Maternità facoltativa: come funziona e chi può richiederla

Chi ha diritto all’ex maternità facoltativa, oggi congedo parentale, quanti sono i giorni spettanti, e chi paga la relativa indennità

Maternità facoltativa: cosa è cambiato nel 2024

La Legge di Bilancio 2024 ha portato alcune novità all’ex maternità facoltativa (oggi congedo parentale e disponibile per entrambi i genitori), in particolar modo ha aumentato l’indennità prevista per il secondo mese, portandola all’80% della retribuzione per il 2024 e al 60% a partire dal 2025.

Il primo mese di indennità all’80% della retribuzione era stato già inserito nella Legge di Bilancio 2023 ed è dedicato solo per chi chiede l’ex maternità facoltativa entro il sesto anno di vita del proprio figlio o, in caso di adozione o affidamento, entro il sesto anno di ingresso in famiglia del bambino.

Come fare la domanda di maternità facoltativa

La domanda per l’ex maternità facoltativa, che oggi si chiama ufficialmente congedo parentale, può essere richiesta anche online direttamente sul sito web dell’INPS, inserendo le proprie credenziali di accesso.

Se hai poca familiarità con internet, puoi sfruttare modalità più tradizionali, come la telefonata. Se chiami dal telefono di casa puoi chiamare gratuitamente il numero verde 803 164; mentre se chiami da un cellulare puoi chiamare lo 06 164164. 

Infine, è possibile fare richiesta di persona andando in uno degli enti di patronato e intermediari dell’INPS.

Maternità facoltativa: quanto dura?

L’ex maternità facoltativa, oggi congedo parentale, dura 10 mesi, che possono diventare 11 se il padre lavoratore si astiene, in alternanza alla madre, dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di almeno tre mesi. Tale periodo complessivo può essere fruito dai genitori anche contemporaneamente.

Tuttavia, l’indennità si riceve per non più di nove mesi, di cui:

  • tre mesi intrasferibili alla madre;
  • tre mesi intrasferibili al padre;
  • altri tre mesi al nucleo familiare.

Se si richiedono 10 o 11 mesi di ex maternità facoltativa emerge che 1 o 2 mesi non sono indennizzati. L’INPS specifica che questi mesi vengono indennizzati solo se il reddito individuale è più basso fino a 2,5 volte dell’importo del trattamento minimo di pensione. In caso contrario per quei mesi extra non si ricevono indennità.

Come proteggersi da possibili danni? Con la polizza RC capofamiglia

I figli sono un grande gioia ma qualche volta potrebbero inavvertitamente mettersi (e metterci) nei guai. In questi casi però può venire in nostro aiuto l’assicurazione famiglia.

La polizza RC Capofamiglia è una forma di assicurazione che copre da eventuali responsabilità civili verso terzi per danni causati nella vita di tutti i giorni; infatti, è anche chiamata polizza “RC Vita Privata”. Copre sia nel tempo libero che nell’esercizio di attività domestiche o di volontariato.

A cosa serve la polizza RC Capofamiglia?

La polizza protegge in caso di danni causati a terzi, sia lesioni fisiche che danni materiali, e può aiutare a evitare spiacevoli conseguenze finanziarie per il capofamiglia. Copre, ad esempio, se tuo figlio con una pallonata rompe un vetro o se facendo sport durante un viaggio fa male a una persona.

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