Revolut, smart working all’estero per due mesi l’anno

Giovane donna lavora con il computer portatile in aeroporto

(Foto: Shutterstock)

La società estende i confini dello smart working e concede ai suoi 2000 dipendenti, di cui molti arrivati da un paese straniero, di trascorrere all’estero fino a 60 giorni consecutivi

Il lavoro agile non finirà con il Covid-19: sicuramente non in Revolut dove, al contrario, la riapertura ai viaggi internazionali offrirà ai dipendenti la possibilità di lavorare in modo ancora più smart, passando fino a due mesi all’estero. La società di tecnologia finanziaria ha sede nel Regno Unito e conta circa 2000 dipendenti: un team numeroso e molto internazionale, dove le persone con almeno una parte di famiglia all’estero rappresentano una quota significativa. Anche da questa considerazione nasce l’iniziativa del ceo Nik Storonsky

Un passo in più verso il lavoro agile

«Una volta che le restrizioni di viaggio saranno allentate ‒ si legge in una nota diffusa dall’azienda ‒ e solo in osservanza delle linee guida delle autorità sanitarie nazionali, i dipendenti Revolut avranno l’opportunità di lavorare temporaneamente da un luogo diverso da quello in cui sono impiegati. L’azienda ha studiato le normative applicabili in materia di imposte per la società, immigrazione, imposte sul reddito e previdenza sociale per creare una policy vantaggiosa e conveniente per i dipendenti. La nuova politica di lavoro temporaneo all’estero è stata lanciata per incontrare le richieste dei lavoratori, molti dei quali provenienti dall’estero, di visitare le famiglie più spesso o per periodi più lunghi».

Una scelta in linea con la mission aziendale

«Una volta che i paesi inizieranno a revocare le restrizioni di viaggio o si allontaneranno lentamente dai blocchi ‒ ha dichiarato Nik Storonsky, ceo di Revolut  dopo oltre un anno a porte chiuse, riteniamo che questa nuova politica riscuoterà un enorme successo tra Revoluters. Poiché stiamo eliminando le frontiere all’interno dei servizi finanziari, aveva senso allineare la nostra politica interna alla nostra missione di prodotto. I nostri dipendenti chiedevano flessibilità e questo è ciò che stiamo offrendo loro, come parte della nostra continua attenzione all’esperienza e alla scelta dei dipendenti».

 Nuova strategia immobiliare

La nuova politica di Revolut fa parte di una più ampia strategia mirata alla flessibilità lavorativa, che va di pari passo con una profonda rivisitazione anche degli spazi fisici. Già a febbraio 2021, infatti, la società aveva annunciato il passaggio a un modello ibrido, supportato da un’innovativa strategia immobiliare per riutilizzare tutti i suoi uffici come spazi collaborativi flessibili. A tutti i dipendenti, infatti, è stato chiesto di scegliere se lavorare da casa o in ufficio, consentendo soluzioni su misura. Si tratta per ora di un progetto pilota che dovrebbe giungere a completamento entro la fine dell’anno. 

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Smart working all’estero: dove pagano le tasse i dipendenti? Cosa deve fare l’azienda?

 

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