Indennità infortunio INAIL: tutto quello che c’è da sapere

Quali indennità ci sono in caso di infortunio
(foto iStock)

Cosa ci si deve aspettare quando ci si fa male sul lavoro e si deve essere risarciti

Ogni anno in Italia si registrano tanti infortuni sul lavoro che riportano l’attenzione sui principali obblighi a carico del lavoratore e dell’azienda.  

Lavorare, infatti, dovrebbe essere un’attività sicura e svolta in ambienti in cui le misure di prevenzione e protezione sono messe a conoscenza di tutti.

Il datore di lavoro è tenuto a adottare le pratiche che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e personale dei suoi dipendenti. 

E se accade un infortunio sul lavoro? L’Inail interviene assicurando al lavoratore infortunato un’indennità economica che sostituisce la retribuzione e che, in alcuni casi, viene anticipata dal datore di lavoro. 

Qual è il valore di questa indennità? Quali sono le regole da rispettare? Scopriamolo insieme in questo articolo. 

Quali indennità può percepire un lavoratore in caso di infortunio?

In seguito a un infortunio, il lavoratore può ottenere due tipi di trattamenti economici che sono diversi a seconda del tipo di inabilità in cui si ritrova e cioè:

  • l’indennità per inabilità temporanea al lavoro;
  • l’indennità per inabilità permanente.

Nel primo caso, la persona potrà comunque riacquistare le sue piene capacità lavorative dopo un tempo necessario per la guarigione. Al contrario, nel secondo caso il “danno” che consegue all’infortunio è permanente e riduce stabilmente l’abilità. 

A quanto può ammontare l’indennità per inabilità temporanea al lavoro? 

Dipende dal numero di giorni necessari al lavoratore per guarire. 

L’Inail interviene solo a partire dal quarto giorno successivo a quello d’infortunio nel modo che segue: 

  • al 60% della retribuzione  dal 4° giorno al 90° giorno di infortunio e il datore può essere tenuto a pagare al lavoratore la percentuale di stipendio mancante al raggiungimento del 100% della stessa;
  • al 75% della retribuzione dal 91° giorno fino alla guarigione completa, salvo ulteriori integrazioni dovute dal datore di lavoro per arrivare al 100% della retribuzione.

Il datore di lavoro, nello specifico, ha l’obbligo di pagare

  • il 100% della retribuzione per il giorno in cui si è verificato l’infortunio
  • il 60% della retribuzione per i giorni precedenti all’intervento dell’Inail, a meno che i ccnl non prevedano percentuali più elevate.  

Attenzione: il datore di lavoro è sempre obbligato ad assicurare i suoi dipendenti all’Inail contro gli infortuni sul lavoro, ma l’ente interviene anche qualora l’azienda non sia in regola, in tutto o in parte, con questo obbligo. 

Questo vuol dire che, anche se l’azienda non ha versato nessun contributo, il lavoratore verrebbe pagato e tutelato ugualmente senza differenze di trattamento. 

A quanto può ammontare l’indennità per l’inabilità permanente?

Nel caso in cui l’infortunio comporti un’inabilità permanente al lavoro, il lavoratore viene risarcito in base al cosiddetto danno biologico, e cioè quel danno che si ripercuote su tutte le sue capacità fisiche e motorie, compresa quella lavorativa. 

Questa prestazione economica viene erogata sotto forma di capitale o rendita a seconda che:

  • sia accertata una riduzione compresa tra il 6% e il 15%. In questo caso l’importo va da un minimo di 8.584,08 euro fino ad un massimo di 39.813,35 euro;
  • la riduzione sia pari o superiore al 16%. L’importo, in questo caso, oscilla da un  minimo di 2.000 euro fino ad un massimo di 28.500 euro.

Nel caso in cui la condizione fisica dovesse peggiorare, questi accertamenti e i relativi importi possono essere oggetto di revisione

Calcolo indennità INAIL infortunio  

In caso di infortunio che comporta un’astensione dal lavoro per più di tre giorni, vengono indennizzate tutte le giornate presenti nel periodo di inabilità comprese le giornate festive fino alla guarigione completa.  

Il primo step è conoscere la retribuzione totale lorda contrattuale dei 15 giorni precedenti l’evento. Successivamente, viene calcolata l’incidenza delle ferie, dei permessi, delle mensilità aggiuntive previste dal CCNL e di eventuali ore di straordinario rese nel periodo di riferimento. 

Sommati tutti questi valori si ottiene la base per calcolare il valore dell’indennità. 

Calcolo indennità giornaliera INAIL infortunio 

Riprendendo quanto scritto nel paragrafo precedente, proviamo a fare un esempio pratico. 

Supponiamo che dalla somma di tutti i valori, si ottiene un importo di 74,86 euro. Cosa fare? 

Dobbiamo applicare a questo valore la percentuale di indennizzo prevista dall’INAIL

Prendiamo la prima percentuale: 74,86*60%= 119, 77 euro. Questo importo va poi moltiplicato per i giorni di guarigione riportati nel certificato medico di infortunio. 

Se sono segnati, ad esempio, 20 giorni allora sarà 119, 77 * 20 = 1.540 euro. 

A questo importo, se previsto dal CCNL, va aggiunta l’eventuale integrazione a carico del datore di lavoro. 

 Calcolo indennità infortunio INAIL part time

Il lavoratore part time è assunto con un regime orario ridotto. Se l’orario normale di lavoro è, ad esempio, pari a 40 ore settimanali, ma ci si è accordati per farne 20 allora la percentuale di part time è pari al 50%

Questa tipologia di lavoratori, in genere, è retribuita a ore. Per il calcolo dell’indennità, infatti, viene presa a riferimento la retribuzione oraria

Cosa succede se il lavoratore ha più rapporti part time e si infortuna solo in uno di questi? Il ministero del lavoro ha chiarito che l’assenza per infortunio presso un datore di lavoro dovrà essere considerata allo stesso modo anche da tutti gli altri datori di lavoro. Da ciò ne deriva che, ogni datore di lavoro dovrà presentare la denuncia di infortunio

L’ Inail, di contro, per poter pagare la relativa indennità deve tenere conto della somma di tutte le retribuzioni che il lavoratore percepisce in relazione a tutti i rapporti di lavoro. 

 

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