occupazione migliore, superiore al 90%.

Anche per Ingegneria Civile, Ingegneria per l’ambiente e il territorio o Ingegneria dei sistemi edilizi i dati si confermano positivi, tra il 70 e l’80% di assunti.

Scienze matematiche, statistica, chimica e fisica

 A conquistare il quinto posto in questa speciale classifica – superando di poco candidate eccellenti come Economia o Veterinaria – sono le lauree scientifiche.

A trainare la tendenza sono soprattutto Scienze statistiche (88,5%) e Fisica (85,9%), seguite a poca distanza da Scienze statistiche attuariali e finanziarie (81,4%), Scienze dell’Universo (81%) e Matematica (80,3%).

E proprio un corso matematico è quello che assicura il 100% di assunzioni a un anno dalla laurea: si tratta di Modellistica matematico-fisica per l’ingegneria.

Nel campo biologico-chimico si comportano bene Scienze e tecnologie della chimica industriale (86,6%), Scienze chimiche (78,1%) e Scienze e tecnologie alimentari (75,3%).

 

 

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