Lavoro interinale e Agenzia per il lavoro - laborability
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Lavoro interinale e Agenzia per il lavoro

Cos’è il lavoro interinale? Cosa fanno agenzie per il lavoro e le società di somministrazione? Chi paga il lavoratore interinale? Le risposte in questo podcast dell’avvocato William Castagnotto.

 

Lavoratori interinali e somministrati, agenzia per il lavoro, società di somministrazione. Ciao, sono William Castagnotto, sono un avvocato esperto di lavoro e nella puntata di oggi vi spiegherò, con un linguaggio chiaro e comprensibile, i principali aspetti del lavoro in somministrazione, come funziona e quali sono i diritti dei lavoratori.
Partiamo dalle definizioni. 

Lavoro interinale, cos’è

È una particolare forma di rapporto lavorativo, oggi disciplinato dal decreto legislativo 81 del 2015. È un rapporto lavorativo con tre protagonisti: il lavoratore, l’agenzia interinale (cosiddetta “agenzia di somministrazione”) e l’azienda utilizzatrice

Il dipendente è formalmente assunto dall’agenzia interinale, ma svolge la propria attività presso altra azienda che ha necessità delle sue prestazioni. 

La particolarità di questa forma di lavoro, dunque, è data dal fatto che il lavoratore «svolge la propria attività nell’interesse e sotto la direzione e il controllo di altra società» (cosiddetta “utilizzatrice”). 

Cosa sono le agenzie per il lavoro o le società di somministrazione?

Sono i formali datori di lavoro del dipendente. Sono società che operano nel mercato di lavoro, offrendo manodopera alle imprese che ne hanno necessità. Per operare, tutte le agenzie per il lavoro devono essere state previamente autorizzate dal Ministero del Lavoro, che ne deve verificare la solidità finanziaria, la competenza professionale, l’effettiva diffusione sul territorio. La somministrazione di lavoro non autorizzata è un reato.

Che rapporto si instaura tra lavoratore e società di somministrazione?

È un ordinario rapporto di lavoro subordinato. Può essere a termine oppure a tempo indeterminato. La particolarità del rapporto è data dal fatto che la prestazione non viene svolta a favore del formale datore di lavoro, ma dell’azienda utilizzatrice. La legge prevede infatti che «per tutta la durata  della missione, i lavoratori svolgono la propria attività  nell’interesse e sotto la direzione e il controllo dell’utilizzatore». Significa che le direttive sulle mansioni e il controllo sulla attività è svolta dalla società utilizzatrice. C’è un aspetto molto importante: il potere disciplinare, ossia il potere di sanzionare il dipendente, rimane una prerogativa della società di somministrazione, ossia del formale datore di lavoro.

Il lavoratore interinale guadagna di meno rispetto ai propri colleghi?

No. Facciamo un po’ di chiarezza e vediamo assieme i principali diritti dei lavoratori somministrati.

Innanzitutto, il lavoratore interinale ha diritto al medesimo trattamento retributivo e normativo dei propri colleghi. Dunque non può percepire una retribuzione inferiore a quella dei colleghi a parità di mansioni. Lo stipendio è pagato dal datore di lavoro formale, ossia l’agenzia di somministrazione.

Ha poi diritto allo stesso trattamento per quanto riguarda ferie, permessi, mensilità aggiuntive, TFR, pause dei colleghi dell’azienda utilizzatrice. Infine, il lavoratore interinale gode del welfare previsto in azienda e ha diritto ai premi di produttività. 

Perché per una società è conveniente il lavoro interinale?

La convenienza sta nel fatto che attraverso i lavoratori interinali le società utilizzatrici non si devono occupare della ricerca delle risorse, hanno maggiore flessibilità e possono gestire, con meno vincoli, la produzione e i picchi di lavoro.

 

Sono tre i protagonisti del lavoro in somministrazione: il lavoratore, l’agenzia per il lavoro ossia il formale datore di lavoro, l’azienda utilizzatrice. Il ricorso ai lavoratori interinali è una opportunità per molte aziende. Ma non significa risparmio di costi: i lavoratori hanno diritto alla stessa retribuzione dei colleghi che svolgono le stesse mansioni.