Come sfruttare le potenzialità dei buoni pasto

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(fot5o Shutterstock)

I buoni pasto possono essere utilizzati per aumentare il proprio netto in busta paga, poiché non sono soggetti a tassazione

Quando non è presente un servizio mensa in azienda, l’azienda può decidere di erogare dei buoni pasto ai propri dipendenti per ogni giorno di effettivo lavoro.

I buoni non sono soggetti a tassazione e perciò il loro utilizzo è conveniente sia per chi li eroga sia per chi li riceve.

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Buoni pasto, vantaggi  

Questo strumento di welfare ha la particolarità di essere esente da tasse e contributi, entro i limiti stabiliti dalla legge, sia per il lavoratore che per il datore di lavoro.

L’ammontare del buono erogato andrà quindi a incidere sul netto in busta paga per la sua intera somma e non andrà a impattare sulla tassazione applicata al soggetto.

Se, per esempio, un dipendente volesse chiedere al proprio datore di lavoro un aumento, potrebbe far leva sull’erogazione di questi buoni perché sono convenienti sia per il datore di lavoro sia per il lavoratore stesso.

A chi spettano i buoni pasto? 

I destinatari sono espressamente indicati nella relativa norma:

  • i lavoratori subordinati, sia full time che part time
  • i soggetti che hanno un rapporto di collaborazione, anche non essendo subordinati
  • i lavoratori in smart working, per un principio di parità di trattamento tra le diverse tipologie di lavoro.

Valore buoni pasto  

I buoni possono essere erogati sia in forma cartacea, che elettronica, e possono essere utilizzati esclusivamente dal lavoratore cui sono rivolti.

La legge fissa dei limiti massimi per non assoggettare i buoni a tassazione:

  • i buoni erogati in forma cartacea possono arrivare a 4€. Questi buoni si presentano come un blocchetto fisico in cui è espressamente indicato il valore del buono e la sua scadenza
  • i buoni elettronici possono arrivare fino a 8€, e vengono accreditati in una tessera simile a un bancomat, con relativo codice PIN.

Per cosa si possono utilizzare?

Data la loro natura di sostituzione della mensa, i buoni possono essere spesi solo per alcune categorie di beni: alimenti, bevande e qualsiasi altro prodotto alimentare pronto per il consumo. Sono quindi esclusi ad esempio gli acquisti di giornali o altri oggetti non riconducibili a prodotti alimentari. 

I buoni pasto possono essere utilizzati non solo nei supermercati, ma anche in pizzerie, agriturismi o qualunque altro negozio con prodotti alimentari, convenzionato ad accettare questo tipo di buoni.

Si possono utilizzare al massimo 8 buoni pasto per ogni spesa.

 

 

Leggi anche:

Quanti buoni pasto si possono spendere al giorno?

Buoni pasto, le risposte alle domande più frequenti

Welfare aziendale, cos’è e come funziona

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