Che cos’è il danno differenziale

danno differenziale
(foto Shutterstock)

Le somme pagate dall’Inail non sono l’unica forma di tutela per il lavoratore che si è infortunato

In caso di infortunio sul lavoro, hai diritto al risarcimento dei danni. L’indennizzo INAIL non è l’unica tutela prevista. Puoi infatti chiedere il risarcimento di tutti i danni subiti, sia quelli patrimoniali, cioè con effetto economico diretto, sia quelli non patrimoniali, cioè legati per esempio alla salute e alla qualità della vita.

Voce Caratteristica
Cos’è il danno differenziale È la differenza tra il danno complessivo subito e quanto già pagato dall’INAIL
Quando si applica In caso di infortunio sul lavoro quando l’indennizzo INAIL non copre tutto il danno
Cosa può comprendere Danno biologico, danno economico, danno morale, danno esistenziale e altre voci non coperte integralmente dall’INAIL
Cosa copre l’INAIL L’INAIL copre solo una parte del danno con somme di natura previdenziale e assistenziale
Chi lo paga L’azienda o, in pratica, la sua compagnia assicurativa

Danno differenziale: cos’è

Per capire che cos’è il danno differenziale, può aiutarti un esempio semplice. Immagina un operaio che si fa male a una mano durante il lavoro a causa di un macchinario difettoso, che non è stato sottoposto alla manutenzione necessaria.

Dopo l’infortunio, questa persona deve restare a casa per alcuni mesi, affronta spese mediche e, quando torna in azienda, non può più svolgere le stesse mansioni di prima. In una situazione del genere, i danni non si esauriscono con quello che paga l’INAIL. Anche se hai già ricevuto l’indennizzo, puoi chiedere il risarcimento di tutti gli altri danni subiti, togliendo però quanto ti è già stato riconosciuto dall’INAIL.

Il danno differenziale INAIL è proprio questo. È la differenza tra il danno complessivo che hai subito e le somme che l’INAIL ti ha già pagato. In pratica, comprende tutte le voci di danno, per esempio danno biologico, danno economico, danno legato al lavoro e danno che incide sulla tua vita personale, che non sono state coperte del tutto dall’indennizzo INAIL.

Il principio di risarcimento integrale: i danni patrimoniali e i danni non patrimoniali 

Nel nostro sistema c’è un principio molto importante. Se subisci un danno, hai diritto a ottenere il risarcimento completo di tutto il pregiudizio che hai sofferto.

Capire quali sono le diverse voci di danno ti aiuta a capire anche che cosa puoi chiedere dopo un infortunio sul lavoro.

I danni patrimoniali sono quelli che incidono sulla tua situazione economica. Per esempio possono riguardare la perdita di una parte dello stipendio, una retribuzione più bassa se non puoi più svolgere le stesse mansioni di prima, oppure le spese che hai dovuto affrontare per visite e cure mediche.

I danni non patrimoniali, invece, non riguardano direttamente il denaro, ma altri aspetti importanti della tua vita e della tua persona. Il danno biologico riguarda il peggioramento della tua salute. Il danno morale riguarda la sofferenza che hai vissuto a causa di un fatto illecito. Il danno esistenziale riguarda il peggioramento della tua vita quotidiana, delle relazioni e delle attività che prima riuscivi a svolgere normalmente.

Anche se questi danni non hanno un prezzo “già pronto”, devono comunque essere tradotti in una somma di denaro dal giudice.

Indennizzo INAIL e risarcimento del danno differenziale 

Tornando alla domanda iniziale, anche se hai già ricevuto una somma dall’INAIL, puoi comunque chiedere a chi ti dà lavoro il risarcimento degli altri danni che hai subito.

Il motivo è questo. L’INAIL copre solo una parte del danno e le somme che paga hanno natura previdenziale e assistenziale. Non servono quindi a risarcire in modo completo tutto il pregiudizio che hai subito.

La somma ulteriore che puoi chiedere per ottenere un risarcimento pieno si chiama danno differenziale. Questo istituto è previsto dall’articolo 10 del Testo unico sull’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

Su questo tema ci sono state molte discussioni tra giudici e studiosi, soprattutto su come calcolare le voci di danno già coperte dall’INAIL e quelle che invece rientrano nel danno differenziale.

In generale, però, puoi tenere presente una regola semplice. Se hai subito un danno alla salute, per esempio con conseguenze temporanee o permanenti, puoi chiedere il riconoscimento del maggior danno differenziale per ottenere il risarcimento della parte che non è stata coperta dall’INAIL.

Danno differenziale: come si calcola 

Hai comunque il diritto di andare in giudizio per chiedere il risarcimento del danno morale e del cosiddetto danno esistenziale, oltre a tutte quelle componenti del danno che l’INAIL non può prendere in considerazione. Si tratta di due voci del danno non patrimoniale che non rientrano tra quelle indennizzate dall’INAIL.

