Busta paga: come cambia la retribuzione dei dipendenti

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La Legge di bilancio del 2026 ha introdotto delle novità sulla tua busta paga, dalla detassazione degli aumenti ad alcune agevolazioni

Torniamo a parlare di busta paga perché la Legge di bilancio 2026 ha introdotto diverse modifiche e novità che andranno ad impattare sul netto che trovi nel tuo documento. 

Hai già dato un’occhiata alla tua prima busta paga del 2026? Se la risposta è no, faresti bene a farlo, proprio per capire come funzionano queste novità. 

Con l’entrata in vigore della Finanziaria (e cioè la Legge n. 199/2025), il Governo aveva introdotto misure fiscali mirate ad aumentare il reddito netto delle persone che lavorano nel settore privato ed evitare, per quanto possibile, la perdita di valore delle retribuzioni.

In questo articolo ti spieghiamo in modo semplice cosa cambia per te e quali sono i bonus e le agevolazioni che potresti trovare nel tuo cedolino. 

Ricorda: la Legge di bilancio è composta da un unico articolo, suddiviso in tantissimi commi, quindi analizzeremo tutti quelli che riportano queste novità. 

Come funziona la detassazione degli aumenti contrattuali

Una delle novità più attese riguarda il rinnovo dei contratti collettivi anche perché, come inizia il comma 7, l’obiettivo di questa novità è quello di favorire l’adeguamento salariale al costo della vita e rafforzare il legame tra produttività e salario”. 

In poche parole, si è cercato un modo per evitare che gli aumenti retributivi stabiliti con gli accordi di rinnovo dei CCNL, vengano “mangiati” dalla tassazione senza, di fatto, alcun grosso vantaggio per chi lavora. 

Come funziona? Se il tuo settore ha rinnovato il CCNL nel periodo compreso tra il 2024 e il 2026 prevedendo degli aumenti salariali, sarai felice di sapere che è prevista una detassazione degli aumenti

Ci sono delle regole da rispettare: 

  • questi aumenti di retribuzione ti devono essere pagati nel 2026. In pratica, non è possibile riconoscere il vantaggio in modo retroattivo;
  • devi avere avuto nel 2025 un reddito da lavoro dipendente di massimo 33.000 € e lavorare nel settore privato.

In pratica, lo Stato interviene sulla leva tributaria: al posto di applicare la percentuale di IRPEF piena all’aumento lordo stabilito dagli accordi, prevede una percentuale del 5%

Questa è definita “imposta sostitutiva” vuol dire che prende il posto dell’IRPEF e include anche le addizionali.  

Attenzione: ricorda che il vantaggio fiscale verrà applicato solo sulla parte di aumento retributivo e non su tutta la paga base. 

Nel caso in cui tu non volessi applicare questo vantaggio nella busta paga perché, ad esempio ha un reddito molto basso, puoi comunicare al datore di lavoro che ci rinunci

Tassazione agevolata premio di risultato: l’imposta scende all’1% nel 2026

Se la tua azienda prevede dei premi di risultato (PDR) legati a obiettivi di efficienza e incrementi di produttività, il 2026 è l’anno giusto per riceverli.

Prima di parlare della novità è importante ricordare che alcune regole restano invariate. Serve: 

  • un accordo sindacale che lo istituisce;
  • deve essere legato a risultati incrementali e oggettivamente misurabili;
  • i beneficiari del premio, devono avere un reddito da lavoro dipendente nel 2025 inferiore a 80.000 €

Premesso ciò, come chiarito dai commi 8 e 9, per tutto l’anno 2026, ma anche per il 2027, l’aliquota applicata ai premi di risultato scende all’1% rispetto al 5% o 10% degli anni passati. Anche per il premio, come per i rinnovi del CCNL, si parla di “imposta sostitutiva”

La tassazione agevolata si applica entro i limiti di importo del premio stabiliti dalla legge e cioè 5.000 € annui, a fronte dei precedenti 3.000 €, per ogni dipendente. 

Agevolazioni per straordinari, lavoro notturno e festivo

Come riportato nei commi 10 e 11 della Manovra del 2026, per tutto l’anno in corso le somme lorde pagate, nel limite massimo di 1.500 € annui, avranno una tassazione fissa del 15% per:

  • lavoro nei giorni festivi e nel riposo settimanale, in base a quanto indicato dal CCNL;
  • lavoro notturno in base a quanto previsto dalla legge e dal CCNL;
  • indennità di turno.

Come abbiamo visto negli altri casi, si parla sempre di “imposta sostitutiva”

Il dipendente, deve avere avuto nel 2025 un reddito da lavoro dipendente di massimo 40.000 €.

Attenzione: questa novità non è da confondere con il trattamento integrativo speciale previsto per il settore del turismo. Non possono accedere a questa misura, infatti, le persone che lavorano negli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e nel turismo o stabilimenti termali.

Bonus speciale per il settore turismo e somministrazione

Parliamo ora di un settore in sofferenza e cioè quello del turismo

Questo settore, infatti, è uno di quelli in cui si accumulano più ore di lavoro straordinario, notturno e festivo e per questo il Governo ha deciso di confermare anche per quest’anno l’agevolazione fiscale da applicare alle indennità e maggiorazioni pagate a tale titolo. 

Se lavori nel mondo del turismo, degli stabilimenti termali o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande, c’è un’agevolazione fiscale specifica per te.

Data la particolarità del settore, è previsto un trattamento integrativo speciale che ha l’obiettivo di compensare il lavoro festivo e notturno. 

Le regole da applicare secondo il comma 18 sono: 

  • la somma è pagata nel periodo dal 1° gennaio al 30 settembre 2026;
  • è pari al 15% delle retribuzioni lorde pagate per lavoro notturno e per lo straordinario festivo;
  • non è considerata per la formazione del reddito;
  • devi aver avuto nel 2025 un reddito da lavoro dipendente di massimo 40.000 €;
  • è “rimborsata” direttamente dal Fisco in busta paga, quindi incide direttamente sul tuo netto;
  • se vuoi ottenere questa somma dovrai presentare richiesta al tuo datore di lavoro. 

 

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