La pensione di reversibilità INPS

La pensione di reversibilità

(foto Shutterstock)

Una tutela a favore dei parenti superstiti che consente di ereditare l’assegno pensionistico

La pensione di reversibilità, detta comunemente anche «la reversibilità», è uno degli istituti previdenziali più conosciuti. In caso di decesso di un soggetto pensionato, l’assegno pensionistico viene pagato a favore dei suoi familiari. 

È una forma di eredità della pensione. La somma mensile corrisponde a una quota dell’assegno mensile che era percepito dal familiare deceduto. Possono richiederla una pluralità di beneficiari, anche i figli maggiorenni che frequentano l’università.

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Che cos’è la pensione di reversibilità? 

È il trattamento pensionistico che spetta ai familiari in caso di decesso di un familiare titolare di pensione. In questo caso, l’assegno pensionistico viene versato ai familiari, in ordine di grado e di prossimità.

È stata introdotta dal regio decreto 636 del 1939 ed è un modo con cui lo Stato attua la solidarietà intragenerazionale e contribuisce allassistenza dei soggetti superstiti.

Chi ha diritto alla pensione di reversibilità? 

Hanno diritto alla reversibilità:

  • il coniuge o l’unito civilmente, indipendentemente dalla durata del matrimonio o dell’unione civile
  • il coniuge separato o divorziato. In questo secondo caso, il coniuge deve essere titolare dell’assegno di divorzio
  • I figli minorenni alla data del decesso
  • I figli maggiorenni studenti, fino al compimento di 21 anni, che non lavorano e che frequentano scuole o corsi di formazione professionale
  • I figli maggiorenni, fino al compimento di 26 anni, che frequentano l’università
  • I figli inabili al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso, indipendentemente dall’età.

Vi sono poi casi particolari che consentono di devolvere il trattamento anche ai nipoti, ai genitori e a fratelli e sorelle.

L’assegno pensionistico a favore del coniuge esclude i figli dall’eredità del trattamento. La reversibilità spetta anche a chi è già titolare di trattamento pensionistico.

Quanto si prende?

Non si riceve l’intera pensione del familiare deceduto, ma una quota.

La percentuale varia in base al grado di parentela: al coniuge superstite spetta il 60% se da solo, l’80% in caso di un figlio, l’intero assegno pensionistico se ci sono due o più figli.

Nel caso in cui, invece, ci siano solo dei figli superstiti, la reversibilità è riconosciuta nella misura del 70% se c’è un solo figlio, 80% se ci sono due figli, l’intera somma in caso di tre o più figli.

Come fare domanda per la reversibilità della pensione

La reversibilità non viene erogata in modo automatico, ma è necessario presentare specifica domanda. Può essere presentata tramite il portale dell’INPS oppure avvalendosi di un CAF. Può essere pagata a partire dal mese successivo a quello del decesso del parente pensionato. 

 

 

Leggi anche: 

Quanto si prende di pensione?

La pensione integrativa, come funziona

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