Da quota 102 a quota 103: che cosa cambia?

(foto Shutterstock)

Nel 2023 si potrà andare in pensione anticipata con quota sia 102 sia 103. Funzionamento delle due modalità simile ma diversi i requisiti per accedere

Quota 102 e Quota 103 sono degli strumenti che seguono il sistema delle quote introdotto dall’ormai vecchia Quota 100.

Sono delle misure per favorire il pensionamento senza dover raggiungere i requisiti previsti da quello ordinario, che prevede due soluzioni:

  •     pensione di vecchiaia ordinaria: minimo 67 anni di età

pensione anticipata ordinaria:

  • 42 anni di età e 10 mesi di contributi per gli uomini
  • 41 anni e 10 mesi per le donne.

Quota 102: requisiti

Nel 2023 potranno andare in pensione con Quota 102 i dipendenti, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria o alle altre forme sostitutive, che entro il 31 dicembre 2022 abbiano maturato i requisiti.

 Si tratta di una modalità che sta andando via via a svanire e che lascia il posto, per chi maturerà i requisiti nel 2023, a Quota 103.

 Per poter accedere alla pensione con Quota 102 è necessario:

  •     avere almeno 64 anni d’età anagrafica
  •     aver versato i contributi per almeno 38 anni.

 Attenzione: questo tipo di pensione, così come Quota 103, non si ottiene immediatamente, non appena maturati i requisiti, ma è necessario un periodo di attesa per la liquidazione della prestazione chiamato “finestra”. È necessario che i requisiti d’età e dei contributi siano stati raggiunti entro il 31 dicembre 2022 mentre la finestra può essere anche successiva.

Quota 103: requisiti

Come per la misura appena descritta, anche la Quota 103 è una tipologia di pensione anticipata, che potrà essere invece richiesta nel 2023. In questo caso però bisognerà aver raggiunto, entro il 31 dicembre 2023:

  • 62 anni d’età anagrafica
  • 41 di contributi.

 Il totale di questi due valori fa 103, che è la cifra che dà il nome alla misura.

 Possono rientrare all’interno di questa misura coloro che sono nati tra il 1960 e il 1961 e che sono:

  •     dipendenti pubblici
  •     dipendenti privati
  •     lavoratori autonomi
  •     lavoratori parasubordinati.

 Anche in questo caso i requisiti devono essere obbligatoriamente raggiunti entro fine anno, mentre la finestra può essere anche successiva.

 In altre parole, entro il 31 dicembre bisognerà aver già compiuto i 62 anni e avere già maturato i 41 anni di contributi.

Le differenze

Il meccanismo di Quota 103 è semplice e formalmente identico a Quota 102. Infatti, in entrambi i casi bisogna rispettare un requisito anagrafico e uno contributivo. L’unica differenza sta nelle cifre che bisogna raggiungere, per quanto riguarda sia l’età sia i contributi.

Per Quota 102 bisognava aver versato, entro il 31 dicembre 2022, i contributi per meno tempo (38 anni) ma era necessario avere un’età più avanzata (64 anni).

Per andare in pensione con Quota 103 occorreranno invece meno anni anagrafici (62 anni contro i precedenti 64) ma più anni di contributi (41 anziché i 38 precedenti). Si tratta di due requisiti che offrono maggiori opportunità di lasciare il lavoro in anticipo.

Infine, dobbiamo sottolineare che queste tipologie di pensione anticipata sono accessibili a tutti i lavoratori e non solo ad alcune categorie, come è invece il caso dell’APE sociale, la misura per il pensionamento delle persone impegnate in attività gravose.

Altre forme di pensione anticipata

Nel 2023 saranno ancora validi anche altri modi per andare in pensione prima del raggiungimento dei requisiti ordinari, ma in questi casi la platea è ridotta. Parliamo in questo caso di:

  • APE sociale, che viene rinnovata con gli stessi criteri del 2022
  • Opzione Donna, per la quale sono state invece introdotte alcune modifiche.

Leggi anche:

A quanto ammonta la pensione minima?

Quanto si prende di pensione?

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