Work life balance: approvato il disegno di legge

Work life balance: approvato il disegno di legge

(foto Shutterstock)

Un intervento per agevolare la conciliazione vita lavoro

Il 27 aprile 2022 è stata pubblicata in gazzetta ufficiale la legge 32 del 2022 che delega il governo a intervenire «per il sostegno e la valorizzazione della famiglia». 

Il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema di Decreto legislativo di recepimento della direttiva europea 2019/1158  relativa all’equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza. Gli interventi riguardano più aspetti della vita lavorativa e familiare: permessi, congedi, maternità e smart working. 

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Nei prossimi mesi sono attesi i provvedimenti attuativi per realizzare questa fondamentale riforma.

Work life balance, cos’è? 

Tradotto «bilanciamento vita/lavoro». Significa garantire la conciliazione tra vita lavorativa e vita personale, tra la dimensione professionale e quella familiare. È oggi una delle sfide più importanti del mondo del lavoro.

Molte aziende hanno studiato orari flessibili, modalità di lavoro agile, permessi e congedi straordinari per permettere ai propri lavoratori un miglior bilanciamento dei propri impegni e interessi.

Il disegno di legge del Governo 

Il 31 marzo 2022 il Governo ha approvato il disegno di legge, pubblicato in gazzetta il 27 aprile, riguardante i principali interventi normativi per poter regolare questo aspetto. Seguiranno poi puntuali provvedimenti legislativi per rendere le previsioni effettive e applicabili.

L’obiettivo dichiarato è quello di promuovere il miglioramento della conciliazione tra i tempi della vita lavorativa e quelli dedicati alla vita familiare per tutti i lavoratori che abbiano compiti di cura in qualità di genitori e/o prestatori di assistenza, al fine di conseguire una più equa condivisione delle responsabilità tra uomini e donne e di promuovere un’effettiva parità di genere, sia in ambito lavorativo sia familiare.  

Come migliorare il work life balance? 

L’intervento governativo si realizza su più direttrici. In primo luogo, introduce delle misure di sostegno per i genitori/lavoratori.

Ad esempio, viene istituita una nuova tipologia di congedo di paternità, in aggiunta al congedo alternativo, di 10 giorni lavorativi fruibile dal padre lavoratore nell’arco temporale che va dai 2 mesi precedenti ai 5 successivi al parto. 

In tema di congedo parentale aumenta a 12 anni l’età del bambino entro cui i genitori possono usufruire del congedo. In più, al periodo di 6 mesi è aggiunto un ulteriore periodo di 3 mesi, trasferibile tra i genitori e fruibile in alternativa tra loro, sempre con il riconoscimento di un’indennità pari al 30% della retribuzione.

Maternità e libere professioniste

La gravidanza e l’accudimento del figlio sono alcuni dei periodi in cui è più difficile bilanciare l’impegno familiare con quello lavorativo. La sola normativa generale non è idonea ad aiutare le neomamme. 

Con lo schema di legge, il Governo estende l’indennità di maternità anche a favore delle lavoratrici autonome e delle libere professioniste, compresi eventuali periodi di astensione anticipati per gravidanza a rischio.

Infine, viene indicata una classifica di priorità per i lavoratori e le lavoratrici in smart working: priorità alle richieste formulate dalle lavoratrici e dai lavoratori con figli fino a 12 anni di età o senza alcun limite di età nel caso di figli in condizioni di disabilità e ai lavoratori che siano caregivers.

 

 

Leggi anche:

A chi spetta il congedo parentale (ex maternità facoltativa)? 

Maternità obbligatoria Inps, quanti mesi e come funziona

Flessibilità e Work life balance

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