I contratti di prestazione occasionale PrestO

I contratti di prestazione occasionale PrestO

(foto Shutterstock)

Entro quali limiti possono essere utilizzati? Quanto guadagna un lavoratore PrestO e quali tutele gli spettano?

I contratti di prestazione occasionale PrestO hanno sostituito i vecchi voucher lavoro, ovvero quelle modalità occasionali di impiegare lavoratori presso la propria azienda. Oggi costituiscono un metodo per pagare lavoratori saltuariamente utilizzati pur rispettando determinate tariffe retributive e limiti economici annui.

Entro che limite possono essere usati i contratti PrestO?

È ammesso lo svolgimento del lavoro occasionale PrestO sempre e quando non si superino determinati importi sia per l’utilizzatore sia per il prestatore di lavoro:

  • ogni prestatore di lavoro (lavoratore) non può percepire più di 5.000 euro di PrestO in un anno civile;
  • ogni utilizzatore (datore di lavoro) non può erogare, complessivamente, più di 5.000 euro di PrestO in un anno civile;
  • ogni prestatore (lavoratore) non può percepire più di 2.500 euro di PrestO da ogni singolo utilizzatore (datore di lavoro)
  • ogni steward negli impianti sportivi non può percepire più di 5.000 euro di PrestO.

Il legislatore ha pensato di avvantaggiare i titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità, i giovani con meno di 25 anni, i disoccupati, i percettori di prestazioni integrative di salario, i percettori del reddito di cittadinanza o altre prestazioni di sostegno al reddito lasciando a questi ultimi la possibilità di contare i compensi percepiti al 75% del loro importo a prescindere, quindi, dai limiti sopra menzionati.

È ammesso l’utilizzo dei PrestO, per i lavoratori non agricoli, nel limite di 280 ore annue a prestatore.

Quanto guadagna un lavoratore PrestO e quali costi ha il datore?

Gli utilizzatori e i prestatori di lavoro devono ricordare che per legge vi è una tariffa oraria da corrispondere a fronte della prestazione lavorativa sotto la quale non si può andare

Il limite retributivo minimo stabilito dalla legge, sempre che non si tratti di lavoratori agricoli per cui è necessario fare riferimento ai minimi retributivi orari previsti dalla contrattazione collettiva, è di:

  • 9 euro netti all’ora per la prestazione lavorativa; 
  • 36 euro netti al giorno anche qualora le parti abbiano stipulato un orario di prestazioni inferiore. 

Ciò significa che al datore di lavoro conviene sempre organizzare il lavoro su almeno 4 ore giornaliere.
Oltre alla retribuzione oraria l’utilizzatore dovrà farsi carico di contributi, premi assicurativi, e di oneri di gestione calcolati in percentuale sulla base del compenso erogato al lavoratore per un importo minimo orario pari a circa 3,375 euro.

I lavoratori PrestO a quali tutele hanno diritto?

I lavoratori contrattati mediante i PrestO sono assicurati alla Gestione Separata, perciò il datore di lavoro è tenuto a versare il contributo IVS (invalidità, vecchiaia, e superstiti) all’INPS, nonché il premio per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Oltre a tali tutele, i lavoratori PrestO hanno diritto al riposo giornaliero e alla fruizione di pause, inoltre, si estendono loro anche le tutele in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

Quali utilizzatori possono far ricorso ai PrestO?

Gli utilizzatori che possono far ricorso ai PrestO sono le aziende, i professionisti, i lavoratori autonomi, gli imprenditori, le associazioni, le fondazioni ed altri enti di natura privata, le amministrazioni pubbliche e le imprese agricole.

Quando è vietato fare ricorso ai PrestO?

È vietato fare ricorso al lavoro occasionale a quei utilizzatori che abbiano in corso o abbiano cessato da almeno 6 mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa con il medesimo prestatore. Il legislatore, a tutela dei lavoratori, ha previsto altri casi in cui è vietato l’utilizzo dei PrestO e sono:

  • negli appalti;
  • nel settore dell’edilizia e affini;
  • nel settore delle miniere, cave o torbiere;
  • da parte delle imprese del settore agricolo, salvo che per le attività lavorative rese da alcuni soggetti come i pensionati, gli under 25, i disoccupati, i percettori di prestazioni integrative del salario, e i percettori di prestazioni di sostegno del reddito;
  • da parte degli utilizzatori che hanno alle proprie dipendenze più di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato, eccezion fatta per gli alberghi e le strutture ricettive turistiche che hanno alle proprie dipendenze fino a 8 lavoratori per le attività lavorative rese da soggetti quali i pensionati, gli under 25, i disoccupati, i percettori di prestazioni integrative del salario, e i percettori di prestazioni di sostegno del reddito.

 

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