Stone Tribe, da Torino la ciclologistica etica e sostenibile

Un rideri con la cargo-bike di Stone Tribe Delivery

(Foto: facebook.com/stonetribedelivery)

Il progetto è partito due anni fa dal trentenne Alexandru Munteanu, primo rider della sua stessa impresa, con l'obiettivo di tutelare tanto l'ambiente quanto i lavoratori

Fattorini sì, ma tutelati. In Stone Tribe Delivery i rider sono lavoratori “a tutti gli effetti”, inizialmente assunti con ccnl del del commercio (attualmente sono allo studio nuove formule). La start up punta sulla sostenibilità ambientale e sul commercio di vicinato, i fattorini corrono su cargo bike e abbinano il trasporto di merci per aziende e piccole attività alle consegne a domicilio per e-commerce e startup innovative. Il progetto nasce a Torino, ma attraverso la collaborazione con realtà simili che già esistono in altre città organizza spedizioni su tutto il territorio nazionale ed anche all’estero. 

Un lavoro più equo: contrastare la gig economy

Alexandru Munteanu, nato in Romania ma torinese da 15 anni, voleva creare un’alternativa nel settore delivery che fosse a basso impatto ambientale e, al contempo, in grado di creare occupazione. Posti di lavoro “veri”, non per precari pagati a cottimo e senza tutele. Nel 2019, nella sua città, lancia la sua impresa, Stone Tribe, investendo 200 euro al mese per affittare la sua prima bici cargo. Un mezzo poco ingombrante che permette di arrivare ovunque e servire soprattutto le attività locali della sua città, Torino. Le cose vanno bene e così il giovane imprenditore (trent’anni giusti) inizia a reclutare altri rider, che inizialmente assume con ccnl del commercio. «Mi sembrava la formula più etica ‒ spiega ‒ ma poi ho dovuto affrontare il fatto che questo contratto in effetti non si presta a questo genere di lavoro. Vorrei comunque lavorare con persone motivate e soddisfatte, quindi sto cercando altre soluzioni: al momento la migliore, che sperimenterò a breve, mi sembra quella di ricorrere ad una cooperativa». 

Un rider di Stone Tribe Delivery

Nuovi progetti: la prima “cargo” 100% torinese

Per il momento Alexandru non pensa all’espansione in termini geografici: «Non ne abbiamo bisogno ‒ sottolinea ‒ nel senso che siamo già parte di una rete che ci permette di arrivare ovunque». Il fronte su cui sta lavorando, piuttosto, è quello dell’innovazione: «Spero di lanciare entro Natale il primo prototipo di cargo interamente torinese, dai materiali alla progettazione, alla realizzazione. Tutta la filiera di produzione avviene qui. Sarà in grado di portare 500 kg di merce da un punto all’altro, anche in pieno centro, cosa che attualmente con i nostri mezzo non riusciamo a fare. In più, starà in piedi da sola e sarà manovrabile con un telecomando. Questo significa che, ad esempio, si potrà guidare anche con un braccio rotto». Il progetto porta molte firme (tra cui quelle dei ricercatori del Politecnico di Torino, con cui Munteanu sta collaborando) e che potrebbe dare una svolta nel mondo della consegna non a motore. 

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