Il mobility manager per la gestione green del tragitto casa lavoro

concept di mani che racchiudono la grafica di una macchina verde con foglie che fuoriescono dal tubo di scarico

(foto Shutterstock)

Le società devono nominare un mobility manager e presentare entro fine anno un piano degli spostamenti casa lavoro per favorire una mobilità più sostenibile

La mobilità sostenibile entra in azienda

La sensibilità sempre maggiore verso i temi green è uno degli aspetti centrali nell’organizzazione del lavoro e delle risorse umane da parte delle aziende. Non solo luoghi di lavoro più sostenibili, punti vendita “ad alta sostenibilità” e sinergie green tra multinazionali, ma anche una maggiore sensibilità nei confronti del trasporto e della mobilità.

Oggi ha un ruolo fondamentale la gestione della mobilità dei lavoratori e in particolare le modalità con cui i dipendenti si spostano da casa al lavoro, e viceversa. Il tragitto casa-lavoro non è più un problema per i “ lavoratori pendolari”, ma assume valore e impatta nella gestione sostenibile del traffico e nella tutela dell’ambiente.

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Mobility manager: cosa fa

Il mobility manager è una nuova figura professionale molto importante nella gestione della mobilità ed è stata regolata dal recente decreto del 26 maggio 2021 del Ministero della Transizione Ecologica.

Tutte le società obbligate a predisporre il piano degli spostamenti casa lavoro devono nominare un mobility manager. Chi ricopre questa figura? È un esperto nei settori della mobilità sostenibile, dei trasporti o della tutela dell’ambiente.

La legge individua, con precisione, i compiti e le funzioni del mobility manager:

  • promozione misure alternative all’utilizzo del mezzo di trasporto privato;
  • supporto nella redazione del piano degli spostamenti;
  • verifica del raggiungimento degli obiettivi;
  • organizzare attività di sensibilizzazione;
  • cura dei rapporti con gli enti pubblici.

Cosa fa il mobility manager d’area

Il mobility manager d’area è una figura di coordinamento prevista all’interno degli enti pubblici. Ha principalmente il compito di coordinare i mobility manager delle aziende presenti sul territorio, promuovendo soluzioni collaborative, organizzando riunioni e momenti di confronto. Inoltre, può chiedere chiarimenti e proporre delle modifiche ai Piani degli spostamenti che sono stati trasmessi al proprio ente da parte delle società.

Il piano degli spostamenti casa lavoro

L’azienda, i suoi dipendenti e il mobility manager sono protagonisti principali dell’ambiente in cui operano. Sulla base di questa consapevolezza, le società, entro fine anno, devono adottare un Piano degli spostamenti casa lavoro dei propri dipendenti.

Di cosa si tratta? Si tratta di un documento con cui l’azienda studia la composizione delle modalità con le quali i propri dipendenti effettuano gli spostamenti casa lavoro, e propone delle modalità alternative in una prospettiva di maggiore sostenibilità ambientale.
Il piano parte da una analisi delle modalità di spostamento casa lavoro dei propri dipendenti; individua le possibili misure alternative per “orientare gli spostamenti dei lavoratori verso forme di mobilità sostenibile alternative all’uso individuale del veicolo privato a motore”. Il piano, infine, definisce, valuta e confronta i benefici per i lavoratori, per l’azienda e per la collettività.
Questo piano va trasmesso al comune dove ha sede l’unità produttiva.

Chi deve adottare il Piano degli spostamenti casa lavoro?

Sono obbligate a predisporre questo piano green tutte le società private e gli enti pubblici, che occupano più di 100 dipendenti in una unità produttiva collocata in un capoluogo di regione o di provincia, o in una città metropolitana oppure in comune con più di 50.000 abitanti. Nel calcolo dei 100 dipendenti si considerano anche i dipendenti di ditte esterne che svolgono la loro attività stabilmente nella unità produttiva.

 

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