Guida su come sono cambiate le detrazioni dopo l’entrata in vigore dell’assegno unico
Parliamo di un tema che riguarda da vicino il bilancio di molte famiglie: le detrazioni per i figli a carico. Sono sconti sulle tasse che riducono l’IRPEF da pagare e servono a riconoscere che mantenere figli o figlie ha un costo.
Dal 2022 la situazione è cambiata molto con l’arrivo dell’Assegno unico e universale.
Oggi, nella maggior parte dei casi, la detrazione che prima trovavi in busta paga è stata sostituita dall’assegno unico pagato dall’INPS. Restano però alcune eccezioni importanti. Le detrazioni “classiche” continuano a valere solo per figli o figlie che hanno almeno 21 anni, a patto che il loro reddito annuo non superi le soglie previste.
Quando si parla di “figli a carico”, si intende figli o figlie che dipendono economicamente dalla famiglia. In pratica, sono persone che non hanno ancora un’indipendenza finanziaria e per cui continui a sostenere le spese di tutti i giorni.
Questo concetto è importante perché avere un figlio o una figlia a carico può darti diritto ad alcune agevolazioni fiscali, cioè sconti sulle tasse, come le detrazioni. Le regole possono cambiare nel tempo, ma l’idea di base resta la stessa: aiutare chi mantiene persone che non sono ancora autonome.
Per il 2026, un figlio o una figlia è considerato fiscalmente a carico se ha un reddito annuo inferiore a 2.840,51 €. Se ha meno di 24 anni, il limite sale a 4.000,00 €.
Ormai da qualche anno l’Assegno unico e universale ha quasi sostituito quelli che prima erano gli assegni per il nucleo familiare (ANF). Questo cambiamento, però, non ha eliminato del tutto le detrazioni per figli o figlie a carico.
Oggi puoi continuare a usare le detrazioni se hai un figlio o una figlia tra 21 e 30 anni fiscalmente a carico. Inoltre, se c’è una disabilità accertata, le detrazioni restano valide anche oltre i 30 anni.
Le detrazioni per figli o figlie a carico sono uno sconto sulle tasse che riduce l’IRPEF da pagare quando mantieni figli o figlie che non sono ancora economicamente autonomi.
In pratica, una parte dell’IRPEF viene abbassata e questo ti aiuta a gestire meglio le spese familiari. L’importo dello sconto cambia in base a elementi come l’età di figli o figlie e il reddito complessivo della famiglia.
L’obiettivo è darti un sostegno concreto, rendendo più leggere le spese di tutti i giorni.
Con la Legge di Bilancio 2026 ci sono state soprattutto conferme rispetto alle regole introdotte negli ultimi anni.
Restano uguali i limiti di reddito entro cui figli o figlie possono essere considerati fiscalmente a carico.
Con la Legge di Bilancio precedente, quella sulle detrazioni 2025, sono state incluse anche nuove situazioni. Oggi, tra i familiari a carico, puoi considerare anche i figli o le figlie che convivono con il coniuge deceduto.
Le detrazioni fiscali continuano a valere, se ne hai i requisiti, per figli o figlie dai 21 ai 30 anni. Sotto i 21 anni, infatti, il sostegno economico è già coperto dall’assegno unico.
Se hai figli a carico sotto i 21 anni, non troverai detrazioni per figli a carico in busta paga, perché queste sono state eliminate e inglobate nell’Assegno Unico Universale (AUU).
L’AUU è una misura nazionale e universale, riconosciuta a tutti i genitori con figli a carico fino ai 21 anni.
Superata questa età, potrai tornare ad avere detrazioni in busta paga, ma solo se il figlio rientra nei limiti di reddito previsti:
Se invece hai sostenuto spese per figli non a carico, sappi che non è prevista alcuna detrazione. L’Agenzia delle Entrate permette di portare in detrazione solo le spese sostenute per familiari fiscalmente a carico.
In generale, i figli sono considerati a carico finché rispettano i requisiti già trattati nei paragrafi precedenti. Le famiglie possono beneficiare di agevolazioni fiscali anche fino ai 30 anni o più, in determinate condizioni.
