Infortunio sul lavoro, l’infortunio in itinere I laborability

L’Infortunio in itinere

infortunio in itinere

(foto Shutterstock)

Cosa fare quando accade un infortunio in itinere, quando l’INAIL riconosce l’evento e quando no

Infortunio in itinere, cosa fare?

Come previsto per ogni altro infortunio sul lavoro, il lavoratore a cui sia occorso un infortunio in itinere deve provvedere a comunicare al datore di lavoro l’evento, e a trasmettere la documentazione che lo attesti. Uno degli obblighi del datore di lavoro in questo caso è procede alla denuncia di infortunio ed, eventualmente, anticipare l’indennità di infortunio per conto dell’INAIL.

Cosa si intende per infortunio in itinere?

Un infortunio in itinere è quello occorso nel normale tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro.  Se si utilizzano le ordinarie modalità di spostamento, ad esempio, usando i mezzi pubblici o recandosi a piedi, la tutela per l’infortunio è garantita perché si verificano le finalità lavorative, la normalità del tragitto e la compatibilità degli orari.

Se si usa lo scooter o l’auto personale, l’INAIL tutela l’evento?

L’INAIL tutela l’infortunio in itinere anche quando il lavoratore usa il proprio mezzo privato (come l’auto e lo scooter), ma ci sono delle condizioni: ciò che conta è che il mezzo sia effettivamente necessitato, cioè che non vi sia stata altra scelta per il lavoratore se non quella di usare il proprio mezzo di trasporto. I casi in cui l’INAIL può considerare necessitato il mezzo di trasporto personale sono ad esempio quando:

  • il datore di lavoro lo ha prescritto per esigenze lavorative;
  • il luogo di lavoro non è raggiungibile con i mezzi pubblici;
  • il luogo di lavoro non è raggiungibile in tempi utili con i mezzi pubblici;
  • i mezzi pubblici distano troppo dal proprio luogo di abitazione.

Se per andare al lavoro si usa una bicicletta, l’uso del mezzo privato è sempre considerato necessitato dall’INAL e quindi l’infortunio in itinere viene riconosciuto e tutelato.

Quand’è che l’INAIL non tutela l’infortunio in itinere?

L’INAIL non tutela gli infortuni in itinere avvenuti a causa di interruzioni o deviazioni del normale percorso.

Spesso accade che un lavoratore abbia più rapporti di lavoro o che si rechi alla propria abitazione per la consumazione del pasto perché non esiste una mensa aziendale; in questi casi l’INAIL tutela, comunque, l’infortunio occorso nei tragitti.

L’istituto interviene anche quando vi siano specifiche necessità e cioè quando l’interruzione o la deviazione siano:

  • frutto di direttive datoriali;
  • scaturiti da cause di forza maggiore (per esempio, in caso incidente stradale con deviazione del percorso);
  • occorsi a causa di esigenze essenziali e improrogabili (per esempio, esigenze fisiologiche);
  • avvenuti per adempiere ad obblighi penalmente rilevanti (per esempio, in caso di soccorso a vittime di incidenti stradali).

L’INAIL non tutela mai l’infortunio quando:

  • riscontri consumo di alcol, droghe o psicofarmaci non ad uso terapeutico nel lavoratore;
  • il lavoratore prende autonomamente delle decisioni da cui derivi un maggior rischio (cd. rischio elettivo).

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