Legge di Bilancio 2023, novità importanti per il lavoro

Legge di Bilancio 2023, importanti novità per il lavoro

(foto Shutterstock)

Sono molti i temi che hanno un impatto sul lavoro, come il taglio del cuneo fiscale, i voucher, la pensione anticipata e il reddito di cittadinanza

La Legge di Bilancio per l’anno 2023 approvata dal Governo Meloni ha un fortissimo impatto sul mondo del lavoro, a cui sono destinati 5 dei 35 miliardi che compongono la manovra.

 Interviene su tutti gli ambiti del mondo lavorativo: dalla riduzione del cuneo fiscale alla modifica delle norme sul reddito di cittadinanza, dalle pensioni anticipate a un mese in più di congedo di maternità. 

E ancora, decontribuzione e agevolazione per chi assume under 36, aumento dell’assegno unico per famiglie numerose, sconto sulle tasse dei premi di produttività. 

Reddito di cittadinanza: cosa cambia?

Nel mirino del Governo i 600 mila «occupabili», ossia chi è considerato nelle condizioni di poter lavorare. Secondo una stima dell’ANPAL, l’Agenzia nazionale politiche attive lavoro, il 27% è «vicino al lavoro» e quindi ha buone possibilità di trovare un’occupazione.  

Per tutte queste persone è prevista una riduzione della durata del reddito di cittadinanza: dagli attuali 18 mesi si passa a 8. Non solo: se si rifiuta anche una sola offerta di lavoro, si perde il diritto a riceverlo. 

Non cambia nulla per i «non occupabili» e per i soggetti esonerati dagli obblighi, che continueranno a percepire il reddito quale strumento di contrasto alla povertà.

Taglio del cuneo fiscale: più soldi in busta paga

Si tratta di una misura di circa 5 miliardi di euro. La novità riguarda i contributi a carico del dipendente e la riduzione sarà di 3 punti in meno per i redditi fino a 20.000 euro e 2 punti in meno per i redditi fino a 35.000 euro. 

A quanto ammonta l’aumento in busta paga? Secondo la Fondazione Nazionale dei Commercialisti, il vantaggio netto si aggira su una cifra che va dai 24 ai 45 euro su 13 mensilità. 

Premi di produttività: scende la cedolare secca

Riduzione della cedolare applicata ai premi di produttività, che passa dal 10% al 5% entro un limite massimo di 3.000 euro per redditi fino a 80.000 euro. Per i redditi più bassi, fino a 20.000 euro, la cedolare secca si abbassa al 3%.

Tornano i voucher: ristorazione, alberghi, badanti, agricoltura

Buone notizie, soprattutto per i giovani e per chi vuole assumere una collaboratrice domestica. Tornano i buoni lavoro che erano stati introdotti la prima volta nel 2003 e abrogati nel 2017. 

Potranno essere utilizzati nel settore alberghiero, della ristorazione, dei servizi alla persona e in agricoltura. Raddoppia il tetto massimo: dagli attuali 5.000 euro al nuovo limite di 10.000 euro.

Agevolazione assunzione under 36

Vengono introdotte agevolazioni per le imprese che assumano lavoratori a tempo indeterminato o convertano rapporti a termine.

I rapporti devono riguardare under 36 o percettori di reddito di cittadinanza e devono produrre un incremento nell’occupazione, con un saldo attivo. Per questi rapporti è previsto un esonero contributivo fino a 6.000 euro annui per 3 anni.

Assegno unico e assegno per disabili

Per il 2023 l’assegno unico sarà raddoppiato per le famiglie composte da 3 o più figli che, quindi, riceveranno dal prossimo 1° gennaio 200 euro mensili invece degli attuali 100.

Confermate le maggiorazioni per figli disabili, mentre per i gemelli è introdotto un bonus speciale di 100 euro fino ai 3 anni di vita.

Lavoratrici madri: un mese in più di congedo facoltativo

Le lavoratrici madri avranno un mese in più di congedo da utilizzare fino a 6 anni del figlio, con una retribuzione che passa dal 30% all’ 80%.

A quanto aumenta la pensione minima 2023?

Buone notizie per i pensionati con la «minima», ossia coloro che percepiscono l’assegno pensionistico con l’importo minimo. A partire dal 2023 l’importo sarà di circa 575 euro al mese. 

Cambia anche il sistema di rivalutazione delle pensioni con una stretta sugli assegni più alti. L’indicizzazione degli assegni pensionistici sarà del 120% per le pensioni minime, del 100% per quelle fino a 2.097 euro e in misura ridotta per tutte le altre.

Pensione anticipata: quota 103 e nuova Opzione Donna

Novità anche per i sistemi di pensionamento anticipato. Nel 2023, da quota 102 si passa a quota 103. In che modo? Si può andare in pensione con 41 anni di contributi e 62 anni di età anagrafica. 

Per chi, invece, decide di proseguire la propria attività lavorativa è prevista una decontribuzione del 10%, con relativo importo accreditato in busta paga. 

Verrà invece rivistaOpzione Donna. Potranno andare in pensione le lavoratrici con 35 anni di contributi a queste età:

  • 58 anni per le lavoratrici con due o più figli
  • 59 anni per chi ha un figlio
  • 60 anni per chi non ha figli

Confermata senza modifiche anche l’APE sociale per i lavori usuranti.

 

 

Leggi anche:

Decreto Aiuti Quater, le novità per il lavoro

Che cos’è il cuneo fiscale? 

Andare in pensione con Opzione Donna

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