Le ultime novità sull’incentivo al posticipo del pensionamento

incentivo per la pensione
(foto Shutterstock)

Tutte le novità sull’incentivo dedicato ai lavoratori e lavoratrici che preferiscono non andare in pensione anticipata

Negli anni si è spesso cercato un modo per spingere le persone a rimandare l’uscita dal lavoro. Da qui è nato, già nel 2004, il cosiddetto “Bonus Maroni”. Oggi questo incentivo è stato aggiornato e punta ad allargare chi può usarlo, con regole fiscali più favorevoli rispetto al passato.

Se scegli di usarlo, puoi rinunciare ai contributi previdenziali a tuo carico, che di solito valgono circa il 9,19% dello stipendio. In cambio, quella stessa somma ti viene riconosciuta direttamente in busta paga, come importo netto.

È importante però sapere cosa comporta questa scelta. Durante il periodo in cui prendi il bonus, i contributi non vengono accreditati e quindi la tua pensione futura non aumenta per quel periodo. Il bonus può andare avanti al massimo fino a quando compi 67 anni, cioè l’età prevista per la pensione di vecchiaia.

Cos’è l’incentivo al posticipo del pensionamento (detto anche Bonus Maroni o Bonus Giorgetti)

L’incentivo al posticipo del pensionamento, chiamato anche incentivo per continuare a lavorare, è una misura pensata per darti una scelta in più. Se hai già raggiunto i requisiti per lasciare il lavoro in anticipo, puoi comunque decidere di restare al lavoro e usare questo incentivo.

In pratica puoi rinunciare ai contributi previdenziali a tuo carico e ricevere in busta paga la somma corrispondente. In questo modo il tuo reddito mensile aumenta, perché quella quota che di solito viene versata all’INPS finisce direttamente nel tuo stipendio.

Questa misura era conosciuta come bonus Maroni, ma con gli aggiornamenti più recenti viene spesso chiamata bonus Giorgetti e riguarda una platea più ampia di persone. In sostanza, il bonus Giorgetti è la possibilità di trasformare una parte dei contributi in retribuzione, con un vantaggio immediato in busta paga e regole fiscali più favorevoli.

Per capire come funziona, devi prima verificare di avere i requisiti per la pensione anticipata entro la fine dell’anno. A quel punto puoi presentare la domanda all’INPS e, se la richiesta viene accolta, inizi a ricevere in busta paga la quota che normalmente verrebbe versata all’INPS come contributi.

Il Bonus Giorgetti è stato prorogato al 2026: ma non per tutti

Anche nell’ultima Legge di Bilancio è stato prorogato il bonus Giorgetti 2026. L’obiettivo è spingere chi è vicino alla pensione a restare al lavoro più a lungo.

La proroga però non vale per tutti. Ci sono regole di accesso precise e riguarda solo alcune situazioni.

Puoi usare l’incentivo se entro il 31 dicembre 2026 raggiungi i requisiti per la pensione anticipata ordinaria, cioè:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi se sei uomo;
  • 41 anni e 10 mesi di contributi se sei donna;

Conta solo il numero di anni di contributi, non l’età.

Resta anche la possibilità di accedere all’incentivo se hai già “bloccato” i requisiti di Quota 103 entro la fine del 2025, anche se Quota 103 non è stata prorogata per il 2026. In questo caso puoi fare domanda nel 2026.

È importante ricordare anche chi resta escluso. Il bonus Maroni 2026 non spetta:

  • se sei già titolare di una pensione diretta, tranne l’assegno ordinario di invalidità;
  • se hai già presentato una domanda di pensione.

Bonus Giorgetti: a chi spetta

Il bonus Giorgetti, cioè l’incentivo per restare al lavoro più a lungo, è pensato per una platea precisa. Riguarda chi ha già raggiunto i requisiti per andare in pensione, ma sceglie di continuare a lavorare e preferisce ricevere in busta paga la quota di contributi che di solito verrebbe versata all’INPS.