Se ti chiedi fino a che età valgono le detrazioni per figli a carico, devi sapere che si fa riferimento alla fascia tra 24 e 30 anni, soprattutto se il figlio è studente o non percepisce un reddito significativo. Nel prossimo paragrafo vedremo meglio questi limiti reddituali.
Per quanto riguarda le detrazioni per i figli a carico maggiorenni (ovvero detrazioni per i figli a carico oltre i 21 anni, dato che prima ci sarebbe l’assegno unico), le regole possono variare. Se il figlio continua a dipendere economicamente dalla famiglia, può mantenere il beneficio fiscale, a patto che rispetti i limiti di reddito stabiliti dalla normativa:
Per avere detrazioni figli a carico fino ai 26 anni, quindi, il figlio deve sostanzialmente avere un lavoro occasionale o comunque delle entrate limitate nell’anno fiscale.
C’è un’eccezione importante per i figli con disabilità accertata: in questo caso, non ci sono limiti di età, e possono essere considerati fiscalmente a carico anche dopo i 30 anni.
Nel caso di genitori divorziati, le regole per le detrazioni per figli a carico genitori divorziati sono stabilite anche dall’Agenzia delle Entrate, ogni anno, nella sezione delle istruzioni per la compilazione della dichiarazione dei redditi annuale.
Se il figlio è affidato esclusivamente a uno dei due genitori, quest’ultimo ha diritto all’intera detrazione fiscale.
In caso di affidamento condiviso, la normativa prevede che la detrazione venga ripartita in parti uguali, a meno che non ci sia un accordo diverso tra le parti.
Dato che le detrazioni servono a ridurre l’IRPEF da pagare, i genitori possono decidere di attribuire l’intera detrazione al genitore con il reddito più alto. Questo permette di sfruttare al massimo il beneficio fiscale, soprattutto se uno dei due ha un reddito troppo basso per poter usufruire interamente della detrazione.
Se l’Assegno Unico e Universale rappresenta una misura di sostegno economico per le famiglie con figli a carico, le detrazioni per il coniuge a carico sono un altro strumento importante di agevolazione fiscale.
Oltre al coniuge, anche altri familiari possono essere considerati fiscalmente a carico, ma non per tutti sono previste detrazioni in busta paga.
Possono essere considerati familiari a carico, a condizione che convivano con te o che ricevano assegni alimentari (non derivanti da provvedimenti dell’Autorità giudiziaria):
Per i figli o le figlie fino a 21 anni, come abbiamo già visto, le vecchie detrazioni sono state inglobate nell’assegno unico.
Se invece hai figli o figlie oltre i 21 anni, per calcolare l’importo delle detrazioni devi conoscere il tuo reddito complessivo e usare questa formula:
950 × [(95.000 – Reddito Complessivo) ÷ 95.000]
Il risultato ti dà l’importo della detrazione e ti aiuta anche a capire se ti spetta. Secondo le regole fiscali, se il risultato è zero, negativo oppure uguale a 1, le detrazioni non spettano.
Ecco un esempio. Se il tuo reddito complessivo è 28.000 €, il calcolo diventa:
950 × [(95.000 – 28.000) ÷ 95.000] = 670,00 €
Non serve che tu faccia questi calcoli a mano. Se compili correttamente il modulo delle detrazioni e lo consegni a chi ti paga lo stipendio, il calcolo viene fatto in automatico dal software delle buste paga.
A differenza delle detrazioni per figli o figlie sotto i 21 anni, le detrazioni per il coniuge a carico non rientrano nell’assegno unico e restano uno sconto fiscale separato.
Questo vuol dire che puoi ricevere sia l’assegno unico sia le detrazioni per il coniuge a carico, nello stesso anno, se ne hai i requisiti. L’assegno unico sostiene i figli o le figlie, mentre le detrazioni per il coniuge a carico sono un aiuto aggiuntivo che si può sommare.
Riprendendo l’esempio del paragrafo precedente, possiamo vedere come appare la detrazione per figli o figlie a carico in busta paga.