Questi danni vengono chiamati anche danni complementari, proprio perché servono a completare la tutela della persona infortunata. In questo modo puoi ottenere un risarcimento più pieno, in linea con il principio del risarcimento integrale di cui abbiamo parlato.

Esempio calcolo danno differenziale

Ulteriori voci di danno che possono essere richieste direttamente al datore di lavoro perché non rientrano nelle indennità liquidate dall’INAIL sono quelle relative ai danni patrimoniali da lucro cessante: ad esempio, i danni economici per mancate progressioni di carriera, per diminuzione della capacità lavorativa, oppure il danno alla professionalità. 

Vediamo un esempio pratico: una persona vittima di infortunio sul lavoro, invalidità permanente accertata del 25% e 40 anni di età:

  • Il giudice, applicando le tabelle del Tribunale, stabilisce che il danno biologico civile complessivo (inclusa la componente non patrimoniale) è pari a 80.000 €;
  • l’INAIL riconosce un indennizzo in capitale o rendita per il 25% di invalidità per un valore complessivo pari a 45.000 € (dato di fantasia, ma realistico come ordine di grandezza);
  • Il danno differenziale, ossia la quota ancora dovuta dal datore di lavoro responsabile, si calcola in questo modo: Danno civile totale 80.000 €, detratta la prestazione INAIL di 45.000 €, totale 35.000 €di danno differenziale.

Ciò non toglie che tu possa ottenere il riconoscimento di ulteriori voci, ad esempio lucro cessante, perdita di chance di carriera e via dicendo, che vanno a sommarsi a tale importo.

Dunque, l’INAIL copre una parte del danno, ma il danno differenziale rappresenta il “di più”, ovvero la differenza tra ciò che spetterebbe in sede civile come risarcimento integrale e quanto è già stato indennizzato dall’INAIL.

Come richiedere il danno differenziale?

Ci sono tre modalità con cui chiedere il riconoscimento del danno differenziale:

  1. attraverso il sindacato a cui hai affidato specifico mandato;
  2. avviando una vertenza stragiudiziale con l’assistenza di un legale;
  3. iniziando una causa in Tribunale;

Quali sono i documenti necessari per richiedere il risarcimento del danno differenziale?

Per avanzare una domanda di risarcimento del danno differenziale, devi essere in possesso di questi elementi:

  • denuncia di infortunio;
  • documentazione medica (ricovero pronto soccorso, referti medici, lettera di dimissioni);
  • documentazione rilasciata dall’INAIL (riconoscimento infortunio/malattia sul lavoro, pagamento rendita, ecc.);
  • parere medico sull’estensione e quantificazione del danno; 
  • ulteriore documentazione comprovante altri danni (ad esempio, spese mediche, acquisto supporto per la deambulazione, ecc,)

Attenzione: la documentazione è importante, ma spesso non è sufficiente per condurre automaticamente al riconoscimento del danno differenziale; può servire anche ricostruire la vicenda attraverso i testimoni o le valutazioni di alcuni esperti.

Chi paga il danno differenziale 

Il danno differenziale viene pagato dall’azienda, cioè da chi ti dà lavoro. Come abbiamo visto, questa forma di danno corrisponde alla differenza tra quanto ti ha già riconosciuto l’INAIL e il valore complessivo di tutte le voci di danno che ti spettano dopo l’infortunio.

Nella pratica, però, capita spesso che il pagamento avvenga tramite la compagnia assicurativa dell’azienda. Questo succede quando chi ti dà lavoro ha stipulato polizze specifiche per coprirsi dai rischi legati all’attività lavorativa.

Quali sono i tempi per ottenere il risarcimento per un danno differenziale

Il fattore tempo opera su due piani diversi, entrambi da tenere in considerazione:

  1. entro quanto tempo posso richiedere il danno differenziale: hai dieci anni di tempo dal verificarsi della patologia per avanzare la domanda risarcitoria; se non attivi il diritto si estingue per il decorso della prescrizione;
  2. la tempistica per ottenere il riconoscimento del danno differenziale: sotto questo aspetto, è difficile fare una stima poiché ci sono troppe variabili in gioco, che dipendono dalla complessità della singola vicenda, dalla presenza o meno di una assicurazione, dal contesto in cui viene richiesto il danno differenziale (in giudizio oppure in via stragiudiziale).

 

Cos’è il danno differenziale?

Il danno differenziale è la differenza tra il danno complessivo subito dopo un infortunio sul lavoro e le somme già riconosciute dall’INAIL.

L’indennizzo INAIL copre tutti i danni subiti?

No, l’indennizzo INAIL copre solo una parte del danno e non esaurisce tutte le voci risarcibili.

Chi paga il danno differenziale?

Il danno differenziale viene pagato dall’azienda, anche se nella pratica può intervenire la compagnia assicurativa dell’azienda.

 

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