Bonus genitore solo e con figlio disabile a carico

(foto Shutterstock)

Il genitore, disoccupato o monoreddito, che convive con un figlio disabile, può chiedere questo nuovo bonus mensile per il triennio 2021-2023

Tra le novità per il lavoro introdotte dalla Legge di bilancio 2021  c’è l’assegno per il figlio disabile previsto a favore del genitore solo e disoccupato o monoreddito. Si tratta di un assegno di 150 euro per figlio, con il limite massimo di 500 euro, ogni mese, per il triennio 2021-2023. È stato pubblicato il Decreto interministeriale che ha disciplinato nel dettaglio i soggetti beneficiari e i presupposti per richiedere questo nuovo bonus. 

Chi può richiedere l’assegno per il figlio disabile?

Può richiedere l’assegno il genitore che ha un figlio, maggiorenne o minorenne, con disabilità di almeno il 60%. Il genitore richiedente deve essere solo e deve essere disoccupato o monoreddito.

È inoltre previsto un limite reddituale: chi fa domanda non deve avere un Isee superiore a 3.000 euro e non deve aver prodotto un reddito superiore a 8.145 euro (nel caso di lavoro subordinato) o 4.800 euro se lavoratore autonomo.

A quanto ammonta il bonus? 

L’importo dell’assegno mensile è di 150 euro al mese per ciascun figlio disabile, fino a un massimo di 500 euro mensili. Si tratta di somme esentasse e che possono essere richieste anche da chi è beneficiario del reddito di cittadinanza.

La domanda per l’assegno avrà effetto retroattivo da gennaio 2021 ed è previsto fino alla fine del 2023. Sono stati stanziati 5 milioni di euro per ogni anno. Attenzione: nel caso in cui i fondi non siano sufficienti a coprire tutte le richieste, verrà stilata una graduatoria, con preferenza alle situazioni con l’Isee più basso.

Come si richiede il bonus figlio disabile? 

Il bonus si chiede esclusivamente in via telematica, utilizzando una sezione apposita del portale dell’Inps.

Alla domanda di assegno va necessariamente allegata una autocertificazione con la quale il genitore richiedente attesa di essere nelle condizioni previste dalla legge (disabilità del figlio e le soglie di reddito viste in precedenza) per poter ottenere l’assegno. L’Inps effettua le verifiche d’ufficio e comunica al genitore l’esito della richiesta. Come visto, l’eventuale riconoscimento del diritto al bonus ha effetto retroattivo a partire da gennaio 2021.

La sospensione dell’assegno 

Il decreto attuativo ha previsto delle particolari ipotesi in cui la corresponsione dell’assegno può venire sospesa. Quando può essere sospeso? Ad esempio, nel caso in cui il figlio disabile venga ricoverato in una struttura ospedaliera o residenziale, con oneri totalmente a carico dello Stato.

Diversa è invece l’ipotesi della decadenza dal diritto all’assegno. Si perde l’assegno se si superano i requisiti reddituali visti in precedenza, oppure se il genitore non viva più da solo con il figlio. Vi sono poi ulteriori ipotesi di decadenza e che riguardano la situazione del figlio, come ad esempio, l’affidamento ad una terza persona o la decadenza dalla responsabilità genitoriale.

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