Benessere dei dipendenti, Nike chiude una settimana I laborability

Nike, uffici chiusi una settimana per favorire il benessere dei dipendenti

img 1: “Sede Nike”

(foto Nike)

Una settimana di ferie regalate per consentire ai dipendenti di riposarsi. L’azienda investe sul benessere della persona

A scommettere maggiormente sugli effetti del benessere aziendale sono soprattutto le multinazionali. In questo caso, il colosso mondiale di calzature e abbigliamento sportivo Nike, che ha deciso di affrontare la fine dell’estate regalando una settimana di ferie pagate ai dipendenti.

Quanto si investe nel benessere aziendale

Di recente l’Istat ha pubblicato uno studio campionario che concentra le attenzioni sugli interventi di sostenibilità sociale e di sostenibilità ambientale realizzate dalle imprese italiane tra il 2016 e il 2018. L’analisi ha coinvolto circa 280.000 aziende con almeno 3 addetti: tale bacino rappresenta un universo di circa un milione di unità, corrispondenti al 24% delle imprese italiane che producono, però, l’84,4% del valore aggiunto nazionale, e impiegano il 91,3% dei lavoratori dipendenti.

Stando ai risultati del report sarebbero 712.000 (il 69%), le imprese che, nel 2018, hanno introdotto misure e interventi di welfare aziendale e finalizzati a migliorare il benessere lavorativo del proprio personale. Sarebbero, invece, 688 mila (il 66,6%) le organizzazioni che hanno predisposto azioni per ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività.

Il caso Nike

Il gigante dell’abbigliamento sportivo ha chiuso gli uffici nell’headquarter in Oregon, nell’ultima settimana di agosto, per concedere ai suoi dipendenti ulteriore tempo libero per riprendersi e riposare. Tutti i dipendenti hanno avuto la possibilità di prendersi un periodo di ferie durante questa settimana, prima del previsto rientro in ufficio dopo la pausa estiva. L’obiettivo di questa scelta del colosso Nike è quello di evitare il burnout e lo stress dei dipendenti.

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(foto Nike, headquarter)

Nel mese di maggio, Nike ha dichiarato che, a settembre, avrebbe riportato i dipendenti nella sua sede di Beaverton, in Oregon, con un “modello di lavoro flessibile 3-2”, che consente ai dipendenti di lavorare in remoto fino a due giorni alla settimana.

A rafforzare il valore della decisione di Nike, è il senior manager della scienza del marketing globale di Nike, Matt Marrazzo. Secondo il manager, la decisione di Nike di offrire una settimana di riposo ha avuto lo scopo di aiutare i dipendenti a dare priorità alla salute mentale, a ridurre lo stress e a rilassarsi lontano dalla scrivania.

«È in momenti come questo che sono così grato di far parte di questa squadra. In un anno (o due) diverso da qualsiasi altro, prendersi del tempo per riposare e recuperare è la chiave per ottenere buoni risultati e rimanere sani di mente – ha scritto Marrazzo –. Lo scorso anno è stato difficile: abbiamo vissuto un evento traumatico, ma sono fiducioso che l’empatia e la gentilezza che continuiamo a mostrare ai nostri compagni di squadra avranno un impatto positivo sulla cultura del lavoro in futuro».

 

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