Spese scolastiche detraibili: tutto quello che c’è da sapere

(foto Shutterstock)

Le spese scolastiche detraibili permettono di recuperare il 19% di alcune somme pagate per la scuola dei figli, entro il limite massimo previsto dalla legge per ogni studente

Quando arriva il momento di fare la dichiarazione dei redditi, una delle voci più utili per il bilancio della famiglia riguarda le spese sostenute per l’istruzione dei figli. Le regole fiscali italiane ti permettono di recuperare una parte di quello che hai pagato durante l’anno attraverso una detrazione IRPEF, cioè uno sconto sulle imposte da versare.

Oggi lo Stato riconosce una detrazione pari al 19% delle spese scolastiche, calcolata su un importo massimo di 1.000 € per ogni studente. Questo significa che, per ogni figlio o figlia che frequenta la scuola, puoi ottenere uno sconto sulle tasse fino a 190 €.

 

Voce Caratteristica
Detrazione prevista 19%
Limite massimo di spesa 1000 € per ogni studente
Detrazione massima ottenibile 190 € per ogni figlio o figlia

Le spese scolastiche sono detraibili?

Entriamo nel punto per chiarire un aspetto che interessa molte famiglie ogni anno. Le spese scolastiche possono essere inserite nel modello 730 e ti permettono di recuperare una parte di quello che hai speso per l’istruzione dei figli. Questa agevolazione riguarda tutto il percorso scolastico, dalla scuola dell’infanzia fino alla scuola secondaria di secondo grado.

Il limite iniziale di 800 € è stato poi portato a 1.000 € dalla Legge di Bilancio 2025. È quindi questo l’importo massimo su cui puoi calcolare la detrazione del 19%.

Quali sono le spese scolastiche detraibili

Il sistema fiscale prevede diverse agevolazioni che ti permettono di ridurre le imposte da pagare, soprattutto se durante l’anno hai sostenuto spese scolastiche detraibili. Tra quelle più usate c’è la detrazione per le spese scolastiche, che ti aiuta a sostenere con meno peso i costi dell’istruzione.

In base all’articolo 15 del TUIR, cioè il Testo Unico delle Imposte sui Redditi, puoi ottenere una detrazione pari al 19% per ogni figlio iscritto a scuola. Questa agevolazione riguarda quindi buona parte delle spese scolastiche che molte famiglie affrontano ogni anno.

La detrazione è riconosciuta sia per le scuole pubbliche sia per le scuole private paritarie e vale per questi istituti:

  • scuola dell’infanzia, quindi gli asili;
  • scuola primaria, cioè le elementari;
  • scuola secondaria di primo grado, cioè le medie;
  • scuola secondaria di secondo grado, cioè le superiori.

È importante ricordare che le spese universitarie, anche se riguardano sempre lo studio dei figli, seguono regole diverse rispetto a quelle previste per la scuola.

C’è poi un altro aspetto molto importante da sapere quando inserisci queste spese nel modello 730. I pagamenti non devono essere fatti in contanti, ma con strumenti tracciabili, come bonifico, carta di debito, carta di credito o assegno.

Per questo motivo, è bene conservare sempre ricevute e fatture che dimostrano che hai effettuato il pagamento. A questo punto vediamo qualche esempio concreto, così puoi capire meglio quali sono le spese scolastiche che puoi portare in detrazione nel 730.

Detrazione libri scolastici

Per i libri di testo, la risposta è no. Nel 2026 non puoi portare in detrazione i libri scolastici. Lo stesso vale per il materiale di cancelleria, come quaderni, agende, evidenziatori e prodotti simili.

Quello che puoi fare è controllare se la tua Regione o il tuo Comune hanno aperto un bando per avere libri gratis o a costo ridotto. Sono infatti previsti fondi pubblici per aiutare le famiglie con queste spese, con misure che possono andare oltre la semplice detrazione fiscale.

Tieni presente anche che:

  • per la scuola primaria i libri sono spesso gratuiti, senza limiti di reddito, attraverso la cedola libraria data dal Comune o dalla scuola;
  • per la scuola secondaria di primo e secondo grado i libri non sono gratuiti in automatico, ma possono esserci buoni o rimborsi in base al reddito.

