Una guida per capire a chi spetta l’assegno unico dopo separazione o divorzio, come viene ripartito e quali passaggi seguire per fare domanda
In Italia nascono sempre meno bambini, ma proprio per questo il tema della genitorialità resta sempre centrale. Esistono infatti misure pensate per sostenere le famiglie, tra cui l’Assegno Unico e Universale, uno dei contributi più conosciuti e richiesti.
Anche nel 2026, l’assegno unico per genitori separati e divorziati continua a spettare ai figli, anche se i genitori non vivono più insieme. Quando però cambia la situazione familiare, cambiano anche alcune regole: dalla domanda alle modalità di pagamento, fino alla ripartizione dell’importo tra i genitori.
In questi casi è importante che la richiesta sia compilata in modo corretto e coerente con quanto stabilito dal giudice oppure con gli accordi presi tra le parti.
In questo articolo capiamo quali sono i passi da fare per presentare la domanda. Iniziamo!
| Voce | Caratteristica |
|---|---|
| A chi spetta | L’assegno unico continua a spettare ai figli anche se i genitori sono separati o divorziati |
| Come si divide | Di norma il pagamento è al 50% ciascuno in caso di affido condiviso, ma può andare anche al 100% a un solo genitore |
| Come fare domanda | Bisogna presentare la richiesta all’INPS indicando affidamento, ripartizione dell’importo e IBAN |
L’Assegno Unico e Universale, o AUU, è il contributo economico riconosciuto alle famiglie con figli a carico per sostenerne la crescita. Spetta per i figli fino a 21 anni e senza limiti di età in caso di disabilità.
Anche in caso di separazione o divorzio, il diritto al beneficio rimane, ma con alcune regole specifiche pensate per garantire equilibrio e tutelare i figli.
È necessario, infatti, indicare in modo corretto come deve essere ripartito l’importo e a quale genitore deve essere pagato, in base agli accordi presi oppure a quanto previsto dal giudice.
In generale, l’assegno unico genitori separati e divorziati viene diviso al 50% tra i due genitori in caso di affido condiviso. In alcune situazioni, però, può essere pagato interamente a uno solo.
Per evitare errori, ritardi o blocchi nei pagamenti, è quindi importante compilare la domanda sul portale INPS con attenzione.
Vediamo ora come funziona l’assegno unico per genitori separati e divorziati
Partiamo dal presupposto che la domanda non deve essere ripresentata ogni anno se non sono variate le condizioni, ma va aggiornato l’ISEE.
Quando compili la richiesta sul portale INPS, uno degli aspetti più importanti è indicare l’IBAN su cui vuoi ricevere il pagamento. L’INPS, infatti, accredita direttamente su quel conto la quota che ti spetta.
In fase di domanda, dovrai specificare anche se il pagamento va effettuato interamente a tuo favore o se deve essere ripartito equamente tra te e il tuo ex partner. Se non c’è accordo o un provvedimento del giudice, l’INPS procede automaticamente d’ufficio alla divisione paritaria al 50%.
Un dubbio frequente riguarda a chi spetta l’assegno unico in caso di separazione o divorzio.
In generale, per capirlo bisogna verificare se tra i genitori c’è un accordo oppure se esiste già un provvedimento del giudice.
L’assegno unico per genitori separati può infatti essere pagato:
Per capire a chi spetta l’assegno unico per genitori separati e divorziati, quindi, è fondamentale guardare al tipo di affidamento previsto.
Come ripetiamo spesso, per accedere a certe misure nazionali serve avere un ISEE aggiornato.
Nel caso dell’AUU, l’ISEE non è obbligatorio per presentare la domanda, ma serve per calcolare l’importo dell’assegno in base alla situazione economica del nucleo familiare.
Per capire quale ISEE per assegno unico genitori separati si applica, bisogna guardare prima di tutto alla composizione del nucleo del figlio o della figlia. Per i figli minorenni, infatti, l’ISEE di riferimento è in genere quello del nucleo in cui il minore convive.
Se il genitore non convivente non è sposato e non ha altri figli con persone diverse, può essere incluso nel nucleo del figlio come componente aggregata, salvo che sia già stato previsto un assegno di mantenimento per il figlio.
In questo caso, per l’ISEE è sufficiente quello del genitore convivente, che serve a definire la situazione economica del minore.
L’importo dell’assegno unico genitori separati per il 2026 è stato aggiornato in base al costo della vita, come previsto anche per l’assegno unico ordinario. La rivalutazione prevista è stata dell’1,4%, calcolata sull’inflazione ISTAT.
L’INPS ha precisato che gli importi rivalutati sarebbero stati pagati a partire da febbraio 2026.
