Gender equality, gli impegni del Recovery Plan per il lavoro femminile

Gender equality, gli impegni del Recovery Plan per il lavoro femminile I laborability

(foto Shutterstock)

Aumentare il tasso di occupazione delle donne, finanziare l’imprenditoria femminile, combattere gender pay gap e discriminazione: gli obiettivi del Governo per l’emancipazione della donna nel mercato del lavoro

I temi dell’inclusione, della lotta alle discriminazioni sul lavoro e alle differenze salariali hanno un ruolo centrale tra le proposte presentate dal Governo nel “Piano di Resilienza e Ripresa”.

Secondo i più recenti studi, l’Italia si colloca nella parte bassa della classifica europea per quanto riguarda tasso di occupazione femminile, parità salariale tra uomini e donne e presenza di donne nelle governance delle società. Con il Recovery plan, il Governo interviene su questi fronti con importanti misure: sostegno all’occupazione, formazione, lotta al gender pay gap e alle discriminazioni, sviluppo dell’imprenditoria femminile. L’obiettivo è «realizzare la piena emancipazione economica e sociale della donna nel mercato del lavoro».

Segnaliamo che questo articolo fa parte della campagna “WI LOVE EQUALITY – promossa dallo studio legale WI LEGAL e SHR Italia, in collaborazione con laborability – che sostiene la gender equality promuovendo un atteggiamento etico ed equo nel mondo del lavoro. Attraverso l’informazione, con articoli, video interviste e appuntamenti, ci impegniamo a sostenere cause giuste e inclusive per guardare a un futuro migliore.

WI LOVE EQUALITY_WI LEGAL

Un nuovo sistema di servizi per famiglie, minori e persone non autosufficienti

Con il termine “infrastrutture sociali” si indicano tutti i servizi a favore delle famiglie, dei minori e delle persone non autosufficienti: cure, strutture, percorsi di sostegno e assistenza.
Perché la riforma di queste “infrastrutture” ha un ruolo centrale per il lavoro e l’occupazione femminile? Il motivo si ricollega al fatto che in Italia i compiti di cura e assistenza gravano prevalentemente sulle donne. 

Con la riforma e la ristrutturazione di queste “infrastrutture”, si possono quindi «alleggerire i carichi di cura tradizionalmente gestiti nella sfera familiare dalle donne e di stimolare una loro maggiore partecipazione al mercato del lavoro». Inoltre, considerato che questo settore occupa in larga parte delle lavoratrici donne, «incrementare i servizi alla persona, vuol dire anche rafforzare un settore in cui è più alta la presenza d’impiego femminile».

Supporto e incentivi all’imprenditoria femminile

Il Recovery Plan interviene anche a sostegno della imprenditoria femminile, stanziando 400 milioni di euro. L’obiettivo è di «innalzare i livelli di partecipazione delle donne nel mercato del lavoro, facendo leva sul loro potenziale creativo e innovativo». 

Le misure di sostegno all’imprenditoria rosa interessano tutte le fasi dell’impresa: dalla costituzione all’accesso al credito, dall’amministrazione alla digitalizzazione, fino al mentoring.
Per realizzare queste politiche di incentivazione e sostegno sarà creato il “Fondo Impresa Donna”, che permetterà di finanziare strumenti per la creazione e l’avvio di impresa, come il progetto NITO, Smart&Start e il nuovo Fondo per l’imprenditoria femminile.

Una particolare attenzione viene poi data ai progetti proposti da imprese a conduzione femminile o a prevalente partecipazione femminile, che prevedano la digitalizzazione delle linee di produzione e il passaggio all’energia verde.
Infine, non c’è vero sviluppo senza una efficace campagna di comunicazione: sono previste campagne di comunicazione multimediali, eventi e azioni di monitoraggio e di valutazione per creare «un clima culturale favorevole ed emulativo di valorizzazione dell’imprenditorialità femminile».

Sistema di certificazione della parità di genere

Il Piano di Resilienza e Ripresa prevede l’istituzione, nel corso del 2022, del Sistema nazionale di certificazione della parità di genere. Nel nostro Paese operano già alcuni enti di certificazione, e alcune imprese hanno già ottenuto questo importante riconoscimento, l’obiettivo del Piano è quello di incentivare «le imprese ad adottare policy adeguate a ridurre il gap di genere».
Il progetto partirà dalla definizione dei criteri per la certificazione, con particolare attenzione alle aree di maggiore criticità: opportunità di crescita in azienda, parità salariale a parità di mansioni, politiche di gestione delle differenze di genere, tutela della maternità.
Il bollino rosa della certificazione verrà rilasciato da enti accreditati ed iscritti a un apposito albo.

 

Leggi anche:
Recovery Fund: le proposte dell’Italia a sostegno del lavoro
Gender Equality: come si misura e a che punto è l’Italia

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