Il datore di lavoro deve comunicare l’imminente termine del periodo di comporto?

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Il rispetto dei principi di correttezza e buona fede impone al datore di lavoro di comunicare al dipendente l'approssimarsi del termine del comporto solo nel caso di malattia estremamente grave

IL FATTO

Un lavoratore gravemente ammalato è stato licenziato dalla propria azienda per il superamento del periodo di comporto per malattia. L’azienda, nonostante fosse a conoscenza delle sue gravissime condizioni di salute, non aveva comunicato al dipendente l’imminente scadenza del periodo di conservazione del posto di lavoro. Per questo motivo il lavoratore aveva impugnato il proprio licenziamento.

Pur in assenza di un espresso obbligo previsto dalla legge, il datore di lavoro deve comunicare al dipendente malato l’avvicinarsi del termine del periodo di comporto?

LA DECISIONE DEL TRIBUNALE

L’azienda ha motivato il licenziamento del lavoratore sostenendo che, nonostante fosse a conoscenza delle gravi patologie che avevano colpito il dipendente, non era obbligata per legge ad avvisarlo dell’imminente fine del periodo di comporto.
Secondo il Tribunale questa giustificazione non può essere sufficiente ad autorizzare il licenziamento di una persona gravemente ammalata.

Per valutare la legittimità di un licenziamento per superamento del periodo di comporto è necessario fare una precisa distinzione a seconda della patologia che ha costretto il dipendente ad assentarsi dal servizio.
In particolare, bisogna distinguere se si tratta di una malattia con prognosi di sicura guaribilità e con normale convalescenza, oppure di una malattia estremamente grave, in cui le condizioni del lavoratore siano particolarmente critiche, con una convalescenza lunga e possibili complicazioni molto pericolose.

Secondo il Giudice del Tribunale, in questa seconda ipotesi di malattia grave (anche se manca una regola precisa in merito alla comunicazione da fare al lavoratore sull’avvicinarsi del termine del periodo di comporto) il principio di buona fede e correttezza impone all’azienda il dovere di informare il dipendente che, a causa della grave situazione di salute, potrebbe non essere in grado di prestare attenzione al termine del periodo di comporto.

Per questo motivo, l’azienda che procede al licenziamento di un dipendente malato gravemente, senza una comunicazione dell’imminente termine del periodo di comporto, può essere sanzionata.

Sulla base di queste considerazioni il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha ritenuto nullo il licenziamento, disponendo il reintegro del dipendente nel proprio posto di lavoro.

Sentenza (11 agosto 2019 n. 20012)

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