Virtuale ma in presenza. Così sarà l’ufficio del futuro

(foto Shutterstock)

Google, Microsoft e Meta hanno tutte sviluppato ambienti virtuali dove potersi incontrare e lavorare a distanza

 Di Marta Manti

In questi ultimi due anni, le grandi piattaforme digitali hanno immaginato diversi metaversi e hanno avuto il tempo di potenziare i loro servizi di videoconferenza mettendo a terra nuove applicazioni per lavorare a distanza. 

Il progetto Starline di Google 

Google ha introdotto Starline nel 2021 con l’obiettivo di migliorare le videochiamate. Si tratta essenzialmente di una cabina per videoconferenze che utilizza telecamere, sensori di profondità e immagini tridimensionali per riprodurre le conversazioni faccia a faccia tra due partecipanti da remoto.

Una serie di telecamere tracciano persino i movimenti degli occhi e regolano la visuale dall’altra parte per consentire alle due persone di stabilire un contatto visivo. Google ha testato la configurazione internamente e si sta preparando a installare cabine Starline in uffici esterni all’azienda. 

Le novità di Microsoft

Una delle ultime soluzioni di Microsoft è rappresentata dagli Avatar Mesh, strumento che permette a ogni utente di associarsi al proprio gemello virtuale.

 Con questi, i dipendenti potranno connettersi in presenza alle riunioni di Microsoft Teams senza accendere la fotocamera, potranno anche rappresentare sé stessi nel modo in cui desiderano presentarsi, scegliendo l’avatar adatto alla riunione specifica. 

Inoltre, Microsoft ha creato l’app Places per gestire i meeting interni e la comunicazione fra gruppi di lavoro remoti e con fornitori e clienti. Con questa app si possono anche monitorare dei modelli di traffico nelle sale riunioni per far sapere ai dipendenti, per esempio, quando potrebbe essere più intelligente lasciare l’ufficio in anticipo e partecipare all’ultima riunione.

 Horizon Workrooms di Meta

In Horizon Workrooms, Meta ha aggiunto una funzionalità di Personal Office che consente di creare il proprio ufficio personalizzato nel metaverso.

I gruppi di lavoro potranno lavorare su schermi multipli, integrare Zoom, applicativi di modellazione 3D e «stanze magiche» che consentono ai team di creare luoghi in realtà virtuale sia in remoto che di persona.  

L’aspetto più importante in assoluto sono le tante partnership che sono state annunciate: Microsoft permetterà di utilizzare Teams e la suite Office all’interno degli uffici virtuali di Horizon Workrooms, Adobe creerà un pacchetto di programmi utilizzabili all’interno degli ambienti di Meta e più avanti dovrebbe avvenire anche un’integrazione con Zoom.

 

 

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