Se dalla formula risulta 670,00 €, dividendo l’importo per i 12 mesi dell’anno ottieni 55,83 €. Questa è la detrazione mensile che viene considerata in busta paga.
In pratica, questa somma aumenta il tuo netto mensile, perché paghi meno IRPEF.
Tieni presente però che le detrazioni per figli o figlie a carico in busta paga si vedono di solito solo sulle 12 mensilità ordinarie. Di conseguenza non si applicano alla tredicesima e ad eventuali altre mensilità aggiuntive.
Se devi comunicare all’ufficio risorse umane una variazione del tuo nucleo familiare dopo la nascita di un figlio, è importante sapere come compilare il modulo detrazioni figli a carico.
Questo documento viene generalmente consegnato al momento dell’assunzione. Nel caso dovesse cambiare la composizione familiare, dovrai farti consegnare il modello richiesta detrazioni figli a carico e dovrai aggiornarlo con la tua nuova situazione familiare. Parliamo di questa sezione qui:

Nel modulo per le detrazioni per figli a carico, troverai alcune indicazioni importanti. Nella sezione dedicata ai figli, è specificato che:
Se cambia la tua situazione familiare, per esempio entra o esce un familiare a carico oppure cambiano i suoi dati, devi avvisare il prima possibile chi ti paga lo stipendio.
Chi ti dà lavoro non può sapere da solo cosa succede nella tua famiglia. Se continui a ricevere detrazioni che non ti spettano, l’INPS potrebbe poi chiederti di restituire le somme.
Per evitare problemi, ti conviene aggiornare il modulo delle detrazioni ogni volta che cambia qualcosa rispetto a quello che avevi dichiarato all’inizio del rapporto di lavoro.
Da quando è stato introdotto l’Assegno Unico, e in particolare da marzo 2022, le detrazioni per figli o figlie a carico fino a 21 anni non compaiono più in busta paga. Inoltre, i requisiti per ottenere l’AUU non sono gli stessi che valevano in passato per le detrazioni.
Tutto dipende dall’età di tuo figlio o tua figlia a carico. I soldi possono arrivare direttamente dall’INPS tramite l’assegno unico, oppure continuare a comparire in busta paga se rientri ancora nelle detrazioni.
Le regole sulle detrazioni per figli o figlie a carico sono cambiate. Oggi la possibilità di ridurre le tasse da pagare con le detrazioni riguarda i figli o le figlie oltre i 21 anni, a condizione che il loro reddito complessivo non superi:
Per capire se nel 2026 ti spettano le detrazioni, devi guardare due cose, l’età di tuo figlio o tua figlia e il limite di reddito. Se tuo figlio o tua figlia ha più di 21 anni, non ricevi più l’assegno unico e puoi tornare a usare le detrazioni, in busta paga oppure nella dichiarazione dei redditi con il modello 730.
Con l’assegno unico sono cambiate le regole sulle detrazioni, ma non quelle sulle deduzioni. Se hai sostenuto una spesa che si può dedurre dal reddito per tuo figlio o tua figlia fiscalmente a carico, puoi usare comunque la deduzione, anche se ha meno di 21 anni.
Passiamo alle detrazioni per figli o figlie a carico nel 730. In genere, da maggio fino a fine settembre, puoi inviare il 730 precompilato online sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
I dati su figli, figlie o altri familiari a carico vanno inseriti nel quadro “familiari a carico”, nei righi da 2 a 5. Non basta però controllare che i dati siano corretti. Devi considerare anche altri elementi:
L’Assegno Unico ha sostituito diverse misure di sostegno alle famiglie con figli e, da marzo 2022, viene pagata un’unica somma che include:
Come regolarsi tra detrazioni per figli a carico nel 2026 e Assegno Unico?
Riprendendo i concetti spiegati in precedenza, con il modello 730/2026 puoi portare in detrazione le spese per figli a carico, ma con l’introduzione dell’Assegno Unico, questa possibilità è stata limitata.
Le agevolazioni fiscali sono oggi riservate solo ai genitori con figli di età pari o superiore ai 21 anni.
