Lavorare di domenica: di quanto aumenta la busta paga

Lavorare di domenica: di quanto aumenta la busta paga

(foto Shutterstock)

Il lavoro domenicale consiste nel lavorare in un giorno festivo e per questo prevede una maggiorazione dello stipendio in percentuale variabile

La normativa in materia di orario di lavoro è stata più volte modificata nel corso degli anni. Attualmente è definito orario di lavoro il periodo in cui il lavoratore è a disposizione del datore di lavoro, con l’obbligo di svolgere la sua prestazione lavorativa e le sue funzioni.

Non tutti i lavoratori hanno la stessa articolazione oraria. A seconda della tipologia di rapporto di lavoro e dell’attività da svolgere, infatti, si possono configurare diversi scenari.

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Una delle casistiche riguarda il lavoro domenicale, che prevede una maggiorazione in busta paga. Vediamo come funziona.

Viene calcolato in busta paga? 

La settimana lavorativa può essere articolata su 5 o 6 giorni, nel rispetto dei limiti orari previsti dalla legge e dai CCNL.

Nella prima ipotesi, il soggetto lavora in regime di «settimana corta» dal lunedì al venerdì e il riposo coincide con il sabato e la domenica. 

Nella seconda, invece, è in regime di «settimana lunga» e il riposo coincide, in genere, solo con la domenica.  Tuttavia, la regola del riposo domenicale non è fissa: nulla vieta alle parti di concordare il riposo settimanale in un giorno diverso della settimana.

Il lavoratore, in quest’ultimo caso, può essere chiamato a svolgere il lavoro di domenica e per questo ha diritto a una maggiorazione percentuale della retribuzione per le ore effettivamente svolte. Questa maggiorazione verrà esplicitata nella parte centrale del cedolino. 

Attenzione: a prescindere dall’articolazione dell’orario, il riposo settimanale è obbligatorio e il lavoratore non può rinunciarvi. 

Come viene pagato? 

All’interno della busta paga, nel corpo centrale del documento, verrà esposta la voce corrispondente con l’indicazione delle ore svolte nella sezione «Importo base» e il totale erogato nella sezione «Competenze».

Attenzione: non tutti i prospetti paghe sono uguali, ma ogni azienda adotta dei modelli espositivi differenti.

Ad ogni modo, per sapere se la maggiorazione riportata nella busta paga è corretta, bisogna conoscere il CCNL applicato in azienda. La legge infatti dice solamente che il lavoratore ha diritto alla maggiorazione retributiva, ma non si esprime sulla percentuale, che cambia a seconda del contratto nazionale di riferimento. 

Quanto viene pagato? 

Non c’è una regola univoca per quanto riguarda la percentuale, che varia non solo in base al CCNL, ma anche al tipo di lavoro svolto in quel giorno. Le casistiche sono le seguenti:

  • Lavoro domenicale puro: il lavoro è reso in una domenica «ordinaria», che non combacia cioè con qualche festività. In questo caso spetta la percentuale prevista dal CCNL
  • Lavoro domenicale festivo: la domenica combacia con una giornata festiva, allora il lavoratore avrà diritto a una maggiorazione più elevata. Attenzione: alcuni CCNL prevedono che le due maggiorazioni non possano essere cumulate e che quindi una di queste comprenda già l’altra
  • Lavoro straordinario domenicale: il lavoratore ha diritto a una maggiorazione più elevata per compensare la prestazione lavorativa svolta, anche in eccesso rispetto all’orario ordinario, durante la domenica. Ogni CCNL, a seconda del settore, prevede delle percentuali differenti.

Alcuni esempi pratici

Come anticipato, il trattamento di questo tipo di lavoro è diverso a seconda del contratto nazionale. Facciamo due esempi legati a due dei contratti più diffusi. 

  1. Il CCNL Metalmeccanica Aziende Industriali prevede che il riposo settimanale debba combaciare il più possibile con la domenica. Se però il lavoratore è chiamato a lavorare in quel giorno, gli spetta una maggiorazione generalmente pari al 50% e il riposo in un giorno alternativo.
  1. Nei Pubblici Esercizi, Ristorazione e Turismo, invece, è prevista un’indennità fissa pari al 10% della retribuzione per le ore effettivamente prestate di domenica. È riportato inoltre che «la maggiorazione per il lavoro ordinario domenicale non è cumulabile con la maggiorazione per il lavoro festivo e la maggiore assorbe la minore».  

 

 

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