Evoluzione del ruolo degli HR: la tecnologia è fondamentale, ma servono “inspiring” leaders

Sede Whirlpool

Nuovi assetti, nuove sfide, nuovi bisogni: ecco come sta cambiando il ruolo dell’HR. Ne parliamo con Fabio Colombo, Vice Presidente Risorse Umane per la regione EMEA di Whirlpool

Fabio Colombo, 46 anni, è attualmente Vice Presidente Risorse Umane per la regione Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) di Whirlpool Corporation. Un ruolo di grande responsabilità che si estende su oltre 16.000 persone, 36 paesi e 9 siti di produzione.

Prima di entrare in Whirlpool, Colombo ha assunto diversi ruoli di crescente responsabilità all’interno del Mondo HR: da HR Business Partner, Center of Excellence e HR Operations in multinazionali quali PPG Industries, Air Liquide e Lamberti Chemicals, sia in Italia che all’estero.

Dal 2014, anno in cui è entrato a far parte della multinazionale statunitense, Colombo ha gestito diverse posizioni in ambito HR in tutta l’organizzazione.

Dopo un primo ruolo in ambito HR Industrial nell’hub centrale EMEA per il builtin si è spostato in Inghilterra in qualità di Direttore delle Risorse Umane per il Regno Unito e l’Irlanda in un momento di significativa trasformazione del business.

Rientrato in Italia nel 2019 presso la sede direzionale di Whirlpool EMEA, ha assunto la posizione di Direttore Risorse Umane per le Market Operations, lavorando specificamente nelle aree commerciali regionali che comprendono un totale di 32 mercati.

Prima di assumere il recente incarico di Vice Presidente Risorse Umane per l’EMEA, Colombo ha ricoperto il ruolo di Direttore Risorse Umane Senior per il Business EMEA, contribuendo al disegno e all’implementazione della strategia HR e a progetti strategici per la regione.

In questa intervista, abbiamo discusso con lui delle sfide presenti e future che si presentano per coloro che operano nel mondo delle Risorse Umane. Un settore che, secondo Colombo, ha subito una profonda e radicale trasformazione, e che oggi vede una collaborazione sempre più stretta con nuove tecnologie e soprattutto intelligenza artificiale. Tuttavia, ciò che fa davvero la differenza in un mondo in continua evoluzione, è la capacità dei leader di essere “inspiring” per i propri collaboratori, soprattutto per i giovani talenti. Colombo sottolinea che “dove le persone trovano un mentore/coach che sappia guidare, ispirare e favorire la loro crescita, allora lì abbiamo collaboratori più affiatati, più motivati e più pronti a progredire”.

Fabio Colombo, 46 anni, è attualmente Vice Presidente Risorse Umane per la regione Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) di Whirlpool Corporation
In foto: Fabio Colombo, 46 anni, è attualmente Vice Presidente Risorse Umane per la regione Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) di Whirlpool Corporation

Dottor Colombo, lei è nel mondo delle risorse umane da vent’anni. Com’è cambiato il lavoro degli HR?

“Direi che è cambiato completamente. In passato, l’HR manager si occupava principalmente di questioni amministrative. Oggi abbiamo l’HR Business Partner che si dedica al coaching, alla gestione dei talenti, al disegno organizzativo e alle attività strategiche insieme ai responsabili di business, con l’obiettivo di identificare le critical capabilities necessarie per i piani futuri dell’azienda e nel contempo sviluppare le persone.

Ad oggi, ci troviamo di fronte ad una serie di sfide complesse, legate alla difficile trasformazione a cui stiamo assistendo. Chi non sarà in grado di tenere il passo rischierà di essere superato. Non è semplice, perché il cambiamento avanza velocemente e in un’azienda multinazionale come la nostra, dove i ritmi sono frenetici, è fondamentale incoraggiare la nostra popolazione, a qualsiasi livello, a dedicare del tempo esclusivo per riflettere, innovare e proporre nuove idee. è cruciale essere in grado di promuovere continuamente un tipo di pensiero innovativo, creativo e fuori dagli schemi, adottando un approccio “out of the box”.

Questa  è la cultura aziendale del futuro. Parlando di ‘cultura aziendale’, a volte può sembrare un concetto astratto, uno slogan su un poster, ma in realtà è qualcosa che sperimentiamo ogni giorno. Lo viviamo ogni giorno nella concretezza, nelle oneste conversazioni sulla leadership, sull’engagement, sull’inclusione. L’inclusione è un tema che mi appassiona profondamente, e mi piacerebbe portarlo oltre le discussioni talvolta ripetitive sulla diversità di genere”.

