Blocco licenziamenti Covid: dal 1 luglio via il divieto

donna licenziata con la mascherina lascia l'ufficio con le sue cose in una scatola

(foto Shutterstock)

Dopo lo stop ai licenziamenti durato più di un anno, per fronteggiare la crisi economica Covid-19, ora le aziende possono tornare a licenziare i lavoratori anche per ragioni economiche

Il blocco ai licenziamenti è stata una delle prime e più importanti misure adottate dal Governo per fronteggiare la crisi economica provocata dalla pandemia di Covid-19. Nessun altro Stato, in Europa, tranne l’Italia, ha introdotto, per un periodo così lungo, il blocco dei licenziamenti per motivi economici. Dopo più di dodici mesi (è stato introdotto il 17 marzo 2020), il 1° luglio 2021 è venuto meno (ma non per tutti) il divieto di licenziamento.
Vediamo quali aziende e a quali condizioni possono licenziare per motivi economici.

In quali casi si applica divieto di licenziamento?

Chiariamo intanto un punto: a quali tipi di licenziamento si applica il divieto?
Il divieto si applica a tutti i licenziamenti per ragioni economiche, sia che si tratti di licenziamenti individuali, sia licenziamenti collettivi: sono tutti i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo. Non solo. La legge ha previsto anche la sospensione di tutte le procedure individuali e collettive finalizzate al licenziamento di uno o più dipendenti sulla base di ragioni di carattere economico.

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Chi può licenziare dopo il 1° luglio?

La normativa prevede due diverse discipline, a seconda del settore in cui opera il datore di lavoro. Nelle aziende che non applicano la cassa integrazione guadagni ordinari (CIGO), il blocco dei licenziamenti per motivi economici si applica fino al 31 ottobre 2021.
Quali sono queste aziende?
Facciamo qualche esempio: sono tutte le aziende del turismo, della ristorazione, del commercio, dei servizi, gli studi professionali e più in generale tutto il mondo del terziario. Queste aziende non possono procedere a licenziamenti, né individuali, né collettivi, per ragioni economiche fino al 31 ottobre 2021. Ci sono alcune eccezioni, ma la regola è questa.

Blocco dei licenziamenti nel settore della moda

Con il decreto legge 99 del 30 giugno 2021, il divieto di licenziamento rimane in vigore anche per tutte le imprese che operano nel settore della moda e quindi le industrie tessili, dell’abbigliamento e della pelletteria. Per queste aziende rimane il blocco dei licenziamenti per motivi economici fino al 31 ottobre. Per sostenere l’occupazione di questi settori, sono previste ulteriori 17 settimane di cassa integrazione gratuita.

Licenziamenti liberi per chi non chiede la cassa integrazione ordinaria

Quali sono le ipotesi in cui si può essere licenziati per ragioni economiche dopo il 1° luglio?
Il divieto di licenziamento non opera per tutte le aziende che avrebbero diritto alla cassa integrazione ordinaria e che non intendono più usufruire di questo ammortizzatore. Sono tutte le aziende che operano nel settore dell’industria (compresi i trasporti) e dell’edilizia.

Se invece decidono di chiedere l’intervento della cassa integrazione, per tutta la durata della cassa non potranno licenziare per ragioni economiche. Quindi, se un’azienda del settore industria non intende più fare cassa integrazione, dal 1° luglio può liberamente procedere con i licenziamenti per motivi economici, sia individuali che collettivi.

In quali casi è sempre possibile licenziare?

, l’azienda può sempre licenziare il dipendente per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo, e quindi per mancanze e comportamenti scorretti del lavoratore. Sono dunque sempre possibili i licenziamenti motivati da ragioni disciplinari. Lo stesso vale per i licenziamenti per superamento del periodo di comporto.
Così pure tutte le ipotesi di risoluzione consensuale dei rapporti di lavoro sono escluse dal divieto.
Di fatto, il divieto di licenziamento resta nei settori maggiormente colpiti dalla crisi economica, per far sì che le categorie più esposte alla congiuntura economica non siano messe ai margini della società.

Sì ai licenziamenti per cessata attività o fallimento

Ricordiamo, infine, che l’azienda può sempre licenziare i dipendenti in alcun ipotesi particolari: cessazione definitiva dell’intera attività d’impresa, oppure fallimento della società senza esercizio provvisorio dell’impresa, o nel caso in cui i lavoratori licenziati passino alle dipendenze del nuovo appaltatore nelle ipotesi di subentro in un appalto.

 

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