Dalla Direttiva UE sulla trasparenza retributiva 2026 al ruolo della contrattazione collettiva: perché la retribuzione diventa il cuore della governance aziendale
La trasparenza salariale 2026 diventa una delle sfide più rilevanti per le imprese.
Non si tratta solo di un nuovo adempimento normativo, ma di un vero banco di prova per la coerenza tra ciò che le aziende dichiarano e ciò che fanno, a partire dalla retribuzione.
Negli ultimi anni i principi ESG (Environmental, Social, Governance) sono diventati un riferimento sempre più concreto per le politiche di sostenibilità delle imprese. In questo quadro si inserisce la Direttiva UE 2023/970, che dovrà essere recepita entro il 7 giugno 2026 e che rafforza le regole sulla trasparenza retributiva e sulla riduzione del gender pay gap.
Sarà proprio su questo terreno che le organizzazioni saranno chiamate a dimostrare quanto siano capaci di rendere coerenti le scelte di governance con gli obiettivi sociali.
La trasparenza salariale 2026 non è solo un obbligo normativo, ma uno strumento per gestire in modo più consapevole il rapporto di lavoro. Per ridurre davvero il divario retributivo di genere e affrontare l’elevato tasso di inattività femminile servono azioni concrete, che incidano sull’organizzazione, sui processi e sulla cultura aziendale.
In questo senso, la trasparenza salariale 2026 rappresenta un ulteriore passo nel percorso avviato dall’Unione Europea. Un cambiamento destinato a influenzare non solo le norme, ma anche il modo in cui le imprese comunicano e gestiscono le retribuzioni.
La Direttiva sulla trasparenza retributiva 2026 identifica alcuni principi guida:
La Direttiva sulla Trasparenza stipendi 2026 rafforza il legame tra valore del lavoro e salario. Un tema che è tornato centrale già con la Direttiva UE 2022/204 e con le recenti decisioni giurisprudenziali, a partire dalla sentenza della Corte di Giustizia dell’11 novembre 2025 (causa C-19/23), seguita anche da importanti pronunce a livello nazionale.
Il salario emerge così come un indicatore chiave non solo negli appalti pubblici, ma più in generale dello stato di salute del sistema di relazioni industriali. È uno strumento fondamentale di comunicazione interna per le imprese e non riguarda più esclusivamente la contrattazione collettiva, come evidenziato anche dal CNEL.
Oggi il tema della trasparenza salariale incide direttamente sull’equilibrio del rapporto di lavoro, nel suo elemento essenziale: il rapporto tra prestazione e retribuzione. Un equilibrio che si riflette sulle modalità con cui le aziende definiscono, gestiscono e comunicano la componente economica del rapporto di lavoro.
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