Detrazione trasporto scolastico

Molti genitori si chiedono se le spese per il trasporto scolastico si possano portare in detrazione. La risposta è sì. Anche queste spese rientrano tra quelle scolastiche che puoi inserire nella dichiarazione dei redditi.

Puoi detrarle anche se il servizio non è organizzato direttamente dalla scuola, ma dal Comune o da un altro soggetto. Per poter ottenere la detrazione, però, il pagamento deve essere tracciabile.

Detrazione mensa scolastica 

Sì, anche il costo della mensa scolastica rientra tra le spese scolastiche che puoi portare in detrazione.

Se durante l’anno hai pagato la mensa, puoi indicare questa spesa nella dichiarazione dei redditi e ottenere una detrazione fiscale, cioè uno sconto sulle imposte da pagare. Questa possibilità vale sia per le scuole pubbliche sia per quelle private, a condizione che il servizio sia documentato e che il pagamento sia tracciabile.

Per questo motivo è importante conservare ricevute, bollettini o attestazioni rilasciate dal Comune o dalla scuola, perché sono i documenti che dimostrano la spesa sostenuta.

Nel 730/2026, che riguarda i redditi e le spese del 2025, puoi portare in detrazione le somme pagate per la mensa nell’anno precedente. La detrazione è pari al 19% e si calcola su un importo massimo complessivo di 1.000 €.

Detrazione spese gite scolastiche

Le spese per le gite scolastiche rientrano tra quelle che puoi portare in detrazione, perché fanno parte delle attività organizzate dalla scuola per arricchire il percorso formativo.

La stessa regola vale anche per altri contributi scolastici legati ad attività educative aggiuntive, anche quando si svolgono fuori dal normale orario di lezione. Può succedere, per esempio, con eventi sportivi, corsi di teatro o attività musicali.

Anche le spese per ripetizioni scolastiche sono detraibili 

Un dubbio molto comune riguarda le spese per le ripetizioni scolastiche. In generale, questi costi non rientrano tra quelli che puoi portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi.

Le lezioni private, quindi, non danno diritto in modo automatico a uno sconto sulle imposte. Grazie alla normativa vigente, esiste una tutela specifica per i bambini e le bambine con DSA, cioè con disturbi specifici dell’apprendimento. In questi casi è prevista una detrazione per l’acquisto di strumenti didattici e di altri strumenti compensativi utili per il percorso scolastico.

Detrazione spese scolastiche: documenti da controllare e conservare

Per ottenere questa detrazione, l’Agenzia delle Entrate deve poter verificare con chiarezza che la spesa sia stata davvero sostenuta. Per questo ti chiede alcuni documenti che servono a dimostrare il pagamento.

Come abbiamo già visto, se vuoi inserire la spesa nel modello 730 non puoi pagare in contanti. Devi usare un metodo di pagamento tracciabile, cioè uno strumento che lasci una prova del pagamento, come carta di debito, carta di credito o altri sistemi equivalenti.

Non basta però solo il tipo di pagamento. Devi anche conservare tutta la documentazione relativa a ogni singola spesa scolastica.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che puoi dimostrare la spesa con un’attestazione rilasciata dalla scuola oppure dall’ente che ha ricevuto il pagamento. In questo documento devono risultare l’importo pagato durante l’anno, i dati di tuo figlio o di tua figlia e l’uso di un sistema di pagamento tracciabile.

La tracciabilità del pagamento può risultare anche da un’annotazione inserita nella fattura, nella ricevuta fiscale o nel documento commerciale da parte di chi ha ricevuto i soldi.

Dopo aver controllato il metodo di pagamento e raccolto i documenti necessari, puoi inserire le spese scolastiche nel 730. Le spese di istruzione e la relativa detrazione vanno indicate nel rigo E8/E10 con il codice 12.

Come inserire le spese scolastiche nel 730

Oggi puoi fare il 730 in modalità precompilata direttamente dal sito dell’Agenzia delle entrate. 