A chi spetta il bonus Giorgetti? Può richiederlo soprattutto chi ha un contratto di lavoro da dipendente, nel settore pubblico o privato, iscritto all’Assicurazione Generale Obbligatoria o a gestioni collegate. Al momento della richiesta devi essere ancora in servizio e non devi già ricevere una pensione diretta, con l’eccezione dell’assegno di invalidità.

Per accedere al bonus, oltre a essere dentro un rapporto di lavoro attivo, devi anche aver maturato entro la fine del 2026 i requisiti per la pensione anticipata. Puoi rientrare nei requisiti di Quota 103 oppure nei requisiti della pensione anticipata ordinaria.

Il bonus Maroni conviene?

Decidere se attivare questa opzione richiede attenzione, perché la risposta alla domanda se il bonus Maroni conviene non è uguale per tutti.

Se metti a confronto pro e contro del bonus Giorgetti, il vantaggio più chiaro è l’aumento immediato del reddito mensile. Ricevere in busta paga i contributi che altrimenti verrebbero versati all’INPS, e che nel 2026 diventano netti grazie all’esenzione IRPEF, ti dà da subito più soldi da usare per le spese di tutti i giorni o per mettere da parte qualcosa.

C’è però anche un effetto da considerare. Se non versi quella quota di contributi, la tua pensione futura può risultare un po’ più bassa rispetto a quella che avresti ottenuto continuando a versare tutto, perché il totale dei contributi utili al calcolo cresce meno.

Alla fine la scelta dipende da te e da cosa conta di più in questo momento, cioè avere più soldi subito oppure puntare a una pensione più alta in futuro.

Incentivo al posticipo del pensionamento: un esempio di guadagno

Per capire meglio come funziona l’incentivo al posticipo del pensionamento, può aiutarti vedere un esempio con numeri semplici. La misura permette a chi ha già raggiunto i requisiti per la pensione anticipata, ma sceglie di restare al lavoro, di ricevere in busta paga la quota di contributi IVS a proprio carico. Questa quota non viene più versata all’INPS ed è esente da tasse, quindi aumenta direttamente il netto mensile.

Ecco un esempio:

  • retribuzione lorda mensile: 2.000 €;
  • contributi IVS a tuo carico (ipotizziamo 9,19%): circa 184 €;
  • questi 184 € si aggiungono al tuo netto in busta paga ogni mese;
  • su base annua l’aumento stimato può andare circa da 2.400 € a 2.500 €, anche in base a quante mensilità sono previste dal tuo CCNL;
  • questa somma è esente da tasse, ma non contribuisce ad aumentare la tua pensione futura.

È solo una simulazione indicativa, perché l’importo reale cambia in base alla tua retribuzione e all’aliquota contributiva che ti viene applicata.

Bonus Maroni: come richiederlo

Per ottenere l’incentivo al posticipo del pensionamento, spesso chiamato bonus Maroni, devi presentare una domanda. Non è una misura automatica: la devi richiedere tu. Prima di tutto, ti conviene verificare di avere i requisiti necessari, quelli che abbiamo visto nei paragrafi precedenti.

L’INPS mette a disposizione strumenti dedicati per controllare i requisiti e inviare la richiesta direttamente online sul proprio portale.

Puoi presentare la domanda in questi modi:

  • piattaforma INPS, entrando con SPID, CIE o CNS, poi andando nella sezione “Pensione e Previdenza” e cercando il servizio “Incentivo al posticipo del pensionamento”;
  • contact center, chiamando l’803 164 da rete fissa oppure lo 06 164 164 da rete mobile, secondo le condizioni del tuo operatore;
  • patronati e intermediari, se preferisci farti aiutare nella compilazione e nell’invio della richiesta.

Dopo l’invio, l’INPS comunica l’esito sia a te sia a chi ti dà lavoro. Solo dopo questa autorizzazione l’azienda può smettere di versare quella quota di contributi all’INPS e iniziare a riconoscertela nel cedolino.

Ricorda anche che l’incentivo non parte subito dal giorno della domanda. La decorrenza segue le “finestre” previste dalla legge, che possono essere di almeno 3 mesi e aumentare in base alla situazione.

 

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