Zwap: connessioni più vere grazie a intelligenza artificiale

img 1: “Federico Pedron, Luigi Adornetto e Luca Tamborino Frisari di Zwap”

(In foto Federico Pedron, Luigi Adornetto e Luca Tamborino Frisari di Zwap)

La piattaforma Zwap utilizza l’AI per il matching tra professionisti che abbiano interessi e passioni comuni, unendo hard skills e soft skills

Avvicinare professionisti uniti da interessi e aspirazioni simili, per creare aziende vivaci e innovative: è questo l’obiettivo di Zwap, la piattaforma creata da tre giovani imprenditori under 30, nel bel mezzo del Covid-19, e destinata a rivoluzionare il mondo dei social network. Una startup tutta italiana che vuole aiutare i professionisti a mettersi in contatto tra loro, per condividere progetti e scambiare idee.

Zwap, piattaforma per professionisti

Federico Pedron, Luigi Adornetto e Luca Tamborino Frisari sono i tre founders under 30 della piattaforma che utilizza i sistemi dell’intelligenza artificiale per fare rete e creare collegamenti tra le persone. Nata durante la pandemia, l’idea ha preso forma fino a diventare una realtà che conta ormai oltre 7 mila zwapper in 400 città italiane, e in metropoli internazionali come Londra e Berlino.

Zwap permette alle persone con interessi e obiettivi di business affini di incontrarsi in meeting one-to-one settimanali, ampliando notevolmente la rete di conoscenze e la possibilità di interazioni con altri professionisti. Giorno dopo giorno, si creano piccole community ristrette e verticali, capaci di dar vita a connessioni così specifiche da considerarsi autentiche

Gli zwapper non sono solo persone che fanno business grazie allo scambio di idee ed esperienze lavorative: sono persone che stringono amicizie, ed entrano in rapporto tra loro in modo unico, specie considerando il contesto di riferimento.

Le differenze tra Zwap e gli altri social network 

Mentre nei social network tradizionali fanno reciproca conoscenza anche persone che non condividono particolari passioni, nel caso di Zwap la situazione è diametralmente opposta: gli algoritmi dell’Intelligenza Artificiale fanno sì che si generino connessioni realmente autentiche, e di valore, all’interno di un ecosistema in cui convivono gli utenti.

Il sistema si diversifica dalle altre piattaforme social proprio grazie agli algoritmi per analizzare anche gli interessi, le passioni e gli obiettivi professionali affini tra gli iscritti. In base agli orari e giorni indicati dagli stessi utenti, Zwap fissa incontri in videocall, per farli interagire tra loro.

Zwapper, i professionisti di domani

Chi sono gli zwapper? In genere hanno un’età compresa tra i 25 e i 45 anni, e hanno un profilo lavorativo decisamente accattivante, solitamente nell’ambito delle professioni digitali. A mettersi in relazione sono Chief Marketing Officer, startup founder e CEO, giornalisti, appassionati di prodotto, design e marketing.

L’iscrizione alla piattaforma è gratuita: si crea un profilo per raccontare i propri interessi, il proprio background professionale e quali opportunità si è disponibili ad accogliere. Sulla base di questi dati, l’AI di Zwap organizza videocall settimanali di mezz’ora con il proprio match, utenti affini al proprio profilo, arrivando a costruire un network professionale reale ed efficace. 

Zwap sembra avere tutte le carte in regola per un futuro brillante: la particolare attenzione agli aspetti più personali e soggettivi degli utenti rende la piattaforma un luogo di incontro più avvincente e profondo, in cui trovare non solo opportunità di business, ma anche nuovi amici. 

Leggi anche:

‘Tre skills che l’intelligenza artificiale non può sostituire’

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