Si chiama “precompilata” proprio perché troverai gran parte delle sezioni già compilate. Come è possibile? L’Agenzia è in grado di reperire tutti i tuoi dati, le tue spese, i tuoi redditi direttamente da: 

  • quanto dichiarato dal datore di lavoro;
  • circuito della tessera sanitaria;
  • banche.

Se hai sostenuto delle spese scolastiche dovresti trovare tutto già compilato, ma se così non fosse allora ti basterà seguire la procedura guidata sul sito e poi, prima di trasmettere il modello 730, cliccare su “modifica” e inserire le parti mancanti. 

Limite spese scolastiche nel 730

Chiariamo subito un punto. Il vantaggio c’è, ma non copre tutta la spesa. Per queste detrazioni, infatti, la legge prevede un limite massimo di spesa e non sempre puoi recuperare tutto quello che hai pagato.

Questo limite è fissato dalle regole fiscali e può cambiare di anno in anno. La detrazione ti spetta per intero, quindi nella misura del 19% calcolato sulla spesa massima prevista dalla legge, se il tuo reddito complessivo annuo non supera 120.000 €. Se invece superi questa soglia, la detrazione si riduce poco alla volta fino ad azzerarsi quando il reddito arriva a 240.000 € annui.

C’è poi un altro aspetto importante da ricordare. Non puoi portare in detrazione le spese scolastiche che ti sono già state rimborsate dal datore di lavoro nell’ambito di un piano di welfare aziendale, cioè di quei servizi o contributi che l’azienda mette a disposizione per sostenere le spese della famiglia.

Spese scolastiche detraibili 2025: fino a 1000 euro di rimborso

Come abbiamo appena visto, la detrazione del 19% non si calcola su tutta la spesa che hai sostenuto, ma solo entro il limite massimo previsto dalla legge.

Con la Legge di bilancio 2025 c’è stata una novità importante per le spese scolastiche detraibili relative al 2025. Rispetto al 2024, il tetto massimo di spesa su cui puoi calcolare la detrazione è salito da 800 € a 1.000 € per ogni alunno o alunna.

Questo significa che, se hai speso più di 1.000 €, per esempio 2.000 €, non puoi calcolare il 19% sull’intera somma spesa. La detrazione si calcola comunque solo su 1.000 €. Di conseguenza, il rimborso massimo che puoi ottenere è di 190 €, cioè il 19% di 1.000 €.

Questa regola è stata confermata anche dall’Agenzia delle Entrate con un comunicato stampa del 29 maggio 2025.

La detraibilità spese scolastiche fino al 2024

Diversa, invece, era la questione delle spese scolastiche detraibili del 2024: l’anno scorso infatti le spese per l’istruzione detraibili del 2024 venivano calcolate su un tetto massimo di spesa di 800 € per ogni figlio. 

Spese scolastiche detraibili 2026: cosa cambia?

Il quadro delle spese scolastiche detraibili nel 2026 non presenta novità importanti rispetto all’anno precedente. Il cambiamento principale, introdotto con la Legge di Bilancio 2025, riguarda l’aumento del tetto massimo di spesa su cui puoi calcolare la detrazione del 19%, come abbiamo già visto nei paragrafi precedenti.

Restano invece quasi del tutto confermate le spese che puoi portare in detrazione, che continuano a comprendere i costi legati alla frequenza scolastica, come tasse, contributi, mensa e servizi collegati. In pratica, la novità non riguarda tanto i tipi di spesa ammessi, ma soprattutto il limite massimo su cui si applica la detrazione. Questo può tradursi in un vantaggio fiscale maggiore per le famiglie.

 

Le spese scolastiche sono detraibili?

Sì, le spese scolastiche possono essere inserite nel modello 730 e danno diritto a una detrazione IRPEF del 19%.

Qual è il limite massimo di spesa detraibile per le spese scolastiche?
Il limite massimo di spesa detraibile è di 1.000 € per ogni studente.

I libri scolastici sono detraibili?
No, i libri scolastici non possono essere portati in detrazione.

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