Malattia: il periodo di comporto

(foto Shutterstock)

Come viene garantito il posto di lavoro in malattia?

IN COSA CONSISTE IL PERIODO DI COMPORTO?

Si tratta del periodo di tempo in cui il lavoratore assente per malattia ha diritto alla conservazione del posto di lavoro. La legge ed i contratti collettivi stabiliscono che il dipendente ammalato non può essere licenziato durante questo periodo di assenza.

È quindi vietato licenziare un dipendente in malattia, ma ci sono alcuni casi che fanno eccezione. Il datore di lavoro può licenziare il dipendente:

  • per giusta causa;
  • per l’incapacità del lavoratore di poter riprendere la sua normale attività lavorativa;
  • se l’azienda termina definitivamente la propria attività.

QUAL È LA DURATA DEL PERIODO DI COMPORTO?

Il periodo di comporto ha un limite temporale. La sua durata cambia a seconda del c.c.n.l. applicato.

COME SI CALCOLA IL COMPORTO?

Anche la modalità di calcolo del periodo di conservazione del posto del lavoratore in malattia è disciplinata dal contratto collettivo applicato. Ci sono in genere due metodi:

  • il comporto è detto “secco” nel caso di un unico episodio di malattia di durata tale da riempire con continuità e ininterrottamente il periodo di comporto;
  • il comporto è detto “per sommatoria o frazionato” quando si è in presenza di una serie di malattie ripetute e intermittenti che, prese in considerazione singolarmente, non raggiungono il quantitativo richiesto per il comporto secco. In questo caso si vanno a sommare tutti giorni di assenza per malattia anche se non consecutivi.

Per determinare il periodo di comporto (secco o per sommatoria) si considerano (salvo diversa indicazione del c.c.n.l.) anche i giorni non lavorati (sabato, domenica, festività infrasettimanali) che cadono nel periodo di malattia.

 

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