Se hai figli sotto i 21 anni:
Negli ultimi anni il sostegno economico alle famiglie è cambiato molto, con l’obiettivo di semplificare e mettere ordine tra le misure di aiuto.
In passato lo strumento principale era l’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF). Veniva pagato da chi ti dà lavoro in base alla composizione della tua famiglia e, in alcuni casi, si aggiungeva alle detrazioni per figli o figlie a carico, cioè sconti sulle tasse.
Con la Legge di Bilancio 2021 è iniziato un cambiamento importante. Da marzo 2022 è entrato in vigore l’Assegno Unico e Universale (AUU), che ha concentrato il sostegno in una misura unica, più diretta e più facile da usare.
Nel frattempo, le detrazioni per figli o figlie a carico nel 2023 e nel 2024 sono state aggiornate con nuove soglie e importi, per rendere l’intervento più mirato. Negli anni successivi, questi valori sono stati poi confermati.
L’Agenzia delle Entrate, spesso con controlli automatici, verifica che le detrazioni per figli o figlie a carico siano applicate nel modo giusto.
Se c’è un errore o una dichiarazione non corretta, potresti dover restituire le detrazioni che hai ricevuto senza averne diritto, con in più interessi e sanzioni.
Di solito l’importo da restituire coincide con la somma che hai ricevuto, più una sanzione che può andare dal 20% al 200%, oltre agli interessi che cambiano di anno in anno e che spesso si aggirano intorno al 2%.
Per evitare problemi e costi extra, ti conviene:
Se non c’è dolo e ti sei affidato o affidata a un CAF o a un professionista per inviare la dichiarazione, le eventuali sanzioni possono ricadere su chi ha trasmesso la pratica. Resta però a tuo carico il pagamento di eventuali tasse in più e degli interessi.
Riassumendo quanto scritto, dovrai rimuovere i figli a carico quando non soddisfano più i requisiti previsti dalla normativa.
Un figlio non è più considerato fiscalmente a carico nei seguenti casi:
Attenzione: nel limite di reddito, che è al lordo degli oneri deducibili, vanno aggiunte anche diverse somme ad altro titolo, come per esempio: reddito d’impresa o reddito di lavoro autonomo assoggettato a imposta sostitutiva, le retribuzioni corrisposte da enti e organismi internazionali, i redditi da fabbricati assoggettati a cedolare secca e altri. Il consiglio è quello di guardare con attenzione la lista completa di cosa rientra nel sito dell’Agenzia delle Entrate.
Se hai la possibilità di portare in detrazione alcune spese, puoi includere anche quelle relative ai tuoi figli a carico.
Per poter beneficiare di queste agevolazioni fiscali, è fondamentale che i pagamenti siano tracciabili e che tu conservi i documenti che ne comprovano l’avvenuto pagamento.
Tuttavia, non tutte le spese relative ai figli possono essere portate in detrazione. Di seguito vediamo alcuni degli esempi più frequenti di spese detraibili:
Attenzione! Non si possono detrarre gli importi in misura intera, ma ogni casistica ha delle precise regole da rispettare. Consigliamo quindi di approfondire gli argomenti che più interessano, prima di commettere potenziali errori quando fai la dichiarazione dei redditi.
Una delle domande più comuni quando compili la dichiarazione dei redditi riguarda come dividere la detrazione tra i due genitori.
In generale, se i genitori non sono separati, la detrazione viene divisa al 50% ciascuno. Però avete una possibilità in più. Potete accordarvi per assegnare la detrazione al 100% a una sola persona.
Per scegliere se conviene il 50% o il 100%, di solito devi guardare due aspetti, il reddito e la capienza fiscale. La capienza fiscale è lo “spazio” che hai sulle tasse, cioè quante imposte devi pagare e quante detrazioni riesci davvero a usare.
Spesso il 100% conviene se lo prende la persona con il reddito complessivo più alto. In questo modo è più facile usare tutta la detrazione, perché le tasse da pagare sono più alte. Se invece chi riceve la detrazione paga poche tasse, può succedere che una parte dello sconto vada persa, perché le detrazioni superano l’imposta dovuta. In quel caso si parla di incapienza fiscale.
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