Agenda 2030, NH Hotel Danone Coop su inclusione e diversità

img: “I partecipanti al panel Fair di Viaggio nel lavoro che cambia”

(In foto i partecipanti al panel Fair di “Viaggio nel lavoro che cambia”)

Interventi di NH Hotel, Danone e Coop Alleanza 3.0 su inclusione e diversità. Il panel Fair dell’evento “Agenda 2030. Viaggio nel lavoro che cambia”

Parità ed eguaglianza sono due temi centrali per SHR Italia e WI LEGAL, e le esperienze di NH Hotel, Danone e Coop Alleanza 3.0 raccontate alla Triennale Milano sono di ispirazione per il mondo imprenditoriale e istituzionale. Nel contesto dell’evento “Viaggio nel lavoro che cambia”, sono state evidenziate azioni e interventi concreti attuati da queste grandi realtà, simboli di come sia davvero possibile mettere in atto una trasformazione per il miglioramento della vita lavorativa di ognuno. 

Valorizzare la diversità, i progetti di NH Hotel

NH Hotel, multinazionale dell’hotellerie presente in 29 paesi, ha declinato nella propria organizzazione i concetti di inclusione e valorizzazione della diversità. Beatrice Carlorosi, Talent, Learning and Development Director South Europe NH Hotel, ha spiegato alla platea, e a Elisa Pavanello di WI LEGAL e Direttore della Divisone Consulenze, in che modo il Gruppo NH abbia dato spazio all’inclusività: «L’hotellerie è un punto di incontro di nazionalità diverse. Per poter dare il giusto servizio, dunque, è necessario mettere in luce il talento di ognuno. 

I valori devono essere vissuti, e resi concreti dalle azioni quotidiane. Per questo  – prosegue Beatrice Carlorosi –, stiamo cercando di creare, al nostro interno, una sorta di ‘ecosistema’, in cui la cultura della tolleranza e del rispetto delle diversità diventino quotidianità. Due progetti, in particolare, riguardano questo ambito, e sono stati lanciati nel 2019 e ora ripresi. NH Hotel è infatti partner di AIPD (Associazione Italiana Persone Down) e del network Valueable per la formazione e l’inclusione di persone con la sindrome di Down. Prevediamo un percorso di formazione per il loro inserimento in ruoli specifici, valorizzando le caratteristiche e i talenti di questi lavoratori precisi e instancabili.

Abbiamo testato l’esperienza, che è stata davvero bellissima: gli ospiti delle strutture coinvolte hanno accolto questi nuovi colleghi con grande naturalezza, e i nostri collaboratori si rapportano con questi ragazzi con grande entusiasmo, facendo tesoro delle loro qualità.

Un altro progetto, per cui NH Hotel ha ricevuto il riconoscimento “Welcome Refugees” dall’UNHCR, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, è finalizzato all’inserimento lavorativo dei Rifugiati. Il progetto si è articolato su due filoni paralleli: formazione e inserimento lavorativo. Non è stato semplice, si sono evidenziate molte situazioni difficili, ma siamo riusciti ad inserire diverse persone, e il clima con i collaboratori è stato di supporto reciproco».  

La certificazione B-Corp di Danone

Sonia Malaspina, HR Director Danone, azienda che ha ottenuto la certificazione B-Corp, ha spiegato come si preoccupino degli effetti che le proprie azioni hanno sull’ambiente, sulle comunità, e sul territorio: «Siamo una realtà commerciale di 500 persone, il 50% costituito da donne. La certificazione B-Corp è il risultato di uno sforzo di 10 anni – ha spiegato Sonia Malaspina –. Abbiamo voluto aderire a questo movimento mondiale che prevede una certificazione, in base alla quale  l’azienda non deve solo guardare al profitto, ma anche produrre un valore per i propri collaboratori, per il territorio in cui è inserita, per l’impatto ambientale e per le comunità dove opera. 

Non è stato affatto semplice, perché siamo comunque una società profit, ma ci crediamo, ed è il risultato di uno sforzo culturale. Siamo convinti che questa sia la strada giusta per affrontare le nuove sfide. Sul fronte dello smart working, ad esempio, lavoriamo ‘per obiettivi’ da diverso tempo, cercando di favorire e andare incontro, in particolare, alle lavoratrici mamme. 

In Danone abbiamo un tasso di natalità pari a +7%, quando quello nazionale si attesta al – 4,8%. Le nostre politiche influenzano molto la vita delle persone intorno a noi, specie quella delle lavoratrici. Le donne sono cresciute grazie a queste politiche: abbiamo il 45% di donne manager, e crescono professionalmente anche dopo la maternità, basti pensare che in Danone il 20% delle promozioni, negli ultimi 3 anni, è andato a mamme rientrate dal congedo».  

“Close the Gap”, e la parità di genere in Coop

Milco Traversa, Direttore Risorse Umane Coop Alleanza 3.0, ha fatto il punto della situazione relativamente agli interventi di Coop sulla parità di genere: «Coop è una realtà costituita da 21.000 lavoratori, che comprende 451 punti vendita in 9 regioni, e presenta una complessità territoriale. La campagna “Close the gap” nasce perché in Italia abbiamo un basso tasso di occupazione femminile, e una grande differenza salariale. L’obiettivo di questa campagna – ha proseguito Milco Traversa –, è quello di promuovere la parità di genere con azioni e interventi concreti. Basti pensare che, se il tasso di occupazione femminile fosse pari a quello maschile, il Pil del nostro Paese sarebbe di 88 miliardi in più

In relazione a questo dato, Coop vuole valorizzare ciò che già rappresenta: un datore di lavoro al femminile. Su 21.000 dipendenti, il 75% è rappresentato da donne, e di questi, il 50% degli impiegati direttivi è donna. Ma non solo: crediamo che il lavoro debba essere conciliato con i tempi della vita familiare e privata, e debbano essere evidenziati i talenti di ognuno. Stiamo lavorando sulla formazione, e per quanto riguarda lo smart working, in molti casi abbiamo previsto che il lavoro da remoto sia contemplato per 4 giorni su 5».  

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