Maternità lavoratrici autonome: le mensilità aggiuntive

Maternità autonome: 3 mesi di maternità aggiuntiva
(foto Shutterstock)

Le lavoratrici con partita IVA possono richiedere 3 mesi aggiuntivi di maternità, ma per farlo devono rispettare requisiti contributivi e retributivi

Nel 2022 sono state introdotte tante novità in materia di genitorialità, prestazioni a sostegno dei nuclei familiari ed equa suddivisione dei carichi familiari. 

L’intento del legislatore è quello di estendere le tutele a una platea di beneficiari ampia e quindi di non escludere o tralasciare certe categorie professionali.

In quest’ottica, alle neomamme dotate di partita IVA viene riconosciuta la possibilità di presentare una domanda telematica con cui richiedere 3 mesi aggiuntivi di tutela rispetto ai 5 mesi standard previsti per il congedo obbligatorio.

La domanda, però, può essere presentata solo se sussistono i requisiti di reddito e di contributi richiesti dall’INPS.

Quali sono? Vediamolo insieme.

Come funziona la maternità per le lavoratrici autonome?

 La tutela garantita per la maternità delle lavoratrici con partita IVA varia a seconda che siano libere professioniste oppure lavoratrici parasubordinate, cioè collaboratrici.

In linea di principio, nel primo caso le future mamme hanno diritto a una indennità commisurata ai redditi dichiarati nell’anno precedente, per i 2 mesi precedenti alla data presunta del parto e per i 3 mesi successivi all’evento. 

Se la lavoratrice è parasubordinata, invece, ha diritto a un’indennità proporzionata ai compensi percepiti per l’attività di collaborazione. 

Questa prestazione però può essere concessa solo se, nei 12 mesi precedenti, sia stato effettivamente versato almeno 1 mese di contributi 

Novità 2022: estensione del congedo di maternità

La legge di Bilancio 2022 ha introdotto una grande novità per le lavoratrici con partita IVA ovvero la possibilità di prolungare la maternità tutelata dall’INPS per 3 mesi aggiuntivi.

Così facendo, le autonome dotate dei requisiti richiesti dalla legge potranno fruire complessivamente di 8 mesi (5 mesi di congedo obbligatorio e 3 mesi di congedo supplementare). 

Attenzione: i mesi ulteriori potranno essere concessi solo a parto avvenuto.

Quali sono i requisiti da rispettare?

Secondo quanto previsto dall’INPS con la Circolare numero 01 del 3 gennaio 2022, le lavoratrici autonome possono presentare domanda di congedo se possono dimostrare:

  • di aver dichiarato un reddito «basso» nel periodo precedente l’evento, cioè inferiore a 8.145,00 euro. 
  • di essere iscritte alla Gestione separata dell’INPS, a specifiche Casse previdenziali di appartenenza o a Gestioni autonome dell’INPS
  • di essere regolari con il versamento dei contributi.

Come fare domanda all’INPS 

Il Messaggio INPS numero 1657 del 14 aprile 2022 specifica in modo puntuale le modalità di presentazione della domanda. Nello specifico, la lavoratrice deve:

  • presentare domanda telematica accedendo al portale web dell’istituto attraverso SPID o CIE. Eventualmente può contattare il numero verde 803.164 oppure farsi aiutare da un Patronato o da un CAF;
  • effettuato il login, è necessario cliccare «Sì» nella sezione «Dichiaro di voler fruire di ulteriori 3 mesi di indennità di maternità».

Attenzione: è necessario che in seguito alla domanda ci sia l’effettiva astensione dall’attività lavorativa.

 

 

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