L’importo cambia in base alla situazione familiare e all’ISEE. In generale, possiamo dire che:
In alcuni casi, all’importo base si aggiungono anche delle maggiorazioni, per esempio per i figli successivi al secondo, per le madri under 21 e per i figli con disabilità.
Per vedere tutti gli importi aggiornati, puoi consultare l’allegato 1 nella pagina INPS dedicata.
A questo punto vediamo come fare domanda per l’assegno unico.
Per presentare la richiesta è importante conoscere il regime di affidamento del figlio o della figlia. Attenzione però a non confondere affidamento e collocazione: il primo riguarda la responsabilità genitoriale, mentre il secondo indica solo la residenza del minore. Per ricevere l’assegno unico, infatti, non è necessario convivere con il figlio.
In caso di affidamento esclusivo, la domanda assegno unico genitori separati può essere presentata dal genitore affidatario, che ha diritto al 100% dell’importo. In fase di compilazione bisogna selezionare le opzioni “genitore affidatario” e “affido esclusivo”.
Se invece l’affidamento è condiviso, la ripartizione deve essere decisa dai genitori: con l’accordo, l’intero assegno può essere accreditato a chi ha fatto la domanda.
Attenzione: per ogni figlio a carico può essere presentata una sola richiesta.
Se sei il genitore che non ha inviato la domanda, puoi accedere con le tue credenziali alla richiesta già presentata dall’ex partner e scegliere come ripartire l’importo, cioè al 50% oppure al 100% all’altro genitore.
Se scegli la divisione al 50%, dovrai indicare anche il tuo IBAN. In questo caso non serve il consenso dell’altro genitore, perché stai esercitando un tuo diritto: l’assegno unico è infatti destinato ai figli.
Se il genitore affidatario chiede il pagamento del 100%, l’INPS non richiede alcuna conferma da parte dell’altro. Se invece si opta per la divisione a metà, l’altro genitore dovrà successivamente integrare la domanda con gli estremi del proprio conto.
La ripartizione dell’importo può essere modificata anche in un secondo momento, se c’è accordo tra i genitori.
Ricorda che tra i documenti per l’assegno unico genitori separati è importante avere:
Prima di inviare la domanda, può essere utile fare una simulazione assegno unico genitori separati per avere un’idea dell’importo spettante.
Il portale INPS mette a disposizione uno strumento, chiamato Simulazione importo assegno mensile, per il calcolo dell’assegno unico genitori separati, dove inserendo il valore ISEE presunto e il numero di figli
In questo modo puoi sapere a quanto potrebbe ammontare l’assegno e capire anche come l’eventuale ripartizione al 50% tra i genitori può incidere sul bilancio familiare.
È un ottimo strumento non solo per stimare l’importo, ma anche per organizzare meglio le spese e pianificare il budget familiare e/o individuale.
Può succedere che, nel tempo, cambino le condizioni familiari: per esempio si può passare da un affido condiviso a uno esclusivo oppure può cambiare l’accordo sulla ripartizione dell’importo. In questi casi è importante modificare la domanda di assegno unico già presentata.
Per farlo bisogna accedere alla sezione “Consulta e gestisci le domande presentate” sul portale INPS.
Le modifiche relative alla ripartizione del pagamento o alle coordinate bancarie hanno effetto dal mese successivo alla variazione e non valgono per i periodi precedenti. Fanno eccezione solo i casi legati alla disabilità del figlio.
Come abbiamo già indicato nei paragrafi precedenti, le principali novità del 2026 riguardano l’aggiornamento delle soglie ISEE e degli importi minimi e massimi, rivalutati per contrastare il costo della vita sempre più crescente.
L’INPS ha inoltre potenziato i controlli incrociati tra i provvedimenti di separazione e i dati indicati nella domanda per garantire che l’assegno unico arrivi effettivamente a chi sostiene le spese di mantenimento.
Ricorda poi un aspetto importante: per non ricevere l’importo minimo da marzo 2026, la DSU aggiornata doveva essere presentata entro il 28 febbraio 2026. Se è stata inviata dopo questa data, c’è comunque tempo fino al 30 giugno 2026 per recuperare gli arretrati.
FAQ
L’assegno unico spetta anche se i genitori sono separati o divorziati?
Sì, l’assegno unico spetta anche se i genitori sono separati o divorziati, perché il contributo è destinato ai figli.
Quale ISEE per assegno unico genitori separati?
In genere conta l’ISEE del nucleo in cui il figlio minorenne convive.
Come fare domanda per assegno unico genitori separati?
La domanda si presenta sul portale INPS indicando affidamento, ripartizione dell’importo e IBAN. Per ogni figlio può essere inviata una sola richiesta.
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