Chi fa i controlli Green Pass ai lavoratori somministrati?

(foto Shutterstock)

Assolavoro ha risposto con una circolare, i controlli Green Pass li deve fare l’impresa utilizzatrice

Chi deve controllare il Green Pass dei lavoratori somministrati? 

Recentemente Assolavoro, Associazione Nazionale di Categoria delle Agenzie per il Lavoro, con circolare n. 9/2021 ha chiarito che a dover controllare il Green Pass è l’azienda utilizzatrice perché di fatto solo quest’ultimo può controllare l’accesso del lavoratore sul luogo di lavoro.

Le FAQ del Governo, invece, hanno specificato che il controllo deve essere duplice e cioè in capo sia all’utilizzatore che all’agenzia di somministrazione.

La somministrazione è un contratto esterno?

No.

Il D.L. 52/2021, che ha introdotto l’obbligo del controllo del Green Pass, al comma 2 estende il controllo «ai soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato nei luoghi di cui al comma 1, anche sulla base di contratti esterni». Questo però non sta a significare che il contratto di somministrazione sia un «contratto esterno», il lavoratore in somministrazione opera, infatti, all’interno della organizzazione dell’utilizzatore sulla base di un contratto diretto tra agenzia e utilizzatore. 

Cosa devono fare somministratore e utilizzatore? 

Secondo Assolavoro, l’agenzia di somministrazione è tenuta a informare i lavoratori rispetto ai nuovi obblighi relativi al possesso di Green Pass ossia della necessità di esibire la certificazione verde Covid-19 per accedere al posto di lavoro.

L’utilizzatore, oltre al controllo Green Pass, è tenuto, come per gli altri suoi dipendenti, a fornire tutte le protezioni necessarie per lo svolgimento dell’attività.

Il Green Pass può essere controllato in fase pre-assuntiva?

No.

A riguardo della verifica preventiva alla sottoscrizione del contratto, si segnala che Assolavoro nella circolare n. 9/2021 invita le agenzie di somministrazione a non effettuare alcun controllo preventivo presso la filiale.

La firma del contratto nei locali dell’impresa di somministrazione non può essere ritenuto «accesso al luogo di lavoro» in quanto quest’ultimo è identificato con quello in cui si svolgerà la missione.  

Chiedere il certificato verde in fase pre-assuntiva è una pratica non corretta dal momento che il lavoratore che prenderà servizio presso l’utilizzatore potrebbe ottenere il certificato anche grazie ad un successivo tampone.

  

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