Il reddito di libertà per le donne vittime di violenza

(foto Shutterstock)

Una speciale forma di sostegno per le donne in condizioni di bisogno seguite dai centri antiviolenza

Le donne vittime di violenza e che si trovano in situazioni di disagio economico possono chiedere uno speciale sostegno mensile. È un assegno mensile di 400 euro versato dall’Inps. Questa forma di sostegno, denominata «Fondo per il reddito di libertà per le donne vittime di violenza», è stata introdotta dal decreto-legge 34 del 2020 e il Governo ha stanziato 3 milioni di euro. 

Questa misura si inserisce tra i provvedimenti di contenimento degli effetti economici provocati dalla pandemia: l’obiettivo è quello di «favorire, attraverso l’indipendenza economica, percorsi di autonomia e di emancipazione delle donne vittime di violenza in condizione di povertà».  

Chi può chiederlo?

Possono presentare la domanda le donne vittime di violenza, senza figli o con figli minori, seguite dai centri antiviolenza. È necessario che le richiedenti siano in una condizione di bisogno straordinaria o urgente.

Il centro antiviolenza che segue la donna deve certificare la condizione di bisogno e attestare il percorso di emancipazione ed autonomia intrapreso.

A quanto ammonta il reddito di libertà? 

L’assegno del reddito di libertà è pari a 400 euro mensili, per massimo 12 mensilità.

Nelle intenzioni del legislatore, tale misura è finalizzata a sostenere prioritariamente le spese per assicurare l’autonomia abitativa e la riacquisizione dell’autonomia personale, nonché il percorso scolastico e formativo dei figli/delle figlie minori. 

Si tratta di somme che non sono soggette a tassazione e sono compatibili con il reddito di cittadinanza, l’assegno di disoccupazione, gli assegni per il nucleo familiare, la cassa integrazione ed eventuali altre misure di sostegno erogate dai comuni.

Come si richiede?

Con la circolare numero 166 del 8 novembre 2021l’Inps ha fornito tutte le indicazioni operative per inoltrare correttamente le richieste.

La domanda deve essere presentata dalle donne interessate per il tramite del Comune di residenza.

Nel modello di richiesta deve essere indicata la modalità di pagamento e le coordinate su cui devono essere effettuati i pagamenti.

 

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