Caregiver di un familiare all’estero (UE)

Come assistere un familiare all'estero

(foto Shutterstock)

Cos’è previsto per un lavoratore con cittadinanza italiana, ma con familiari che hanno bisogno di assistenza e che risiedono all’estero

Si può assistere un familiare all’estero con la legge 104/92?

La Legge 104/92 è la legge che tutela i soggetti portatori di handicap nonché i c.d. caregiver, ovvero coloro che per necessità o per scelta si occupano quotidianamente dell’assistenza di un familiare non autosufficiente.

Al suo interno sono contenute diverse disposizioni, che però si applicano a beneficio dei soggetti residenti in Italia. 

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Più macchinosa è la tutela nel caso in cui l’assistenza debba essere prestata nei confronti di un familiare che non è più nel territorio italiano. In questo caso, è quindi importante conoscere cosa è previsto a livello europeo.

Cosa prevede l’Unione Europea in tema di prestazioni familiari all’estero?

L’UE prevede che per l’erogazione delle prestazioni previdenziali non importa la nazionalità, bensì la situazione economica del soggetto e il luogo di residenza del richiedente.

 Detto questo, si prevedono due situazioni diverse:

  • soggetto in Italia con familiari all’estero: in questo caso è compito delle diverse autorità nazionali competenti valutare la situazione del nucleo familiare e decidere a quale paese spetta in primo luogo erogare le prestazioni secondo precise Regole di priorità

Attenzione: se le prestazioni che vengono erogate da uno Stato sono insufficienti rispetto a quelle che il lavoratore potrebbe richiedere nell’altro Stato, quest’ultimo può erogare una indennità che va a integrare la differenza tra le due prestazioni.

  • intera famiglia che si è trasferita in uno Stato diverso dall’Italia: in questo caso sia il lavoratore che la famiglia, se sono assicurati dal sistema previdenziale locale, avranno diritto alle prestazioni familiari previste e disciplinate da quel paese.

 Cosa sono le Regole di priorità?

Rappresentano la scala di valori in base alla quale le autorità nazionali sopra citate decidono quanto e come erogare le prestazioni familiari al soggetto richiedente.

In genere, la decisione viene presa in base alle seguenti casistiche:

  • le prestazioni familiari devono essere erogate in primo luogo dallo Stato in cui il soggetto lavora (sia lavoro autonomo che lavoro subordinato)
  • se il lavoro viene svolto in due paesi diversi, allora le prestazioni devono essere erogate dallo Stato in cui risultano residenti i figli del lavoratore richiedente
  • se il soggetto richiedente non lavora più, ma ha diritto a una pensione che viene erogata da due stati diversi, allora la prestazione deve essere erogata dal Paese in cui risiedono i figli. In caso il soggetto non abbia figli, allora la prestazione viene resa dallo Stato in cui il soggetto risiede da più tempo.

Chi è portatore di handicap può andare all’estero per cure? 

Si, in questo caso la Legge 104 prevede delle agevolazioni nel caso in cui il portatore di handicap si rechi presso un Centro di Specializzazione all’estero.

Accompagnatore e disabile, infatti, se non possono essere ospitati all’interno della struttura, hanno diritto al rimborso delle spese di vitto e alloggio da loro sostenute.

Queste sono equiparate dalla legge alle spese sanitarie: ciò vuol dire che possono essere riportate nella dichiarazione dei redditi diminuendo così le tasse da pagare. 

Ricordiamo infatti che, secondo l’Agenzia delle Entrate, le spese mediche generiche e di assistenza specifica possono essere recuperate per l’intero importo speso.

Nel caso specifico di assistenza presso un istituto di assistenza, però, non verrà inclusa in questa agevolazione la retta pagata.

 

 

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