Donne al volante: Careem incentiva l’empowerment femminil

img 1: “Donne al volante”

(foto Shutterstock)

Drive sharing con donne autista: l’iniziativa di Careem, la startup mediorientale che punta sulla valorizzazione delle potenzialità femminili

In Medioriente non è così scontato vedere una donna al volante. Eppure, la società Careem, leader dei servizi di trasporto privato in 80 città dal Nord Africa al Pakistan, sta puntando anche all’assunzione di donne chauffeur.

L’idea di partenza di Careem era quella di dare un servizio a chi non sa o non ha la possibilità di guidare e, chiaramente, in molte parti del territorio di riferimento, gli utenti diretti erano le donne.

Successivamente, la società ha fatto un passo in avanti, decidendo di scommettere sul cambiamento e lanciando l’idea delle donne autista, con le dovute attenzioni rispetto alle normative locali.

L’empowerment femminile nel drive sharing

L’impatto maggiore di Careem è ricaduto sulla sfera femminile della popolazione fin da subito: in Pakistan, ad esempio, il 70% degli utenti è donna, e l’iniziativa delle donne chauffer è destinata a costituire un precedente molto interessante per l’evoluzione e l’emancipazione femminile, in generale.

Grazie a questa iniziativa, Careem sta promuovendo il concetto di inclusione nel mercato del lavoro. Un’azione che fa capo alla Kingdom Holding Company, prima società saudita e presente a livello internazionale, che ha bisogno di creare alternative all’industria petrolifera nel mercato locale.

L’iniziativa di Careem ha un peso importante per le donne del territorio: inserite in una cultura che, tradizionalmente, non le ha rese protagoniste dello sviluppo economico, oggi hanno la possibilità di guidare un’auto, fornendo un servizio alla popolazione, e guadagnando dei soldi per sé.

Per ciò che riguarda l’empowerment femminile, Careem ha senza dubbio fatto centro, sia nella sostanza del contenuto, che nell’immagine dell’azienda: ha aiutato le donne a emanciparsi, e ha accresciuto il proprio employer branding.

Si pensi che l’Arabia saudita era l’unico Paese al mondo a vietare alle donne di mettersi al volante da sole. Secondo l’Istituto di statistica di Riyad, nel 2016 il 34% delle donne era in disoccupazione, anche perché non avevano la possibilità di raggiungere in modo autonomo il luogo di lavoro.

Cosa fa Careem

Careem ha sede a Dubai, e offre un servizio analogo a quello di Uber: trasporto privato con comunicazione diretta tra autista e utente, mediante un’app.

Le due società sono competitor in moltissime città, eppure, nonostante Uber sia un fenomeno più consolidato nel tempo, e anche più conosciuto, Careem è la prima scelta in quasi tutte le città dove il servizio è offerto, quasi a dimostrare quanto, oggi più che mai, sia importante investire sui valori sociali per accrescere la propria notorietà e credibilità.

A cogliere immediatamente la portata di questa idea sono state le case automobilistiche, che guardano con favore all’ampliamento della platea di clienti: il mercato comprende circa 9 milioni di potenziali consumatrici. Un investimento da 500 milioni di dollari, che ha fatto guadagnare alla società la valutazione al miliardo e mezzo.

 

Leggi anche:

‘Gender gap, Italia 114° posto per partecipazione donne’

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