In foto: il team di Fabio Colombo, vice presidente HR per la regione EMEA di Whirlpool

Veniamo all’inclusione, allora. Di cosa si dovrebbe parlare?

“Indubbiamente, la promozione di un’equa rappresentanza femminile a tutti i livelli è fondamentale e ne sono un forte sostenitore. Tuttavia, ritengo altrettanto cruciale concentrarsi sulla diversità di “passport”.

In Whirlpool, ad esempio, abbracciamo una cultura globale e siamo orgogliosi di avere collaboratori provenienti da oltre 35 culture diverse. L’interazione tra culture varie rappresenta un valore aggiunto che spesso conduce a sorprendenti scoperte e opportunità di apprendimento reciproco. Dovremmo riflettere su ciò che ciascuna cultura può insegnare alle altre.

Nelle aziende multinazionali come la nostra, che sono flessibili e pronte ad accogliere i progressi tecnologici, i progetti vengono sviluppati indipendentemente dalla posizione geografica dei membri del team, e le nostre squadre sono internazionali e caratterizzate da un approccio interdisciplinare. Questi sono elementi di grande modernità che, nella pratica, favoriscono ogni giorno l’evoluzione del concetto di inclusione”.

Quali altre sfide hanno davanti, oggi, i direttori HR?

“La tecnologia svolge un ruolo cruciale in ogni aspetto del nostro lavoro. Pensiamo all’automazione dei processi, che ci consente di eliminare molte procedure a basso valore aggiunto e dispendiose in termini di tempo, che in passato venivano gestite manualmente. Ma non è tutto: l’analisi dei dati è ormai un elemento essenziale . Oggi, gran parte del nostro lavoro coinvolge numeri, analisi e l’uso di strumenti che ci permettono di trasformare i  dati  in preziose informazioni che guidano la gestione delle nostre risorse. I dati ci aiutano a comprendere il reale costo del lavoro, a orientare le azioni di business e a gestire i talenti.

Tuttavia, non dobbiamo trascurare la componente umana ed emotiva, che è imprescindibile quando si lavora con le persone. Nonostante il supporto tecnologico, è essenziale mantenere un approccio equilibrato che combini l’analisi dei dati con la sensibilità umana e l’empatia, elementi fondamentali per chi vuole gestire il capitale umano di una azienda. Mantenere quindi un approccio ‘analytics driven’, mentre si valorizza la dimensione umana rappresenta una delle sfide più affascinanti del nostro lavoro”.

Tra i tanti punti, ha menzionato il talent management

“Anche il talent management è senza dubbio una delle sfide principali che i professionisti delle Risorse Umane devono affrontare nell’attuale panorama aziendale. Con la digitalizzazione che sta trasformando il modo in cui le aziende operano, la gestione dei talenti si è evoluta notevolmente e richiede un approccio attuale, al passo con i tempi.

L’adozione di una strategia ben definita nel talent management è fondamentale per assicurare la crescita e lo sviluppo dei dipendenti, e di conseguenza, per l’intera organizzazione.

In Whirlpool, abbiamo sviluppato politiche mirate a promuovere la crescita professionale dei nostri dipendenti e a soddisfare le loro esigenze per garantire un eccellente bilanciamento tra lavoro e vita privata.

Considerare e accogliere le esigenze individuali dei  talenti è una priorità per noi, e questo richiede l’implementazione di strategie personalizzate. È evidente che, durante le interviste con individui di diverse generazioni, emergono aspettative molto diverse. Dove  i  lavoratori  più esperti con maggiore seniority si interrogano su cosa possano apprendere in una posizione specifica e come possano progredire, i più giovani sono interessati e ricercano un ambiente di lavoro confortevole e la presenza di mentori qualificati da cui apprendere. Inoltre la flessibilità, compreso il luogo di lavoro, è ormai considerata una necessità fondamentale per molti di loro.”

Avere un buon mentore fa davvero la differenza?

“Assolutamente sì. Dove i capi sono mediocri, abbiamo un problema. Dove i capi sono persone veramente in grado di guidare, ispirare, far crescere le persone, allora lì abbiamo i collaboratori più affiatati, più motivati e più pronti a crescere”.

 

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