Settore moda e tessile: rinnovato il contratto collettivo

Rinnovo contratto collettivo settore moda e tessile

(foto Shutterstock)

Aumento stipendio per i lavoratori del settore, nuove regole per lo straordinario e il contratto a termine. E ancora, un nuovo ente bilaterale e una speciale assicurazione in caso di perdita del lavoro

“Il contratto è sempre di moda”

Così recitavano i lavoratori della moda nel corso delle ultime manifestazioni per il rinnovo del contratto del settore, scaduto il 31 marzo 2020. E così, il 28 luglio 2021 le tre sigle sindacali più rappresentative (Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec) e le parti datoriali (unite sotto la sigla SMI Sistema Moda Italia) hanno raggiunto l’intesa per il rinnovo del contratto collettivo.
Soddisfazione da entrambe le parti: secondo le parti sindacali «con il rinnovo contrattuale il settore del tessile e dell’abbigliamento punta al rilancio», mentre le associazioni datoriali sottolineano «il forte segnale di coesione nel settore, per affrontare i prossimi decisivi mesi potendo contare sulla massima collaborazione di tutte le componenti, a partire dai lavoratori e dalle rappresentanze sindacali fino al Governo».

Il rinnovo riguarda 400mila addetti, 46 mila imprese e sarà in vigore fino al 31 marzo 2024.

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Aumento dello stipendio

L’aumento dello stipendio, invece, decorre da aprile 2022 e corrisponde a circa 74 euro lordi. Sarà erogato in tre tranches: 1 aprile 2022, 1 gennaio 2023, 1 aprile 2023.

Ecco una tabella di sintesi dei vari aumenti suddivisi per livello:

aumenti-contratto-tessile-moda-2021

Non è stato prevista alcuna indennità o aumento per il periodo tra la scadenza del precedente rinnovo (marzo 2020) e l’entrata in vigore dell’aumento.

Stop straordinari per i lavoratori part time

L’azienda non potrà più richiedere lavoro straordinario ai lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo parziale.

Invece, per i contratti a tempo determinato, il rinnovo consente alle aziende di ricorrere a tale forma contrattuale, innalzando il limite percentuale al 32% della forza lavoro; la stessa percentuale è stata prevista per il ricorso al lavoro in somministrazione.

Assicurazione contro la non autosufficienza

In caso di perdita del posto di lavoro, il rinnovo introduce una forma di assistenza per i lavoratori: tramite l’ente bilaterale Sanimoda, a partire dal 1 gennaio 2023, al dipendente è garantita una “assicurazione contro la non autosufficienza”. I fondi sono garantiti dal versamento di un contributo mensile di 2 euro a carico delle aziende.

“Sistema Welfare Moda”: un nuovo ente bilaterale per la moda

Nasce un nuovo ente bilaterale composto da tre rappresentanti delle aziende e altrettanti del mondo sindacale. Gli obiettivi: informare e valorizzare le iniziative, attivazione di nuovi servizi assistenziali, implementazione della piattaforma di welfare aziendale.
L’ente sarà finanziato con un contributo una tantum a carico delle imprese di 5 euro per ogni lavoratore dipendente.

Lotta alla discriminazione e al dumping contrattuale

Le parti hanno ribadito l’impegno alla prevenzione e al sostegno alle vittime e a tal proposito hanno espressamente richiamato l’applicazione, anche nel settore del tessile e della moda del “Accordo quadro sulle molestie e le violenze nei luoghi di lavoro”, sottoscritto il 25 gennaio 2016 da Confindustria con Cgil, Cisl, Uil.

Altrettanto importante è il protocollo che riguarda il contrasto al cosiddetto “dumping contrattuale”, particolarmente diffuso nel settore tessile, al fine di arginare l’applicazione di contratti collettivi sottoscritti da sindacati meno rappresentativi e che prevedono una disciplina peggiorativa per i lavoratori.

 

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