Come attrarre professionisti STEM: i consigli dell’head hunter

head hunter

(foto Shutterstock)

Techyon ha condotto un’indagine per individuare il miglior match fra ciò che possono offrire le aziende e ciò che realmente cercano i professionisti

Continua a crescere la domanda di profili informatici altamente specializzati, a cui tuttavia non corrisponde un’adeguata offerta in termini di risorse umane. I laureati nelle discipline STEM (dall’inglese: Science, Technology, Engineering and Mathematics) sono meno rispetto al fabbisogno aziendale e i professionisti risultano spesso difficili da reperire e da portare in azienda.

Per questo, Techyon, società di cacciatori di teste specializzata nella ricerca e selezione di professionisti senior e manager IT, ha condotto un’indagine per verificare l’aderenza tra i bisogni dei professionisti in ambito informatico e quanto offerto dalle aziende.

Il prodotto di questo lavoro è un interessante approfondimento che rileva alcuni mismatch fra domanda e offerta, suggerendo alle aziende dove e come migliorare l’attività di attraction dei perfetti candidati IT.

Professionisti STEM sempre più richiesti

Il dato di fatto è che i professionisti del settore sono relativamente pochi e molto richiesti. Secondo le previsioni di Unioncamere – ANPAL, Sistema Informativo Excelsior, nel trimestre ottobre-dicembre 2022 si attendevano più di 40mila entrate di professionisti Stem nelle aziende.

La necessità di risorse altamente specializzate si scontra però con due importanti elementi: carenza nelle aziende di strumenti idonei a valutare competenze sempre più evolute, tecniche e specifiche e oggettiva scarsità numerica di professionisti informatici sul mercato del lavoro. Sempre secondo Unioncamere – ANPAL, solo in ottobre la difficoltà di reperimento di professionisti Stem superava il 50%.

Va da sé che, per portare a casa i migliori talenti, le aziende devono puntare sull’attrattività e su formule che possano risultare accattivanti per i candidati.

Progetti stimolanti, il primo driver di scelta

L’indagine di Techyon ha coinvolto da un lato un panel di 100 aziende variamente strutturate e operanti su tutto il territorio nazionale in settori diversificati, dall’altro 70 professionisti IT attivi sul mercato del lavoro con diversa funzione. Alcuni dati sono stati confrontati con i risultati della medesima analisi condotta nel 2021.

In generale si evidenziano i cambiamenti cui il mondo del lavoro in ambito informatico è andato incontro nell’ultimo anno. Lo smart working, la formazione e la possibilità di affrontare una crescita lavorativa hanno assunto nel tempo una maggiore importanza per i professionisti IT, ma non sempre la proposta delle aziende è allineata con la richiesta.

Ad esempio, il 37% delle aziende intervistate utilizza la variabile economica quale principale leva per attrarre candidati IT. Tuttavia, per il campione di professionisti intervistati il salario è solo il terzo driver di scelta, mentre risulta primaria la possibilità di essere coinvolto in progetti stimolanti (27%). Una leva, quest’ultima, ritenuta maggiormente attrattiva solamente dal 10% delle aziende.

Smart working sempre più importante

Anche per quanto riguarda lo smart working c’è un importante disallineamento. Il 18% dei professionisti intervistati considera il lavoro agile il principale input per iniziare a valutare una nuova posizione. Ma solo il 9% delle aziende intervistate considera lo smart working come principale leva di attraction.

Inoltre, ben l’82% dei candidati rispondenti preferirebbe poter usufruire dello smart working da due a cinque giorni a settimana, mentre il 60% delle aziende ammette di concedere al più un giorno di smart working a settimana.

Infine, per i professionisti intervistati è molto apprezzabile la possibilità di frequentare corsi di formazione e aggiornamento. Opinione condivisa anche dalle aziende, che riconoscono ampiamente il valore dell’upskilling in ambito IT.

 

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