Pandora mette al bando lo sfruttamento in miniera. Sì alle gemme sintetiche

Pandora Brilliance

(foto Pandora)

Le più grandi multinazionali verso l’ecosostenibilità. L’etica diventa valore aggiunto anche per Pandora

Pandora è tra i colossi della produzione di gioielli al mondo, e decide di avvicinarsi alle politiche green che, da tempo, dettano i processi produttivi di molti settori a livello globale. Una svolta epocale per l’azienda danese, che ha scelto di non utilizzare più diamanti naturali, ma solo più quelli sintetici rigorosamente creati in laboratorio.

La svolta green di Pandora

La scelta deriva dall’obiettivo ambizioso di ridurre l’impatto ambientale e lo sfruttamento dei dipendenti della manodopera nelle zone dedicate all’estrazione. Nel corso del 2020, la produzione di questa tipologia di gemme è cresciuta in modo esponenziale, e il World Diamond Center e la società Bain, attraverso i loro report, hanno constatato che questo trend sta prendendo sempre più piede, soprattutto in conseguenza all’attenzione crescente verso le pratiche eco-sostenibili.

La produzione di diamanti sintetici non richiede moltissimi anni, mentre le tecniche di produzione richiedono più tempo. Sono quest’ultime a necessitare di una tempistica maggiore, per raggiungere livelli di qualità del prodotto elevatissimi, in grado di rispondere anche alle richieste dei clienti più esigenti. La qualità e il pregio del gioiello, infatti, permettono alle aziende di raggiungere livelli molto alti, e di realizzare prodotti che soddisfino le aspettative del cliente, portando, in ultima analisi, ad un profitto sempre più importante

Pandora ha scelto di cambiare strada, e di investire nella lavorazione di pietre sintetiche, con l’obiettivo più recente di ridurre l’impatto ambientale del processo produttivo, e di tutelare maggiormente i lavoratori addetti all’estrazione delle pietre nelle miniere. 

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(In foto tecniche di lavorazione delle gemme sintetiche)

La svolta ecosostenibile

I diamanti artificiali sono chimicamente e fisicamente uguali a quelli veri, estratti dalle miniere, e nella realizzazione Pandora utilizza una tecnologia avanzata, con la quale le gemme vengono coltivate da una miscela di gas idrocarburi, attraverso un processo chimico molto sofisticato.

La collezione dell’azienda danese si chiamaPandora Brilliance e ha debuttato nel Regno Unito, per poi approdare negli altri mercati principali a partire dall’anno prossimo. La nuova proposta comprende collane, anelli e diversi orecchini, che saranno realizzati tutti con il 100% di energia rinnovabile entro il prossimo anno, fattore da tenere in considerazione dato che la creazione di diamanti artificiali richiede un dispendio di energia molto elevato.

L’amministratore delegato dell’azienda Alexander Lacik ha dichiarato: «La cosa giusta da fare, nell’ottica di salvaguardare il pianeta e considerando la necessità di lasciar spazio ad un’economia ecosostenibile». L’obiettivo di Pandora è, infatti, quello di convertirsi entro il 2025 in un’azienda carbon neutral che, di conseguenza, ridurrà anche il prezzo dei diamanti, necessariamente più economico rispetto a quelli estratti nelle miniere.

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