Pensione integrativa Poste Italiane, come funziona

Come funziona una pensione integrativa

(Foto iStock)

Poste Italiane offre la possibilità di costruire una propria pensione integrativa. Scopriamone le caratteristiche

Che cos’è la pensione integrativa Poste Italiane?

La pensione integrativa di Poste Italiane è il piano individuale pensionistico di tipo assicurativo che consente ai lavoratori di iniziare a costruire la loro futura «seconda» pensione, meglio conosciuta come pensione complementare. La pensione integrativa di Poste Italiane è, infatti, una forma pensionistica volontaria e aggiuntiva a quella pubblica obbligatoria per legge.

Come funziona?

Quando si decide di aderire alla pensione integrativa di Poste Italiane si deve decidere:  

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  • una delle tre opzioni di investimento del piano pensionistico integrativo;
  • quanto versare nel fondo pensione mensilmente o annualmente;
  • se si vuole destinare tutto o solo una quota di TFR.

Chi può aderire a pensione integrativa con le Poste?

L’adesione alla pensione integrativa di Poste Italiane è individuale e libera; chiunque, sia esso lavoratore o no, può decidere di iniziare a risparmiare per realizzare un piano di previdenza complementare su base individuale.

Cosa fare se si intende versare il TFR a previdenza integrativa di Poste Italiane?

Per finanziare la previdenza integrativa di Poste Italiane, e quindi iniziare a risparmiare e costruire la propria pensione complementare, è possibile destinare tutto o parte del proprio TFR.

Qualora si decidesse di voler finanziare la propria pensione complementare senza «toccare» il proprio TFR, sarà sempre possibile provvedere al versamento degli importi predeterminati dal fondo pensione e lasciare il TFR in azienda.

Quanto costa aderire alla previdenza integrativa di Poste ?

Per aderire alla previdenza integrativa di Poste Italiane non vi è alcun costo fisso di adesione; tuttavia, sui versamenti fatti al fondo di Poste Italiane potrebbero esserci dei costi, ecco i principali:

  • spese in fase di accumulo pari al 2,5% su ogni versamento per i primi 15 anni;
  • nessun costo sui versamenti effettuati dopo 15 anni di partecipazione al piano;
  • nessun costo sui flussi derivanti da TFR e sui contributi versati dal datore di lavoro;
  • aliquota annua trattenuta dal rendimento della Gestione Separata pari all’1%;
  • commissione annua di gestione del Fondo Interno Assicurativo pari all’1% del valore complessivo netto del Fondo.

 

 

Leggi anche:

Previdenza complementare, cos’è e perché conviene

Il TFR in busta paga, dove si vede?

 

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