Quando scadono i buoni pasto?

Img 1: "ragazza al supermercato con smartphone in mano"

(foto Shutterstock)

Cosa fare per rinnovare i buoni pasto così da evitare che diventino inutilizzabili e che si perda il relativo credito

I buoni pasto, ormai ampiamente utilizzati da moltissimi datori di lavoro, sono una forma di welfare che serve a integrare la retribuzione e ad andare incontro alle esigenze quotidiane dei lavoratori, nello specifico quella della pausa pranzo.

Nel caso in cui non ci sia una mensa aziendale, infatti, l’azienda può decidere di fornire ai propri dipendenti un buono pasto per ogni giorno di lavoro effettivo.

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Questo tipo di benefit, però, non ha durata illimitata: ogni buono ha una data di scadenza. Se si supera questa data, il lavoratore perde il credito e dunque la possibilità di utilizzarlo.

Caratteristiche generali

Ma quali sono le caratteristiche che devono avere?

La disciplina generale è incentrata su questi principi:

  • sono utilizzati esclusivamente dai prestatori di lavoro subordinato e da quelli con un contratto di collaborazione
  • non sono cedibili, né cumulabili oltre il limite di otto
  • non sono convertibili in denaro
  • possono essere in formato cartaceo o elettronico
  • devono avere una data di scadenza

Così come previsto dal TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), il loro valore massimo, per non essere assoggettati a tasse e contributi, è di 4 euro per quelli cartacei e di 8 euro per quelli elettronici.

Qual è la scadenza?

La data di scadenza deve quindi essere indicata affinché i buoni siano tali.

Nel caso di quelli cartacei, si trova direttamente sul ticket; se invece vuoi sapere la scadenza di quelli in formato elettronico, ti basterà entrare nella tua area riservata. La scadenza viene memorizzata automaticamente nel momento in cui viene caricato il carnet.

Per i ticket in formato digitale, infatti, viene generalmente messo a disposizione dei dipendenti un portale, dove è possibile tenere traccia delle informazioni principali, come la quantità di buoni ancora disponibili, l’ammontare e, appunto, la loro validità.

Quando vengono utilizzati, sono scalati automaticamente a partire da quello più vecchio, così da consumare prima quelli con scadenza più ravvicinata.

In via generale, si può affermare che la scadenza coincide con il 31 dicembre dello stesso anno, per i buoni emessi da gennaio ad agosto, e con il 31 dicembre dell’anno successivo, se emessi da settembre in poi.

Tuttavia, poiché le società che erogano i buoni tickets sono più di una, non esiste una regola valida in tutti i casi: la soluzione più sicura è fare affidamento alla data riportata sul buono stesso.

Cosa succede se scadono?

Nel caso in cui il termine di validità sia già passato, bisogna far riferimento alle regole previste dalla Società emettitrice dei buoni stessi.

In alcuni casi sono previsti dei periodi durante i quali si può ancora considerare recuperabile l’importo del buono stesso.

In nessun modo si potrà invece «monetizzare» l’importo, trasformandolo quindi in denaro contante.  

Nel caso si avvicini la data di scadenza dei buoni, invece, la procedura è differente in base alla tipologia:

  • cartacei: sono da riconsegnare al proprio datore di lavoro, che procederà con l’invio dei buoni scaduti alla società che li ha emessi, la quale invierà poi i nuovi buoni
  • elettronici: in questo caso, a differenza del primo, è generalmente richiesto che il dipendente stesso si attivi per il rinnovo dei buoni, per evitare di perdere il credito dei buoni non fruiti. La procedura di rinnovo è indicata nel portale on line della Società che ha emesso i buoni.

 

 

Leggi anche:

Buoni pasto: le ragioni dello sciopero

L’azienda ha obbligo di consegna della busta paga?

I buoni pasto, dove li accettano?

 

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