Occupazione femminile e stereotipi di genere: Mind the STEM Gap

img 1: “Donna lavora al pc”

(foto Shutterstock)

Durante la pandemia, le donne hanno perso posti di lavoro. Le strategie per una ripresa dell’occupazione femminile e contrastare il gender gap

Sono state le donne a pagare il prezzo più alto della pandemia, in termini di occupazione: durante la prima ondata, in tutta Europa hanno perso 2,2 milioni di posti di lavoro, e hanno visto ridursi di due terzi il salario rispetto ai colleghi uomini, con un calo del 16,5% dall’inizio dell’emergenza sanitaria. A questo si aggiunge l’ostacolo, purtroppo ancora molto presente, della discriminazione di genere, che si evidenzia in tutto il suo anacronismo nell’area STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics). 

Mind The STEM Gap

Le strategie per una ripresa, però, ci sono, a partire dal Manifesto Mind the STEM Gap, lanciato dalla Fondazione Bracco con l’obiettivo di superare gli stereotipi di genere e favorire l’occupazione femminile in area STEM. In particolare, il Manifesto mira a promuovere un’educazione delle ragazze più inclusiva, libera da stereotipi e pregiudizi; supportare la comunità che si occupa dell’educazione, quindi le famiglie e la scuola, e valorizzare il contributo delle donne alle discipline scientifiche.

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Tra i contenuti che propone il Manifesto, la necessità di fare attenzione al linguaggio che si usa, ancora troppo spesso fuorviante rispetto agli stereotipi: “Non fare la femminuccia” è una frase da cancellare dalle nostre abitudini. Altrettanto importante è mettere le bambine nelle condizioni di poter giocare anche con i giochi tradizionalmente ‘destinati’ ai maschi: questo è un primo passo per contrastare lo stereotipo di genere dalle radici, impedendo che siano proprio le donne, per prime, a porsi in una posizione differente rispetto agli uomini, in qualsiasi ambito.

Da qui si passa, infatti, all’accesso al sapere: l’obiettivo del Manifesto è quello di abbattere il pregiudizio che vede la scienza come un ambito più adatto agli uomini, ed evidenziare che tutti, bambini e bambine senza distinzione, abbiano il diritto di scoprire i propri talenti e coltivare le proprie passioni, senza confini.  

Women empowerment, le strategie per favorirlo

Le donne sono state le protagoniste del confronto B20G20 sul tema delwomen empowerment. In quest’ambito sono state individuate tre direttrici che istituzioni e imprese dovrebbero seguire per favorire l’occupazione femminile e la crescita delle donne nel mondo del lavoro. In particolare, è stato presentato un policy paper che contiene tre parole fondamentali:

  • include: per una maggiore presenza delle donne nelle aree scientifiche;
  • reimagine: per la parità di genere in tutti i campi;
  • growth: per facilitare la leadership femminile nel mondo del business.

Iniziative come il Manifesto Mind The STEM Gap, e i documenti di indirizzo realizzati in condivisione dalle istituzioni, sono linee guida che i governi e le imprese dovrebbero seguire nel programmare gli interventi del prossimo futuro, per favorire l’occupazione delle donne in ogni ambito lavorativo. 

#100esperte, per le scienziate

Il sito #100esperte è stato realizzato sempre dalla Fondazione Bracco, per incentivare il coinvolgimento delle donne scienziate nei dibattiti e incontri pubblici e nei media, in qualità di esperte. L’idea è partita da un dato: secondo il Global Media Monitoring Project, ad essere interpellati per meeting o interviste sono, nell’82% dei casi, gli uomini. La Fondazione ha deciso, così, di creare una banca dati online con 100 nomi e cv di esperte in area STEM

Alle prime 100, si sono aggiunte poi esperte in Economia e Finanza, e in Politica internazionale, fino ad estendersi anche alla Storia e alla Filosofia. La selezione delle esperte avviene in collaborazione con il Centro Genders dell’Università degli Studi di Milano

Leggi anche:

‘Gender gap, gli impegni del Recovery Plan per il lavoro femminile’

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