Stress da lavoro correlato, risposte a domande più frequenti

(foto Shutterstock)

Individuare lo stress da lavoro correlato è complicato tanto per l’azienda quanto per il lavoratore

Quali sono i sintomi dello stress da lavoro correlato e cosa comporta

Lo stress da lavoro correlato (SLC) è una condizione negativa che riguarda il lavoratore, il quale riscontra sintomi fisici e psicologici che non consentono di rispondere alle richieste lavorative o alle proprie aspettative.

Come diagnosticare lo stress da lavoro correlato

Lo stress da lavoro correlato non è di per sé una patologia, ma se i sintomi del lavoratore diventano vere e proprie patologie, come la depressione, allora spetta il riconoscimento di una determinata percentuale di invalidità. A stabilire il grado di invalidità sono la Commissione ASL e l’INPS.

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Aziende e lavoratori possono individuare i sintomi da stress da lavoro correlato

In azienda il rischio da stress lavoro correlato (SLC) fa parte della valutazione dei rischi ed è effettuata dal datore di lavoro in collaborazione con altre figure professionali addette alla sicurezza in azienda (RSPP, il Medico Competente, RLS/RLST).

I campanelli d’allarme dello stress da lavoro correlato in azienda possono essere:

  • l’incremento del tasso di errori, incidenti e infortuni sul lavoro;
  • lo scarso rendimento;
  • la mancata fruizione di ferie;
  • un alto tasso di assenteismo e di turnover;
  • la presenza del c.d. presentismo (lavoratori che, in caso di malattia, si presentano al lavoro pur non essendo in grado di adempiere ai propri compiti in maniera efficace);
  • l’aumento dei provvedimenti disciplinari e/o dei contenziosi legali;
  • difficoltà relazionali e/o elevata conflittualità all’interno dell’azienda;
  • scarso rispetto dei tempi di lavorazione.

Per il lavoratore i sintomi da stress da lavoro correlato possono essere di vario tipo:

  • fisici: come i disturbi del sonno, l’insorgenza di tic e tremori, l’alterazione dei livelli di pressione arteriosa, del ritmo cardiaco e della temperatura corporea, le frequenti emicranie, l’astenia, l’anergia, la sudorazione improvvisa, la maggiore predisposizione ad allergie e dermatiti, i problemi di digestione, il respiro affannoso, e la tensione muscolare;
  • psichici: come i deficit mnesici, la difficoltà di concentrazione e attenzione, il nervosismo e l’irritabilità, lo stato ansioso, il calo dell’umore, e l’elevata autocritica;
  • comportamentali: come l’indecisione e l’insicurezza, l’irrequietezza motoria, l’impulsività, la diffidenza, la suscettibilità, la tendenza all’isolamento sociale, le difficoltà relazionali, problemi di dipendenza, disturbi del comportamento e alimentari.

Come ridurre e come gestire lo stress da lavoro 

L’ azienda, una volta valutato il rischio, per prevenire e ridurre lo stress da lavoro correlato deve attuare anzitutto prevenzione e avviare analisi sull’organizzazione del lavoro rispetto alla concezione dei posti di lavoro, alla scelta delle attrezzature, alla definizione dei metodi di lavoro e di produzione, anche al fine di ridurre gli effetti sulla salute del lavoro monotono e di quello ripetitivo.

I datori di lavoro sono responsabili per lo stress da lavoro correlato

Il datore di lavoro ha il dovere di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori, in primo luogo individuando i rischi attraverso il DVR (Documento di valutazione dei rischi) e disponendo delle misure di sicurezza che i lavoratori devono osservare.

Per combattere lo stress da lavoro correlato, il datore di lavoro deve quindi prevenire, eliminare e ridurre i problemi e le cause legati allo stesso.

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