icon

Smart working, come funziona e quali i diritti del lavoratore

In questo podcast la consulente Cristina Zecchinato ti propone un approfondimento sul tema del lavoro agile rispondendo a queste domande: quali diritti ha chi lavora in modalità agile? Come funzionano gli straordinari e i controlli del datore in smart working? Si è coperti da assicurazione contro gli infortuni sul lavoro?

 

Ciao a tutti, sono Cristina Zecchinato e sono una consulente, mi occupo di diritto del lavoro e amministrazione del personale. Benvenuti al podcast di laborability, in questo episodio parleremo dello smart working che molti di noi hanno vissuto sotto la veste emergenziale. Ma sappiamo davvero tutto al riguardo? In questo episodio rispondiamo ad alcune domande frequenti.

 

Cos’è lo smart working?

Il lavoro agile, o smart working, è un nuovo modo di lavorare, caratterizzato dall’assenza di precisi vincoli di orario e di luogo di lavoro, che si fonda sull’accordo tra lavoratore dipendente e datore di lavoro.

 

Si può recedere da accordo smart working?  

, l’accordo di smart working può essere a termine o a tempo indeterminato. 

Datore e lavoratore possono, in quest’ultimo caso, recedere liberamente con preavviso di almeno 30 giorni (nel caso di lavoratori disabili, invece, il preavviso da parte del datore non può essere inferiore a 90 giorni).

In presenza di un giustificato motivo è ammesso il recesso prima della scadenza del termine per gli accordi a tempo determinato, e senza preavviso per gli accordi a tempo indeterminato.
Recedere dall’accordo di smart working significa, sostanzialmente, tornare alle modalità lavorative precedenti. 

 

I lavoratori sono tutelati in caso di infortunio?

Sì. Il diritto all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali resta operativo e quindi tutela eventuali infortuni. 

Il datore di lavoro deve informare e assicurare il lavoratore circa eventuali rischi aggiuntivi in cui il dipendente potrebbe incorrere nella nuova modalità di lavoro. Dal punto di vista della sicurezza il datore di lavoro rimane responsabile della salute e sicurezza del dipendente, il lavoratore, invece, è tenuto a cooperare con il datore di lavoro.

 

Smart working e lavoro straordinario

La legge prevede che la prestazione di lavoro agile si svolga entro i limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva. Tuttavia, può essere svolto lavoro straordinario se il datore di lavoro lo autorizza o lo richiede preventivamente.

 

Il datore di lavoro può controllare un dipendente in smart working?

Lo Statuto dei lavoratori vieta l’installazione e l’uso di apparecchiature tecnologiche e sistemi in grado di controllare a distanza lo svolgimento dell’attività lavorativa. Sono vietati anche i sistemi di rilevazione della posizione, compresi i software che monitorano in maniera costante l’uso che viene fatto di internet. Il ricorso a questi apparecchi può essere consentito solo in caso di preventivo accordo sindacale o di previa autorizzazione dall’Ispettorato territoriale del lavoro.

 

Si ha diritto ai buoni pasto in smart working?

No. Il buono pasto è incompatibile con lo smart working, perché si tratta solo di un beneficio collegato all’organizzazione aziendale che va a ristorare, volontariamente e non per un obbligo di legge, il disagio del lavoratore che consuma il proprio pasto al di fuori del proprio domicilio.

 

Covid a parte, è sempre previsto il diritto allo smart working?

No. Tuttavia, esistono dei lavoratori che hanno un diritto di precedenza nel richiedere l’attivazione dello smart working; parliamo delle madri lavoratrici nei tre anni successivi alla conclusione del periodo di congedo di maternità e dei genitori con figli disabili.

 

Diritto alla disconnessione, cos’è

Il diritto alla disconnessione consiste nel disconnettersi dal lavoro cioè da pc, telefonate, messaggi, mail, fuori dall’orario lavorativo.

L’accordo di smart working deve individuare i tempi di riposo del lavoratore nonché le misure tecniche e organizzative necessarie per assicurare la disconnessione del lavoratore dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro.

Vi siete mai chiesti perché lo smart working è stato introdotto nel nostro ordinamento? Lo scopo è quello di incrementare la competitività e di agevolare la conciliazione dei tempi di vita privata e di lavoro dei lavoratori, detta work life balance.