Incentivo per non andare in pensione, come funziona?

Pensione anticipata: quando conviene continuare a lavorare? [incentivo per continuare a lavorare]
(foto Shutterstock)

Oltre a Quota 103, è stato introdotto anche un incentivo per quei lavoratori che preferiscono non andare in pensione anticipata

La legge di bilancio per il 2023 introduce in via sperimentale “Quota 103”, cioè una nuova forma di pensionamento anticipato flessibile che si aggiunge a tutte le altre diverse tipologie di anticipazione, come Opzione Donna e APE Sociale.

Il lavoratore può optare per questa agevolazione solo se, alla data del 31 dicembre 2023, è in grado di dimostrare due requisiti: uno anagrafico e l’altro contributivo.

Se si prosegue nella lettura della norma, però, si comprende un altro beneficio: il legislatore riconosce un incentivo per tutti i lavoratori dipendenti che, pur avendo raggiunto i requisiti di cui sopra, decidono ugualmente di rimanere in azienda.

Lo Stato, in questo modo, riesce a invogliare i dipendenti a rimanere al lavoro e a contenere la platea di coloro che anticipano l’uscita dal mercato assicurando così una spesa pensionistica più proporzionata.

Ma quali sono i passi da seguire per evitare di commettere errori? Quali i requisiti per Quota 103? Scopriamolo insieme. 

Quota 103, requisiti

Dal comma 283 al 285 della Legge, vengono specificati i due requisiti che il lavoratore deve dimostrare alla data del 31 dicembre 2023 ovvero:

  1. avere almeno 62 anni di età
  2. aver maturato e versato almeno 41 anni di contributi.

Per questo ultimo requisito, il legislatore indica che se il lavoratore nel corso della sua vita professionale ha versato contributi in diverse gestioni, questi possono essere cumulati gratuitamente 

Attenzione: non tutti i lavoratori però potranno accedere a Quota 103. Rimane escluso da questa agevolazione il personale militare:

  •  Forze Armate
  •  Forze di Polizia
  •  Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

Come funziona l’incentivo?

Il dipendente che intende proseguire l’attività lavorativa andrà a percepire più soldi perché smette di pagare contributi sulle somme in cedolino.

Che cosa significa in pratica? È previsto che il datore di lavoro versi all’interno della busta paga, come una normale voce di retribuzione, l’intero importo dei contributi normalmente dovuti all’INPS.

Di conseguenza, il datore di lavoro non versa somme in nome e per conto del lavoratore, ma quest’ultimo si vede pagato un importo aggiuntivo.

Attenzione: non ci sono ancora istruzioni operative in merito quindi per avere maggiori informazioni sul tema è necessario attendere un decreto del Ministero del Lavoro per la definizione delle modalità attuative della norma. 

Cosa deve fare il lavoratore?

Come abbiamo specificato in precedenza, se il futuro pensionato intende godere di questo incentivo, deve esprimere chiaramente l’intenzione di proseguire il rapporto di lavoro.

La legge a tal proposito consente di scegliere tra due opzioni:

  • continuare a versare volontariamente all’INPS i contributi. In questo modo aumenta l’importo economico totale della pensione futura
  • godere dell’incentivo rinunciando però all’accredito contributivo per il periodo interessato dall’opzione, e quindi a una pensione più “ricca” in futuro.

Attenzione:. Ii lavoratori che la norma include tra i beneficiari potenziali sono:

  • i dipendenti pubblici
  • i privati,
  • gli autonomi
  • i parasubordinati.

Come fare domanda Quota 103?

Se il lavoratore non vuole continuare a lavorare, può presentare domanda per la fruizione del pensionamento anticipato.

È bene specificare però che, al verificarsi dei requisiti, non è possibile godere immediatamente della pensione perché bisogna lasciar trascorrere un certo lasso di tempo chiamato “finestra”.

Questo periodo varia a seconda del settore di appartenenza del lavoratore. Ad esempio, per il settore privato è pari a 3 mesi. 

Ad ogni modo, non è ancora operativa la pagina INPS dedicata a questo servizio ma l’Ente provvederà a darne comunicazione con un’apposita Circolare o Messaggio.

 

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